La qualificazione ai gironi di Champions League dell'Atalanta ha portato in dote il problema stadio. La società nerazzurra, però, si è già prodigata dando il via ai lavori di ristrutturazione. Domani, giovedì 20 giugno, una delegazione del club orobico sarà a Nyon per discuterne con l'UEFA. Lo annuncia la stessa società dal proprio sito ufficiale.
L'obiettivo è quello di verificare nell’arco delle prossime 36 ore come stanno procedendo i lavori all’impianto di Viale Giulio Cesare. Attenzione, non ci sarà un check sull’avanzamento lavori inteso come verifica del cronoprogramma: alla Uefa non è stato fornito uno. Durante 3 videoconferenze che si sono tenute nelle ultime settimane, l’Atalanta ha specificato alla Uefa i progetti che sta portando avanti per migliorare lo stadio e ottenere l’ok e giocare in Champions League a Bergamo.
Alla UEFA non è stato fornito nessun cronoprogramma, durante le 3 videoconferenze delle scorse settimane è stato presentato un piano di interventi con l’obiettivo di ottenere l’ok a giocare in Europa a Bergamo. L’Atalanta nell’estate 2019 ha realizzato la Curva Pisani, in questa estate 2020 è stata completamente ricostruita la Tribuna Rinascimento (ex UBI) e si è proceduto alla sistemazione di seggiolini sui vecchi gradoni della Curva Morosini con demolizione e rifacimento delle tribune in acciaio: ne sono state sistemate di nuove tutte con sedute a norma. Oltre ai seggiolini la Curva Morosini è stata dotata di un tornello aggiuntivo e sono stati sistemati tutti i servizi igienici.
La visita dei commissari durerà 36 ore, il pomeriggio di lunedì 7 settembre e tutta la giornata di martedì 8 settembre. La postazione delle telecamere è quella solita, nella zona centrale della Tribuna Autorità: continueranno ad essere le stesse e nella medesima posizione. Per i commentatori tv sono stati montati dei nuovi tavolini in Tribuna Centrale togliendo spazio ad alcuni posti normally occupati dal pubblico. L’illuminazione dello stadio rimarrà quella attuale. Fino al completamento dei lavori non si può modificare quasi nulla, va detto che il riferimento per la produzione delle immagini è Sky che in Italia segue l’Atalanta in serie A senza nessun problema di illuminazione durante le riprese.
Sostanzialmente nulla manca dopo i lavori. L’Atalanta abbandona San Siro dopo un anno “d’affitto” per i match interni di Champions League. Dopo due giorni di ispezioni, il Gewiss Stadium di Bergamo ha ricevuto dalla UEFA l’idoneità ad ospitare le gare casalinghe dell’Atalanta in occasione della Champions League 2020-2021. I lavori erano iniziati il 7 maggio 2019 con la riqualificazione della Curva Nord Pisani. Dal 25 giugno 2020, invece, è partita l’opera di rifacimento della Tribuna UBI Banca. Ora con ancora pochi ritocchi da ultimare, quelli necessari per ottenere il via libera definitivo, che avverranno nelle prossime due settimane, il club bergamasco potrà finalmente regalare alla sua città la competizione calcistica più bella al mondo.

Questo il comunicato della società:“La Società comunica che la visita di due giorni al Gewiss Stadium da parte della commissione UEFA ha avuto esito positivo. L’ispezione ha evidenziato la necessità di eseguire ulteriori lavori di adeguamento che verranno realizzati nelle prossime settimane, a seguito di queste opere l’Atalanta potrà giocare al Gewiss Stadium le gare di UEFA Champions League della stagione 2020-2021”.
La soddisfazione del Presidente Percassi
“È a dir poco una grande soddisfazione, è un altro sogno che si realizza. Ci tenevamo tantissimo, il Gewiss Stadium, una volta eseguiti gli ulteriori lavori richiesti dalla UEFA, sarà a norma anche per giocare la Champions. Fantastico”.
Il punto anche da parte di Roberto Spagnolo, Direttore Operativo Atalanta B.C. L’ha spiegato il direttore operativo: “La Uefa ci aveva chiesto ben 32 postazioni con 3 commentatori per ogni posto”

Roberto Spagnolo, direttore operativo della società, nella serata di lunedì 15 luglio ha illustrato in Sala Legrenzi a Clusone lo stato di avanzamento dei lavori dello stadio. “Lo stadio è di proprietà dell’Atalanta - spiega Spagnolo -: il presidente Antonio Percassi vuole bene ai bergamaschi e al team nerazzurro, così tre anni fa ha acquistato la struttura partecipando a un bando pubblico. Al tempo, si parlava di salvezza, mentre oggi ci troviamo in Champions League. Avere uno stadio di proprietà è un lusso: in Italia gli stadi di proprietà, oltre a quello dell’Atalanta, sono soltanto due, quello del Sassuolo e quello della Juventus”.
I lavori -racconta Guglielmo Nodari, geometra responsabile del cantiere dello stadio- prendono il via tutte le mattine alle 6 e finiscono intorno alle 9.30 di sera: lavoriamo su due turni e, nel mese di agosto, i turni saranno addirittura tre”.
“Entro il 22 settembre -prosegue Spagnolo - dobbiamo ottenere l’agibilità della struttura per poter giocare la prima partita di campionato in casa. Abbiamo tre cantieri in contemporanea: quello della tribuna Giulio Cesare, tribuna principale e curva nord. Nel corso della prima settimana di luglio, ho siglato un accordo con Ats e ne sono orgoglioso: questo per dare la possibilità agli operai di lavorare in sicurezza”.
Prima di raggiungere la Valle Seriana in vista del ritiro estivo, giovedì 11 luglio, i giocatori nerazzurri hanno fatto visita al cantiere dello stadio e hanno provato l’ebrezza di sedersi sui gradoni della curva nord. “Il presidente Percassi, invece, - conferma Nodari - tutte le sere, verso le 19, passa a verificare lo stato di avanzamento dei lavori”.
La società Atalanta ha fatto il possibile per poter disputare la Champions League a Bergamo: “Non si tratta di una motivazione economica - conclude Spagnolo -: Percassi era pronto a mettere in campo qualsiasi risorsa pur di giocare nella nostra Bergamo. Purtroppo non ci hanno concesso nessuna deroga e tra l’Europa League e la Champions c’è un abisso. Nemmeno i gabinetti vanno bene: i servizi igienici vecchio stile dello stadio, alcuni dei quali sono stati sostituiti nel maggio 2013 quando i tifosi della Juventus li avevano smontati e tirati all’altro lato della curva, non sono all’altezza della Champions League. Non ne hanno fatto passare una, gli ispettori di Nyon. In tutto sono sette pagine di prescrizioni, cioè di interventi che è necessario effettuare entro metà settembre nei tre quarti di stadio (esclusa cioè la Curva Nord, in corso di ricostruzione) ritenuti al di fuori dei parametri. Le richieste, oltre all’installazione dei seggiolini dove non ci sono e all’adeguamento di quelli già installati e l’indicazione di quanti posti rimarrebbero per gli spettatori una volta sistemate le delegazioni si traducono quasi sempre in moltiplicazioni: più posti per le postazioni tv, per i telecronisti, per i giornalisti, per l’hospitality, per gli sponsor, per i parcheggi, e così via fino appunto ai servizi igienici, le cui vecchie «turche» hanno fatto storcere il naso agli ispettori di Nyon. Il tutto da realizzare nel giro di poche settimane: il sorteggio della fase a gironi si svolgerà il 29 agosto, il primo turno il 17 e 18 settembre. E, è stato precisato, non sono previste deroghe: o uno stadio è in regola con tutto ciò che viene richiesto, oppure la Champions va da un’altra parte. Non solo: non è possibile, come in campionato, iniziare in uno stadio e continuare in un altro. L’impianto indicato dovrà restare lo stesso per tutta la fase a gironi. Se poi l’Atalanta dovesse passare agli ottavi si troverebbe un nuovo scoglio, perché i parametri Uefa per la seconda fase della Champions sono ancora più rigidi. Al massimo si potrebbe indicare uno stadio diverso. Se invece i nerazzurri dovessero arrivare terzi nel girone e passare in Europa League si troverebbe le stesse prescrizioni che alla scorsa edizione della coppa l’aveva fatta traslocare a Reggio Emilia. Ma in questo caso avrebbe avuto tutto il tempo di mettere a regola il Gewiss Stadium. Ora che la Uefa si è pronunciata, la palla passa all’Atalanta. Sarà la società a dover dire all’Unione delle federazioni calcistiche europee se pensa di essere in grado di mettersi in regola. Nel giro di una decina di giorni Spagnolo stilerà un programma di fattibilità per capire se è possibile eseguire i lavori necessari nei tempi richiesti e lo sottoporrà al presidente Antonio Percassi. E sarà lui a decidere se tentare l’impresa o se invece sarà il caso, per una volta, di buttare la palla in tribuna.
Il progress dei lavori al Gewiss Stadium aggiornato al 23 agosto.
Anche le date congiurano contro L’Atalanta. I nerazzurri inizieranno il campionato a Reggio perché il termine dei lavori per la Curva Nord è previsto per il 29 settembre. Per questo l’Atalanta chiederà di giocare in casa la Champions a partire dalla seconda giornata, l’1-2 ottobre. Ma resta nell’aria la cupa previsione dello stesso Spagnolo durante il sopralluogo del cantiere un mese fa: «Abbiamo lo 0,000001 per cento di possibilità di farcela». Roberto Spagnolo, direttore operativo dell’Atalanta e coordinatore unico dei lavori, ha chiarito alcune questioni riguardanti l’adeguamento del Gewiss Stadium di Bergamo per la Champions League a margine della presentazione del ritiro nerazzurro a Clusone di sabato 6 luglio. Due i nodi principali: «Attualmente esistono tre postazioni in tribuna d’onore per le televisioni, mentre l’Uefa ce ne ha chieste trentadue, con tre commentatori ciascuno - spiega il dirigente nerazzurro -. Per i seggiolini in Curva Sud e in Tribuna Ubi non ci sarebbero problemi anche riducendo di un poco la capienza, mentre la questione più complicata è l’illuminazione retroporta, soprattutto in Curva Sud. Nella Nord, una volta ultimata la ricostruzione in corso, ci sarà spazio anche per l’americana. Percassi ci proverà, ma le possibilità che i nerazzurri disputino al Gewiss Stadium la massima competizione europea sono pochissime
Sarà difficile, molto difficile. Forse sarà quasi impossibile. Ma qualificarsi per la Champions League, la regina di tutte le competizioni per club, è un traguardo che per una società come l’Atalanta capita assai di rado, e allora perché non provare a fare di tutto per disputarla nella propria città, a Bergamo? È quello che pensa Antonio Percassi, che dopo lo storico terzo posto conquistato dai suoi ragazzi ora ha un nuovo sogno: far giocare i nerazzurri al Gewiss Stadium anche in Europa. Ad oggi la struttura indicata alla Uefa per le partite internazionali è sempre il Mapei Stadium, quella che ha visto protagonista l’Atalanta in Europa League nelle ultime due stagioni. Ma Percassi nelle prossime settimane ci proverà: chiederà una deroga per portare la Champions sotto le Mura venete. La strada è assolutamente in salita, ma un piccolissimo spiraglio potrebbe esserci qualora i lavori di ricostruzione della curva Pisani andassero tutti per il verso giusto così da consegnare il Gewiss Stadium ai nerazzurri per l’inizio di settembre. Questo, ovviamente, non basterebbe: per disputare le partite di Champions a Bergamo Percassi dovrebbe posizionare i seggiolini in tutta la curva Morosini. E non solo: bisogna poi osservare diversi paletti anche sull’illuminazione, sui parcheggi, sui posti di lavoro riservati alla stampa… In passato (anche recente) per qualcuno la Uefa ha chiuso più di un occhio. Il Napoli, ad esempio, da dieci anni indica inizialmente uno stadio diverso dal proprio, salvo poi chiedere la deroga per il San Paolo che viene puntualmente concessa. Percassi, molto probabilmente, punterà su questo per avere un lasciapassare che ad oggi resta difficilissimo, ma che se dovesse arrivare sarebbe storico.

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