Dopo le sanzioni del 2023, la Juventus torna sotto indagine per presunti illeciti contabili, rischiando concretamente nuove penalizzazioni in Serie A e la squalifica dalle coppe europee.
Dopo i guai giudiziari del 2023, la Juventus torna a far parlare di sé per vicende extra-campo. Secondo quanto riportato dal giornalista Paolo Ziliani, il club bianconero rischia di finire nuovamente nel mirino della giustizia sportiva per presunti illeciti legati ai bilanci.
Ci sarebbero fatti nuovi rispetto a maggio 2023, quando tutto fu chiuso con un patteggiamento. L’allarme è scattato, con possibilità che si aprano nuovi scenari disciplinari, sia in Serie A che in ambito europeo.
Non è una novità l’attacco di Paolo Ziliani alla Juventus. In base a quanto riportato dal giornalista, il club bianconero dovrà rispondere a breve di nuovi comportamenti irregolari in ambito contabile. Una situazione aggravata dal fatto che si tratterebbe di recidiva rispetto ai procedimenti del 2023, che già avevano portato a una penalizzazione in classifica. La scure della giustizia sportiva potrebbe abbattersi ancora una volta sulla Vecchia Signora.

Bilanci non conformi secondo la Consob
Al centro dell’indagine ci sarebbero bilanci che la Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati, avrebbe già definito “non conformi”. Secondo le verifiche, il club avrebbe proseguito su una linea gestionale non corretta, malgrado le sanzioni precedenti. Un’accusa pesante, che nel caso rimetterebbe in discussione la credibilità del progetto di rilancio post-penalizzazione.
A breve l’inchiesta della Procura di Roma sarà chiusa e, come scrive Ziliani, gli atti sarebbero trasmessi a Chiné e alla Procura FIGC.
Europa a rischio: possibili ripercussioni UEFA
Oltre alla Serie A, le conseguenze potrebbero arrivare anche in ambito europeo. La Juventus, tornata in Europa dopo un anno difficile, rischierebbe ora una squalifica dalle competizioni UEFA. Il regolamento di Nyon da questo punto di vista è chiaro: chi viola norme finanziarie può essere estromesso, anche se qualificato sul campo. Per i bianconeri, impegnati ora al Mondiale per Club, sarebbe veramente un disastro.
In relazione a quanto sopra, si segnala che, in data 28 luglio 2023, la Prima Camera dello UEFA Club Financial Control Body ha assunto la decisione con la quale ha definitivamente chiuso il procedimento avviato in data 1° dicembre 2022 volto alla verifica del rispetto del framework regolamentare UEFA da parte di Juventus. La decisione ha comportato, inter alia, l’esclusione di Juventus dalla UEFA Conference League della stagione sportiva 2023/2024; inoltre, per effetto della decisione, Juventus (i) è stata obbligata al pagamento di un contributo economico di € 10 milioni, interamente stanziato nell’esercizio 2022/2023, di cui € 2 milioni versati a settembre 2023, € 4 milioni versati a settembre 2024 ed i restanti € 4 milioni trattenuti a settembre 2024 dagli introiti della partecipazione alla UEFA Champions League nella stagione sportiva 2024/2025; e (ii) potrebbe essere tenuta al pagamento di un ulteriore contributo economico condizionale di € 10 milioni nel caso in cui i bilanci di Juventus al 30 giugno 2023, 2024 e 2025 presentassero significative violazioni delle CL&FS.

La situazione finanziaria e il monitoraggio UEFA
Il tema del Fair Play Finanziario attraversa ormai da tempo l'attualità dei vari club, ogni bilancio fa sì che l'attenzione della UEFA si attivi per comprendere se i vari parametri siano da ritenere rispettati o se - invece - ci siano aspetti da rivedere, tali da portare addirittura a sanzioni.
La UEFA ha messo sotto osservazione la Juve per quanto riguarda il triennio 2022-2025: entro la fine della stagione in corso si capirà se i bianconeri avranno o meno rispettato il parametro, tale da contemplare anche valutazioni sulle prospettive future del club a livello economico.
Cosa potrebbe accadere in caso di violazione? La norma prevede una perdita accettabile di massimo 5 milioni di euro nell’arco di tre esercizi (2023, 2024 e 2025 in questo caso), elevabile a 60 milioni di euro a patto che l’eccedenza sia coperta da aumenti di capitale. Non si tratta chiaramente della semplice somma dei risultati netti degli ultimi tre bilanci, ma per il conteggio si parte dal risultato ante imposte al quale si montano poi i costi che la UEFA considera virtuosi e che nel caso della Juventus sono particolarmente rilevanti: si va dai costi per le attività del settore giovanile alle infrastrutture (l’ammortamento dello stadio), fino quelli sostenuti per la squadra femminile.
Il club bianconero ha archiviato il primo semestre 2025/26 con ricavi in flessione e con una perdita netta di 2,5 milioni di euro.
Le regole del Fair Play Finanziario
Lo squad cost ratio: una norma che prende in esame l’importo speso per la rosa e l’allenatore della prima squadra tra stipendi e commissioni per i trasferimenti nette rispetto ai ricavi rettificati.
La football earnings rule: ha sostituito la norma legata al break-even, per dare maggiore stabilità ai club. Per facilitare l’implementazione per i club, il calcolo è simile al calcolo del break-even. La perdita accettabile è passata da 30 milioni di euro in tre anni a 60 milioni di euro in tre anni. La deviazione accettabile può essere ulteriormente aumentata oltre i 60 milioni di euro fino a un massimo di 10 milioni di euro per ciascun periodo di riferimento nel periodo di monitoraggio per i club che mostrano una buona salute finanziaria.
Questo indicatore è attualmente fissato a 0,8 per la sessione invernale dei trasferimenti e scenderà a 0,7 per la sessione estiva, di fatto il 70% impostato dalla UEFA di cui abbiamo parlato in precedenza.
Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, la Juventus ha rispettato pienamente la soglia dello 0,8 - tanto da non avere limitazioni sul mercato, a differenza di altri club - e prevede di rispettare il parametro del 70% in ambito UEFA nell’anno solare 2025, dati che dovranno essere presentati alla Federcalcio europea entro il 31 marzo 2026.
Il rapporto - attualmente in linea con i limiti previsti, un aspetto indice della traiettoria che il club bianconero sta cercando di seguire dopo anni complicati - può subire variazioni in senso positivo o negativo sulla base di ricavi o costi ulteriori che potrebbero intervenire nella prima parte del nuovo anno.

Possibili sanzioni e strategie del club
Su questo fronte, secondo quanto si apprende, il club bianconero si aspetta una sanzione economica, che tuttavia dovrebbe essere poco rilevante in proporzione ai ricavi del club.
Come accaduto per le altre società sanzionate in tempi recenti, la Juventus - a differenza delle multe più pesanti nei confronti di club come Barcellona e Chelsea - dovrebbe ricevere una sanzione minima e una condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi.
Nonostante la Juve abbia chiuso gli ultimi bilanci con rossi pesanti, infatti, vanno considerati - come detto in precedenza - i costi virtuosi da detrarre nel calcolo per la deviazione massima di 60 milioni di euro. Inoltre, ci sono ricavi mancanti il cui effetto verrà di fatto “sterilizzato” dalla UEFA, come ad esempio gli 80 milioni di euro che la Juve non ha incassato essendo stata esclusa dalla Champions League dopo il caso plusvalenze del 2022.
L’obiettivo della UEFA è evitare che una sanzione abbia un doppio effetto punitivo, ricadendo non soltanto sulla stagione di applicazione ma anche sul monitoraggio degli anni successivi.
Per quanto riguarda l’entità della sanzione, risposte più chiare arriveranno tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando saranno rese note le decisioni della UEFA.
La dirigenza bianconera non è allarmata in tal senso, il discorso cambia a livello europeo e pensando al controllo da parte della UEFA: rispettato lo Squad Cost Ratio per il 2024, si prevede che venga rispettato anche per il 2025, mentre la criticità potrebbe riguardare la Football Earnings Rule.
La Juve intanto sta cambiando pelle. Il momento non è dei più semplici per una Juventus che è in piena fase di costruzione. Abbandonato con veemenza il progetto Motta-Giuntoli, il club bianconero ha puntato forte su Damien Comolli come uomo adatto per far risorgere la Vecchia Signora. Se il mercato sta andando a rilento, complice proprio la profonda rivoluzione societaria, ecco che la notizia sulla non conformità dei bilanci potrebbe costituire l’ennesima mazzata. Che si aggiunge alle ultime notizie sul patteggiamento chiesto da Agnelli, Nedved e Paratici sull’altra inchiesta plusvalenze.
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