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Ponte Milvio è pronto a colorarsi di biancoceleste. E questa volta non soltanto prima del fischio d’inizio. Gran parte dei tifosi della Lazio, diserteranno l’ingresso allo stadio in occasione della gara casalinga contro il Genoa, per ritrovarsi nel salotto di Roma nord tra bandiere, cori e fumogeni. Qualche birra. Il piazzale di Ponte Milvio così da solito punto di aggregazione diventerà anche cuore e scenario della protesta.

Fari puntati dunque sull’area all’ombra della Torretta Valadier. Il municipio è pronto alla serata. “Per noi i cittadini e i tifosi sono prima di tutto persone. Non voci di bilancio o soggetti da monitorare sotto il profilo legale” ha fatto sapere in una nota l’assessore allo sport e al commercio del municipio XV, Tommaso Martelli.

“Ponte Milvio è da sempre il cuore pulsante della passione laziale e noi siamo lieti di dare il benvenuto a chiunque decida di trascorrere qui la domenica. Vogliamo rassicurare tutti: nel nostro municipio la libertà di espressione e di movimento, garantita dalla Costituzione, non è un concetto negoziabile. A Ponte Milvio ogni cittadino è libero di spendere i propri soldi come meglio crede - che sia per un biglietto, per un panino o per un brindisi tra amici - senza che nessuno si permetta di imporre alcunché o di sindacare su fantasiose responsabilità personali di chi sceglie una birra o una pizza al posto di una curva o una tribuna”.

Manifestazione di tifosi della Lazio a Ponte Milvio

La stoccata dell’assessore in quota Italia Viva al presidente della Lazio, Claudio Lotito. La risposta al duro comunicato della società contro il tifo organizzato che, prima della decisione di non entrare, aveva invitato i tifosi non abbonati a non acquistare i tagliandi di ingresso per Lazio-Genoa. Era seguita l'immediata la reazione del club che aveva bollato il boicottaggio come “un atto grave e inaccettabile”, qualcosa che secondo la dirigenza di Formello avrebbe “travalicato ogni forma di legittimo dissenso” assumendo “i contorni di un vero e proprio tentativo di pressione organizzata e di condizionamento nei confronti della società, della squadra e dell’intero ambiente laziale”.

Da qui la grande polemica in casa Lazio, lo scontro sempre più acceso tra tifoseria e presidenza. In mezzo anche la presa di posizione del municipio XV che, ha scritto Martelli, “resta un luogo di festa, sport e commercio libero”.

“Invitiamo i tifosi a vivere la giornata con la solita civiltà e passione, sicuri che il segnale di unità che daranno sarà anche nel rispetto per la nostra bella piazza e per il nostro territorio, certi che l’unico mercato che ci preoccupa in questa sede - ha concluso con ironia - sia quello dei nostri commercianti, che sanno accogliere tutti sempre a braccia aperte”.

La protesta dei tifosi della Lazio continua. Nessuna tregua tra società e tifoseria neanche per la semifinale di Coppa Italia che vedrà i ragazzi di Sarri affrontare l’Atalanta. All’Olimpico questa sera si giocherà la gara d'andata e il tifo organizzato biancoceleste non sarà sugli spalti ma fuori dallo stadio a seguire l’incontro.

Come per le partite di campionato contro Genoa e Atalanta, anche per la coppa nazionale lo sciopero della tifoseria della Lazio prosegue. “Non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione” - avevano scritto in un primo comunicato i gruppi del tifo organizzato laziale. E così sarà. Infatti, all’Olimpico non ci saranno ultras né tanti tifosi biancocelesti, ma diversi ragazzi e ragazze (e le rispettive famiglie) di alcune scuole invitati dal club. Un’iniziativa non nuova del club biancoceleste, riproposta per quella che è la partita più importante della stagione della Lazio.

Una scelta che non è piaciuta alla tifoseria, che sottolinea come così facendo ci sia “il rischio di fare entrare anche tifosi non laziali a tifare”.

Stadio Olimpico di Roma parzialmente vuoto

Ecco allora che il popolo laziale si darà appuntamento alle 18:30 a Ponte Milvio (come già successo ad agosto per il match contro l'Hellas Verona), dove la tifoseria ha chiesto che passasse anche il pullman della squadra per far sentire ai giocatori il proprio supporto per il delicato match. I laziali poi si sposteranno in corteo sotto la Curva Nord e lì intoneranno cori e seguiranno la partita di Coppa Italia via radio. “In questo momento delicato di dolore per tutti noi sfiliamo in corteo fino a quel piazzale che abbiamo negli anni sempre difeso e facciamo vivere ai nostri ragazzi quel clima che ci meriteremmo sotto la nostra Nord” - si legge nel comunicato del tifo laziale.

Un clima rovente per Sarri nella partita più importante della stagione della Lazio. Lazio-Genoa si gioca prima fuori che dentro lo stadio. Mentre all’Olimpico si avvicina il calcio d’inizio, a Ponte Milvio prende forma la protesta dei tifosi biancocelesti contro il presidente Claudio Lotito. La scelta del tifo organizzato di non entrare all’Olimpico ha trascinato una fetta ampia della tifoseria. I numeri alla vigilia parlano chiaro: a fronte di quasi 30 mila abbonamenti stagionali, i biglietti venduti per il match con il Genoa sono circa 2000, segnale evidente del clima di contestazione.

La tensione del resto era cresciuta nei giorni precedenti, tra comunicati, prese di posizione e contenuti social che secondo i tifosi hanno alimentato la polemica. La loro risposta è arrivata ora, nel cuore di Roma nord, trasformato per l’occasione in una Curva Nord a cielo aperto. Ponte Milvio, storico punto di ritrovo del tifo laziale, è diventato oggi il simbolo di una protesta che si consuma mentre la squadra sta per scendere in campo, nel silenzio dell'Olimpico.

Oltre 40mila firme chiedono l’addio del patron biancoceleste dopo 22 anni. La protesta della Curva Nord si estende fuori dallo stadio e coinvolge anche la politica. La contestazione contro Claudio Lotito compie un salto di qualità e approda fin dentro i palazzi della politica. Una petizione con oltre 40mila firme chiede al presidente della Lazio di lasciare dopo quasi ventidue anni di gestione. Tra i firmatari compaiono nomi illustri del mondo istituzionale e mediatico.

Serie A : La protesta dei tifosi della Lazio rimbalza sulla BBC

Intanto, la Curva Nord alza il livello dello scontro e coinvolge anche i giocatori. Il clima resta teso nonostante i risultati positivi sul campo dell’ultimo periodo. La petizione sbarca in Parlamento

La vicenda rimbalza perfino nella chat dei soci del Lazio Club Montecitorio. “C’è una chat molto scherzosa tra di noi sull’argomento“, rivela il deputato FdI Riccardo Zucconi, riferendosi al presidente biancoceleste. Nel gruppo figurano, tra gli altri, Paolo Barelli, Giorgio Mulè e il ministro Francesco Lollobrigida. Tutti amici storici di Lotito, ma ora in evidente imbarazzo per una mobilitazione che ha assunto dimensioni nazionali. La petizione è così diventata un caso politico oltre che sportivo.

Tra le adesioni spiccano quelle di Fabrizio Alfano, dell’ex direttore di Rai1 Mauro Mazza, dell’attuale direttore Day Time Angelo Mellone e del vignettista Federico Palmaroli. Con loro anche Andrea Stroppa e l’ex M5S Alessandro Di Battista. Molti aderiranno allo sciopero in occasione di Lazio-Atalanta, disertando l’Olimpico per ritrovarsi a Ponte Milvio. “Il rapporto è logorato, non si può tornare indietro“, è la linea dei contestatori. Anche davanti alla semifinale di Coppa Italia, la frattura appare insanabile. Nel frattempo, aumentano le voci su una possibile cessione della società.

La protesta del tifo organizzato si fa sempre più dura. Ai microfoni di Radio Laziale, un esponente della Curva Nord ha parlato di gesto d’amore ma ha lanciato anche un avvertimento alla squadra: se i giocatori non prenderanno posizione, “meglio che non vengano sotto la curva a baciare la maglia“. Parole che suonano come una pressione diretta sul gruppo biancoceleste, proprio nel momento migliore della squadra di Sarri. Nel mirino anche il progetto per lo stadio Flaminio, giudicato una distrazione rispetto ai problemi attuali. La società replica rivendicando i fatti e rilanciando con il piano “Lazio 2032”, mentre la spaccatura con una parte consistente del popolo laziale resta profonda.

La Brigata Lazio ha pubblicato un post in cui riporta (citando Il Messaggero) un’accusa pesante: il club di Claudio Lotito avrebbe gonfiato il numero di biglietti venduti per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Finirà mai la guerra tra laziali e Claudio Lotito? L’unico esito buono per la pace, ormai, sembra uno solo. Lo cantano gli ultras da anni, durante le partite. La curva Nord e il mondo biancoceleste invocano la vendita del club. Quest’anno lo scontro ha raggiunto un livello mai visto. La protesta d’amore di Ponte Milvio va avanti da settimane. I risultati non bastano, tantomeno le semifinali di Coppa Italia. Contro l’Atalanta, per l’ennesima volta, lo Stadio Olimpico resterà vuoto: “La decisione presa è tra le più sofferte dei 21 anni di gestione del sig Lotito, ma siamo giunti al limite massimo di sopportazione rispetto alle ormai canoniche prese in giro da parte della dirigenza”.

Il limite è stato superato con la conferenza stampa di presentazione del progetto per lo stadio Flaminio “la riprova di come, questi personaggi, pensano che con le chiacchiere riescano ancora ad abbindolare un popolo esasperato”. In quell’occasione si era prospettato un confronto. Per ora, nessun tavolo sembra pronto per sedersi e parlare. “Si è parlato di confronto con i tifosi, quali tifosi? Quelli che vengono minacciati? Quelli che vengono umiliati? Quelli che non possono ricordare il nonno morto? Quelli che non sono stati interpellati per il disegno del nuovo stadio?”. Ancora una volta via social il conflitto diventa esplicito. Un’altra mossa ha fatto innervosire i tifosi laziali: sembra che il club abbia cercato di gonfiare il numero di biglietti venduti per la gara interna contro l’Atalanta, provando a ridimensionare l’eco della contestazione. Una battaglia anche di informazioni.

Striscioni, bandiere e tamburi sventolano e suonano a Ponte Milvio. Una semifinale non basta per fermare ultras e tifosi. La protesta surreale degli ultras biancocelesti contro il presidente della loro squadra trasforma il referendum sulla giustizia in una resa dei conti calcistica. Un gruppo di tifosi della Lazio ha organizzato una dimostrazione sotto la sede di Forza Italia, annunciando il proprio voto contrario al referendum sulla magistratura per protesta contro il presidente del club, Claudio Lotito - “senatore del vostro partito”, specificava lo striscione, rinnovando la passione degli ultras per le rime un po’ naif. Non credo che mezzo milione di tifosi laziali determinerà il risultato del referendum, anche se a occhio, schierandosi come un sol uomo, potrebbe spostare un buon 2 per cento; credo però che la pittoresca trovata sia molto indicativa riguardo allo stato della nostra democrazia. Anzitutto, indica che in Italia il voto è sempre espressione di un interesse privato, più o meno capriccioso; poi, che i partiti vengono ritenuti contenitori non di idee ma di persone, rispetto alle quali ci si regola a simpatia; infine, che i referendum su tutto vertono tranne che sull’effettivo contenuto del quesito, e che quindi rimettere al popolo la scelta su materie sottilissime equivale a lasciare i destini della nazione nei tentacoli del polpo Paul. In sostanza questa protesta dimostra che gli italiani, laziali o meno, votano a casaccio.

Atmosfera insolita per la semifinale di Coppa Italia. Lo Stadio Olimpico si presenta in gran parte vuoto oggi, mercoledì 4 marzo, in occasione della semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. Dopo quanto accaduto nelle scorse settimane - in campionato contro Genoa e Atalanta - i sostenitori del club capitolino hanno confermato lo sciopero del tifo anche per il penultimo atto della coppa nazionale. Il cuore del tifo organizzato della Lazio è rimasto fuori dall’impianto, scegliendo comunque di far sentire la propria presenza in modo diverso: cori e sostegno dall’esterno dello stadio, alle spalle della Curva Nord.

Sul tema, poco prima della sfida, è intervenuto ai microfoni di Sportmediaset il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani: “Ci sarebbe piaciuto vedere uno stadio pieno questa sera, ma nulla di nuovo sotto al sole. Dobbiamo onorare ogni impegno, siamo qui ed è giusto che i ragazzi se la giochino ogni giorno. Cosa si può fare per riavvicinare i tifosi? Non voglio entrare nel merito della questione, credo che ci voglia un po’ di buon senso da parte di tutti.

Tifosi della Lazio che protestano fuori dallo stadio

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