Il Progetto Tobia rappresenta un modello innovativo a livello regionale, volto a garantire equità di accesso, umanizzazione della cura e percorsi personalizzati per le persone con disabilità intellettive e relazionali.
Questo progetto di vera integrazione sociosanitaria mira a diffondere una cultura più inclusiva, accogliendo persone fragili e con disabilità grave in un ambiente sereno e tranquillo, diverso da quello classico ospedaliero. Il tutto è reso possibile grazie a un'equipe multidisciplinare formata da medici, infermieri, OSS e assistenti sociali.
Tutti i centri Tobia, sia quelli già aperti che quelli in fase di apertura, sono allineati da linee guida approvate in Giunta regionale, garantendo un funzionamento uniforme. È stata inoltre completata una piattaforma regionale accessibile a tutti, per trovare il centro Tobia più vicino e accedere ai servizi, semplificando anche il sistema di prenotazione per caregiver e famiglie.
L'obiettivo primario è abbattere le barriere, sia culturali che assistenziali, per rendere la regione sempre più inclusiva. Massimiliano Maselli, assessore all'Inclusione sociale e ai Servizi alla persona della Regione Lazio, sottolinea l'importanza di questo "salto culturale" nell'accoglienza di persone fragili.
Il Progetto Tobia è stato inaugurato in diversi ospedali della Regione Lazio, tra cui l'Ospedale Sandro Pertini di Roma e l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea. Queste inaugurazioni segnano un passo importante nel garantire un percorso pensato per dare ristoro a condizioni che richiedono cura, piuttosto che guarigione.
Il servizio supporta i pazienti con bisogni speciali nella fruizione dei percorsi clinico-assistenziali, integrandosi nella rete TOBIA-DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) della Regione Lazio, coordinata da Stefano Capparucci.
Il servizio Tobia offre percorsi facilitati per effettuare prestazioni diagnostiche e terapeutiche utili a prevenire e curare patologie, anche per pazienti con gravi difficoltà cognitive e/o relazionali. Ad esempio, un prelievo di sangue, un ECG o una visita oculistica, che possono risultare difficoltosi per una persona con disturbo dello spettro autistico, vengono gestiti con un percorso assistenziale personalizzato.
Questo percorso ottimizza il numero degli accessi in ospedale, il tempo di permanenza e gli spostamenti fisici, effettuando visite, analisi ed esami diagnostici in un ambiente protetto, con la guida di un infermiere care manager e personale sanitario specificatamente formato, garantendo sempre la presenza di un caregiver/familiare.

L'Ambulatorio di Tobia è allestito per ridurre al minimo il disagio e il disorientamento, collocato in aree riservate e facilmente raggiungibili. Il team multidisciplinare e il care manager dedicato fungono da interfaccia con i medici di medicina generale e i servizi territoriali, assicurando la continuità terapeutico-assistenziale.
Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, evidenzia come centinaia di persone con disabilità intellettiva o disturbi dello spettro autistico rischino quotidianamente di non avere accesso alle cure primarie, a causa di difficoltà nell'esprimere bisogni o sintomi. Il "Percorso Tobia" risponde a questa esigenza prendendo in carico questi pazienti con un'equipe specializzata.
L'Assessore Massimiliano Maselli sottolinea che ogni struttura ospedaliera deve garantire non solo un ambiente idoneo, ma anche un team specializzato per erogare la migliore assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai pazienti fragili.
Il team multidisciplinare di Tobia è composto da internisti, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, assistenti sociali, radiologi, neurologi, psicologi, case e care manager, professionisti preparati per fornire assistenza a pazienti con disabilità cognitiva e relazionale.

Il Direttore Generale Daniela Donetti afferma che con Tobia si attua il principio di universalità del Sistema Sanitario, facilitando l'esecuzione di esami complessi per pazienti "non collaboranti" o "difficili", spesso con modalità non invasive che garantiscono tranquillità al paziente.
Dal 2019 a marzo 2024 sono stati presi in carico oltre 1071 pazienti, di cui 250 negli ultimi 12 mesi. Durante la pandemia, il Servizio Tobia ha garantito tamponi "protetti" per 600 persone. È attivo un call center dedicato per caregiver, MMG, operatori di Centri o Strutture.
Il modello operativo del Progetto Tobia si basa sul modello TOBIA-DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), nato all'Ospedale San Paolo di Milano nel 2002 e diffuso in molte città italiane. A Roma, il progetto è attivo presso diverse strutture, tra cui l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea e l'Azienda Sanitaria Locale Roma 5.
Contatti Utili:**
Il Progetto Tobia è un percorso sanitario dedicato ai pazienti con disabilità intellettiva, neuromotoria o patologie complesse, con l'obiettivo di garantire accoglienza, presa in carico e cure personalizzate a chi ha difficoltà di collaborazione nei percorsi sanitari tradizionali.
L'attivazione del Progetto Tobia rappresenta un traguardo importante per le ASL sul fronte dell'equità di accesso e dell'umanizzazione della cura, creando percorsi su misura per la persona e la sua rete familiare.
La segnalazione al Servizio TOBIA può provenire da diverse figure, tra cui la persona con disabilità, familiari o caregiver, Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Specialisti, servizi territoriali e sociali, strutture riabilitative e COT.
FROSINONE 20260313 – PROGETTO TOBIA A SORA, FROSINONE E CASSINO
Il Presidio G. Eastman, situato in Viale Regina Elena 287/b, Roma, ospita l'attività ambulatoriale del progetto al 3° piano.
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