Il panorama azionario della Juventus è complesso e in continua evoluzione, con la presenza di diversi attori, da grandi holding finanziarie a fondi di investimento internazionali. Di recente, l'interesse per l'acquisizione di una quota significativa del club è emerso con forza, portando a offerte concrete e a una serie di smentite da parte della proprietà attuale.
I principali azionisti e investitori
Non ci sono solo Exor, il colosso delle stablecoin Tether e il fondo Lindsell Train nell’azionariato della Juventus. Il Fondo monetario internazionale (International Monetary Fund) era presente nell’assemblea azionisti Juventus del 23 novembre avendo depositato 953 titoli della società bianconera. Poco più consistente il pacchetto del City of New York Group Trust, che era presente in assemblea con 1.598 azioni del club. Nel corso del 2022 è spuntato tra i soci anche il fondo pensione di Abu Dhabi, che nel 2023 ha visto salire la sua quota da 28.419 a 688.880 azioni, salvo però poi cederle prima del 2024. Tra gli investitori istituzionali sono presenti diversi fondi pensionistici di Stati USA, dal Colorado al New Mexico passando per Mississipi, Ohio, Alaska e Wisconsin.

L'offerta di Tether per l'acquisizione del club
Tether si fa sotto per acquistare il 100 per cento della Juventus. A distanza di appena un'ora dalla smentita di Exor, l'azienda della stablecoin guidata dall'italiano Paolo Ardoino ha presentato al consiglio di amministrazione di Exor un'offerta vincolante non concordata per l'acquisto di tutte le azioni Juventus di sua proprietà che rappresentano, secondo le informazioni pubbliche disponibili sul sito internet della società, il 65,4% del capitale sociale. Valore: 1,1 miliardi di euro. L'offerta di Tether per comprare il 100 per cento della Juventus Tether Investments, interamente controllata da Tether Holdings, ha formalizzato l'offerta da 1,1 miliardi per comprare la Juventus. L'offerta è a un prezzo di acquisto interamente in denaro pari a 2,66 euro per azione con un equity value per l'acquisizione del 100% della società pari a circa 1,1 miliardi.
Nel comunicato e nel post si sottolinea che, se l'operazione andrà a buon fine, c'è l'impegno a mettere a disposizione della società bianconera risorse per circa 1 miliardo "per rafforzare la prima squadra e sostenere lo sviluppo e la crescita della società".
La doppia smentita di Exor
Appena un'ora prima, Exor aveva smentito categoricamente negoziazioni in corso riguardanti la vendita di una quota della Juventus. Lo aveva spiegato un portavoce della holding della famiglia Elkann-Agnelli dopo i recenti articoli di stampa che ipotizzavano, appunto, una possibile cessione di una parte del pacchetto azionario della società bianconera quotata a Piazza Affari). Poi è arrivata l'offerta vincolante di Tether che decadrà automaticamente se Exor non farà pervenire la propria accettazione scritta entro le 18 del 22 dicembre. La smentita della holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann riguardava però una possibile apertura del capitale al principe saudita Mohammed Bin Salman. Dopo il comunicato di Tether è arrivata un'altra smentita: "Exor non intende vendere la propria partecipazione in Juventus né a Tether né ad altri soggetti. La Juventus non è in vendita", sottolineano fonti vicine a Exor.
TETHER VUOLE LA JUVE ▷ "ECCO LA REALE ENTITÀ DELL'OFFERTA: VOGLIONO COPRIRE ANCHE IL DEBITO"
Cosa fa Tether
Tether è una criptovaluta diversa da quelle classiche, tipo Bitcoin, e si definisce "stablecoin". Il suo valore è infatti agganciato al dollaro. La moneta, chiamata Usdt vale sempre un dollaro. Per ogni Usdt emesso, l'azienda detiene nelle sue casseforti un controvalore reale a garanzia. L'azienda incassa il denaro dai clienti per emettere dollari digitali, e investe quel denaro principalmente in titoli di stato americani. Tether è diventata, di fatto, uno dei maggiori detentori mondiali di debito pubblico americano, superando nazioni come la Germania o l'Australia.
Alla data del 30 settembre 2025, le riserve di Tether a copertura dei token in circolazione risultano essere 181,2 miliardi di dollari, con passività pari a 174,4 miliardi principalmente legati ai token emessi. Le riserve superano le passività e sono legate in larga parte ai buoni del tesoro Usa (112,4 miliardi) a investimenti in metalli preziosi (12,9 miliardi) e Bitcoin (9,8 miliardi).

Chi è Paolo Ardoino
A capo di Tether c'è Paolo Ardoino, classe 1984, originario della provincia di Savona e formatosi all'Università di Genova. Ardoino è laureato in ingegneria informatica. Entrato nel gruppo come sviluppatore senior, ha scalato le gerarchie fino a diventare il volto pubblico e Ceo dell'azienda. La sua nomina è stata comunicata dalla società nell’ottobre 2023, con decorrenza da dicembre 2023, in successione a Jean-Louis van der Velde.
Il valore reale del club secondo le analisi
Nonostante il no di Exor alla prima offerta di Tether, la partita finanziaria per il controllo della Juventus non sembra ancora finita e potrebbe prepararsi a vivere un secondo, decisivo atto. La società di criptovalute guidata da Paolo Ardoino non ha alcuna intenzione di arrendersi dopo il primo rifiuto e sta preparando un immediato rilancio. La strategia è chiara e prevede un aumento sostanzioso della posta in gioco, forse consapevole che l'assegno da 1,1 miliardi di euro allegato alla prima PEC ufficiale - a conti fatti - non rispecchiava il reale valore degli asset bianconeri. Al di là della volontà della proprietà, l'analisi dei numeri fatta dal Corriere dello Sport spiega perché la prima proposta è stata rispedita al mittente da un punto di vista prettamente finanziario. Nessun azionista venderebbe a quelle cifre. Applicando i corretti multipli di mercato, ovvero moltiplicando per cinque o sei volte i ricavi operativi dell'ultimo bilancio (pari a 420 milioni di euro), si ottiene un valore d'impresa che oscilla tra i 2,1 e i 2,6 miliardi di euro. Sottraendo a questa cifra i circa 280 milioni di debiti finanziari, il valore reale del pacchetto azionario atterra in un range compreso tra 1,8 e 2,3 miliardi. Una forchetta molto lontana, quasi doppia, rispetto all'1,1 miliardi offerto inizialmente da Tether.
Come acquistare azioni Juventus
Le Azioni Juventus sono ammesse a quotazione e alle negoziazioni sul MTA, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. Per acquistare le Azioni Juventus è necessario essere titolari di un rapporto di deposito e conto presso un intermediario autorizzato (una banca o una SIM - Società di Intermediazione Mobiliare), o anche tramite i siti di trading online, e passare all’intermediario l’ordine di acquisto per la quantità di azioni che interessa. Le Azioni Juventus (così come tutte le azioni quotate in Borsa) sono titoli “dematerializzati”, vale a dire che quando si compra un’azione non si riceve alcun certificato azionario cartolare, ma solamente la conferma da parte dell’intermediario dell’avvenuta operazione di acquisto tramite apposita scrittura per il “carico” delle azioni sul conto deposito. A vostro beneficio, ricordiamo inoltre che è opportuno chiedere, preventivamente, agli intermediari autorizzati quali siano le commissioni e le spese applicate per l’acquisto, la gestione e la successiva eventuale vendita dei titoli azionari. Si ricorda inoltre che, ad oggi, non sono previsti lotti minimi di acquisto per le Azioni Juventus.
Partecipazione all'assemblea degli azionisti
L’esercizio sociale di Juventus si chiude il 30 giugno di ciascun anno e l’assemblea annuale degli azionisti di Juventus si svolge, solitamente, nel mese di ottobre (tendenzialmente nella terza decade del mese). L’assemblea è convocata dal consiglio di amministrazione della Società mediante un avviso pubblicato sul sito internet di Juventus (juventus.com) e presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato 1INFO (www.1info.it), nonché, per estratto, su almeno un quotidiano a diffusione nazionale. L’avviso viene pubblicato, generalmente, entro il trentesimo giorno precedente la data dell’assemblea; qualora l’assemblea sia convocata per deliberare su argomenti particolari, specificamente individuati dalla legge, tale termine può variare. Sono legittimati a intervenire all’assemblea coloro che risultano titolari di diritto di voto al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l’assemblea.
Maggiorazione del diritto di voto (loyalty shares)
Nel 2019 l’assemblea degli azionisti della Società ha approvato una modifica dello Statuto sociale di Juventus per introdurre l’istituto della maggiorazione del diritto di voto (c.d. loyalty shares), il cui obiettivo è di premiare, mediante il potenziamento dei diritti di voto (voto doppio), quegli azionisti che, investendo con prospettive di lungo termine (long-term commitment), possono contribuire a supportare una crescita dell’impresa profittevole e sostenibile nel corso del tempo. Lo Statuto sociale di Juventus (articolo 6) prevede che ogni Azione Juventus dia diritto a un voto, fatta salva la previsione del diritto al voto doppio per ciascuna Azione Juventus appartenuta al medesimo soggetto (in virtù di un diritto reale legittimante l’esercizio del diritto di voto) per un periodo continuativo di almeno 24 mesi decorrenti dall’iscrizione in un apposito elenco speciale. Per il testo dello Statuto sociale si rinvia alla sezione “Statuto” del sito internet della Società (juventus.com). Per maggiori informazioni sulle loyalty shares si rinvia al “Regolamento voto maggiorato” disponibile nella sezione “Diritti di voto e loyalty shares” del sito internet della Società (juventus.com). Non sussistono restrizioni (statutarie o regolamentari) che incidano sulla negoziazione delle Azioni Juventus per le quali sia maturata la maggiorazione del diritto di voto. Si segnala, in ogni caso, che il trasferimento dell’Azione Juventus determina la perdita della legittimazione al voto maggiorato (ove maturato).
Aumento di capitale e piano strategico
La Juventus ha chiuso un aumento di capitale lampo da 97,8 milioni di euro a sostegno del piano strategico. Sono state emesse 37.912.181 nuove azioni, pari a circa il 9,1% del capitale sociale: Il prezzo di emissione delle azioni, riservare a investitori istituzionali, è stato fissato a 2,58 euro per azione. Il collocamento sarà regolato, mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo, il 25 novembre. Dei 97.813.426,98 euro di controvalore complessivo lordo delle nuove azioni, ci sono 1.516.487,24 euro di valore nominale e 96.296.939,74 euro a titolo di sovrapprezzo, ammesse a quotazione e alle negoziazioni dalla data di emissione su Euronext Milan. Il capitale sociale complessivo della società risulta così di 16.731.359,80 euro, suddiviso in 417.033.996 azioni ordinarie, prive dell'indicazione del valore nominale. I proventi dell'aumento di capitale saranno utilizzati dalla società per la realizzazione del piano strategico 2024/2025 - 2026/2027 volto al rafforzamento della struttura patrimoniale, al sostegno del raggiungimento degli obiettivi, tra cui l'ulteriore rafforzamento del brand a livello internazionale e la progressiva riduzione dell'indebitamento, infine al mantenimento della massima competitività sportiva a livello italiano e internazionale.
Obbligazioni Juventus
In data 19 febbraio 2019, Juventus ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile di Euro 175 milioni con cedola annuale a tasso fisso del 3,375% e scadenza il 19 febbraio 2024. Le obbligazioni sono quotate sul sistema multilaterale di negoziazione (c.d. MOT).
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