Nel post-partita della sfida tra Lecce e Salernitana, emergono le dichiarazioni degli allenatori e dei giocatori, offrendo uno spaccato delle emozioni e delle strategie che hanno caratterizzato l'incontro. Questa analisi si propone di raccogliere e organizzare i commenti e le valutazioni emerse, fornendo un quadro completo delle opinioni espresse.
Le Parole dei Protagonisti del Lecce
Al termine della vittoria contro la Salernitana, l'allenatore dei giallorossi, mister Franco Lerda, si è presentato in sala stampa visibilmente soddisfatto. "La partita l'abbiamo fatta noi per lunghi tratti - ha dichiarato il trainer di Fossano - e meritavamo qualcosina di più già nel primo tempo, anche se non abbiamo creato tantissimo. La ripresa è stata affrontata con più superficialità; poi, però, siamo passati in svantaggio ma abbiamo fatto di tutto per vincere e il cuore e l'orgoglio e la volontà hanno fatto sì che si potesse portare a casa la vittoria. L'atteggiamento mi è piaciuto molto e anche chi è entrato a partita in corso ha fatto bene. Adesso abbiamo due giorni per recuperare, riprenderemo martedì."
Un commento su Fabrizio Miccoli è stato fornito da Lerda: "Fabrizio Miccoli è uscito perché ha sentito un piccolo fastidio al flessore e così alla fine del primo tempo, di comune accordo."
Sugli scudi i due goleador giallorossi. Vinetot ha espresso la sua soddisfazione: "Il mio goal ha permesso alla squadra di pareggiare e dato la giusta motivazione per vincere la partita che si era messa ingiustamente male dopo la rete di Perpetuini. Ho anche rischiato di segnare una doppietta, ma una marcatura va più che bene… Questa sera si è dato un segnale chiaro al campionato: la squadra c'è! Dedico il goal a mia moglie e alla mia bimba. Adesso che tornerà Martinez sarà un bene per il Lecce; l’ambiente è ottimo e lavoriamo tutti per la squadra."
Ha infine preso la parola l'eroe di giornata, Mariano Bogliacino, con un gol proprio allo scadere: "Non era facile - ha detto ieri in sala stampa il centrocampista uruguaiano - riuscire a sviluppare azioni degne di goal perché i giocatori della Salernitana si difendevano bene, ma dopo la loro marcatura è scattata in noi qualcosa e abbiamo avuto una buona reazione. Adesso guardiamo partita dopo partita, ma questa vittoria dà un'iniezione di fiducia. L’importante è non andare troppo in là con il pensiero ma, ripeto, adesso conta restare concentrati sul pezzo partita dopo partita."

Le Dichiarazioni dalla Panchina della Salernitana
Per i campani, si è presentato il mister Carlo Perrone, la cui posizione era data per incerta: "Non siamo riusciti a gestire bene la gara. Davanti avevamo un Lecce in condizione e con ottimi giocatori. Purtroppo adesso al minimo errore perdiamo sicurezza come è accaduto anche in questa gara. Il Lecce visto oggi é la squadra migliore che abbiamo affrontato e mi ha fatto impressione per qualità e intensità. Devo dire che questa vittoria è più merito del Lecce che demerito nostro. Miccoli è sempre un pericolo perché se non tira lui può creare l'invenzione per un compagno. Bisogna accettare di perdere una partita all'ultimo secondo, ma bisogna fare in modo di portare dalla nostra parte questi episodi. Non penso che venderemo Mounard e Ginestra a gennaio. Non corrisponde a verità quello che si legge sui giornali."
Infine il turno del capitano Montervino: "Fa male perdere così, sicuramente il Lecce ha dimostrato qualcosa di più a livello tecnico, ma c'è rammarico perché poteva essere una vittoria importante. Nonostante sia il capitano non sono nelle condizioni di dire se servono rinforzi, però. Noi non stiamo dimostrando il nostro reale valore."

Analisi Tattica e Prestazioni Individuali
Un altro incontro tra Lecce e Salernitana ha visto la Salernitana uscire sconfitta dopo una partita combattuta. Dopo quasi 3 mesi e 7 giornate di digiuno, la Salernitana aveva riassaporato il gusto della vittoria (1-2) scavalcando il Lecce nello scontro diretto per la salvezza. Tre punti pesantissimi che consentirono agli uomini di Nicola di respirare e di portarsi momentaneamente a +9 sul Verona terzultimo. I granata trasformarono in oro la prima palla buona in zona offensiva, grazie a Dia che (5’) raccolse un pallone al limite dell’area e fece partire un tracciante letale per Falcone. La squadra di Baroni tirò fuori l’orgoglio e al 23’ accorciò le distanze: discesa di Pezzella e pallone messo a rimorchio per Strefezza che controllò e con la punta insaccò. Il Lecce ci credeva e impegnò un altro paio di volte Ochoa con Colombo e Blin. Nella ripresa la Salernitana si dispose meglio in campo e rischiò meno andando anche vicina al tris in più di una circostanza con Dia (palo), Candreva e Sambia su punizione.
In un'altra occasione, allo stadio Arechi, il Lecce espugnò Salerno, infliggendo alla Salernitana la sesta sconfitta casalinga consecutiva, un evento che non accadeva da due anni. La Salernitana in campo si presentò impaurita, con tutti i suoi limiti. Il Lecce espugna Salerno, i fischi travolsero tutto e tutti. Gli ultras cantavano "Onorate i nostri colori". Al momento del saluto sotto la curva, Liverani non c'era. C'erano solo i giocatori della Salernitana, mani sui fianchi.
Ci furono molte novità nella formazione della Salernitana che sfidò il Lecce allo stadio Arechi. Liverani lasciò in panchina Ochoa e schierò Costil tra i pali. La difesa ritrovò Gyomber, che dopo l'intervento chirurgico ritrovò il proprio posto nello schieramento a quattro da terzino marcatore. La coppia di stopper era Manolas-Pirola. Tornò a centrocampo anche Basic con Maggiore e Coulibaly, affiancati da Candreva, Tchaouna e Weissman. La prima traccia sul taccuino fu un tiro di punta di Tchaouna, al 9': alto. Da apprezzare, invece, il colpo di tacco con il quale il francese aveva smarcato Candreva sulla fascia destra. Poi all'11' i due giocatori si scambiarono il favore: l'assist man fu Tchaouna, Candreva andò di tacco in area piccola ma fu murato da Pongracic. Insistette la Salernitana al 13': cross teso di Basic, Candreva impattò di testa, a botta sicura, ma Falcone fu bravo a respingere d'istinto. Poi Tchaouna fallì il tap-in.
Il Lecce sembrò pronto a capitolare e invece gli bastò crossare neppure con tanta convinzione dalla destra per pescare il jolly. Gyomber respinse, poi sul tiro cross di Almqvist fu più lesto di tutti Krstovic che anticipò Manolas (17'). Reagì subito la Salernitana: cross da sinistra, c'era Pirola a svettare in area ma il suo colpo di testa, senza marcatura, fu fuori misura. Sulla fascia destra c'era Gendrey e Bradaric avrebbe potuto puntarlo, ma non ci riuscì quasi mai: tenero, fragile, continuò a cercare di accentrarsi ma poi non ebbe il destro per convergere e tirare. E neppure puntò mai il fondo per il cross. Così quando Candreva al 24' gli porse il pallone, il croato riuscì a malapena a realizzare il traversone che non arrivò radente né a centro area: Tchaouna lo raccolse appena dentro l'area, riuscì a coordinarsi e tirare in ogni caso ma Falcone fu di nuovo reattivo sulla linea di porta e concesse solo corner.
C'era anche un problema sulla destra. Gyomber giocava "alla Calzona", cioè nella posizione che il ct della Slovacchia gli faceva occupare e che scelse per lui anche Castori in una lontana trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Non poteva però avere caratteristiche di gamba e di sostegno a Tchaouna. Così Candreva andò a prendersi palloni sulle zolle di Tchaouna. L'effetto, però, fu schiacciarsi a destra, portare uomini in quella zona di campo e non consentire a Tchaouna di giocarsi in spazi più larghi. Fragile - volenterosa ma fragile e impaurita - la Salernitana scoprì tutti i propri punti deboli e in due circostanze i salentini, manovrieri e senza subire il forcing di marcature feroci, liberarono al tiro Almqvist. Costil fece buona guardia. Cosa restava ai granata? Provare ad innescare la velocità di Tchaouna a campo aperto. Provò a metterlo in moto Candreva, Loum guadagnò calcio di punizione e Basic lo calciò di poco alto (35').
Nessun cambio all'intervallo, un tempo prezioso per non sprecare gli slot dei cambi nel secondo tempo. Liverani, però, non ritenne di dover effettuare variazioni in formazione base. Così ripartì la Salernitana del primo tempo, quella con Bradaric e Gyomber terzini e con due stopper contro due attaccanti centrali, Piccoli e Krstovic. Al 7', invece, quindi 7 minuti dopo, fu tempo di cambiare. Liverani tolse Weissman e inserì Simy (fischi), poi Coulibaly ammonito e spento per Gomis (ancora fischi, 15.376 spettatori - racconta il report granata - ma non tutti presenti). Ci provò Candreva: una girata al 17' ma il tiro venne fuori strozzato e il capitano non poté che prendersi a pugni il terreno di gioco per un sentimento che era un mix di rabbia e frustrazione. Al 22' toccò anche a Vignato, al posto di Tchaouna, ed a Zanoli, che sostituì Gyomber. Mentre Falcone con un bel colpo di reni schiodò dalla trasversale il tiro cross di Candreva, Liverani svuotò la dispensa granata utilizzando anche l'ultimo giocatore al quale non aveva ancora dato sufficiente spazio: entrò anche Martegani al posto di Maggiore. Anche se confusionaria, la Salernitana meritò almeno il pareggio. Falcone si oppose due volte ai granata: murò Simy smarcato da Zanoli e soprattutto fu bravissimo d'istinto a ribattere la conclusione di Gomis da sinistra, indirizzata al palo lungo. Poi il calcio d'angolo di Basic che Simy colpì di spalla: fuori.
Le Pagelle: Lecce-Salernitana
Ecco una valutazione dei singoli giocatori del Lecce in una delle sfide contro la Salernitana:
- Falcone 7 - Anche sulla seconda vittoria casalinga su due in questa nuova Serie A ci sono forti i suoi guantoni. O meglio i suoi calzettoni, visto che la parata della gara la fece su Candreva nel finale di primo tempo, quando il trascinatore granata gli si presentò solo ed è stato costretto a superarsi.
- Gendrey 6,5 - Finalmente rieccolo, battagliero ed attivo come lo abbiamo conosciuto ed apprezzato. Il francese annullò in toto Bradaric e davanti fu pericolo costante per i granata nonché prezioso assistman per la testata vincente di Krstovic che raccolse il traversone spaccando la gara.
- Pongracic 6,5 - La sua zona fu quella da cui meno la Salernitana riuscì a rendersi pericolosa. Il croato fu a lungo dominante, poi quando Paulo Sousa decise che era il momento di cercare qualcosa in più del mero attendismo zoppicò anche lui ma solo perché il centrocampo calò troppo nell’intensità difensiva.
- Baschirotto 6 - Il cuore e la grinta non mancarono mai, soprattutto con quella fascia al braccio chiusa così a fatica. Le punte ospiti ebbero vita difficile e toccarono pochissimi palloni, mentre i guai arrivarono da più lontano ed anche qui valse il discorso fatto per Pongracic.
- Gallo 6 - L’inizio fu positivo e Cabral per toccare palla fu costretto ad abbatterlo. Con Banda formò un tandem niente male, anche se dal suo mancino la palla uscì talvolta troppo forte.
- Ramadani 6,5 - Volò sulle ali di un Via del Mare che ne esaltò la propensione alla lotta (ed al tiro da fuori, tentato ben tre volte). Per tutta la gara fu schermo fondamentale ed a tratti solitario davanti alla difesa, prima perché Kaba e Rafia giocarono molto alti per favorire la superiorità giallorossa e poi perché Blin e Gonzalez non entrarono propriamente bene in partita.
- Kaba 6,5 - Potenza e polmoni diedero grande sostanza al centrocampo del Lecce. Fu il più immediato scudiero di Ramadani, non disdegnando blitz in area ospite con tanto di un paio di mezze occasioni per colpire.
- Almqvist 6 - Come a Firenze non riuscì ad imporsi in zona gol con conclusioni (l’unica fu stoppata dalla muraglia granata) o assist, ma stavolta risultò molto più nel vivo del gioco ed in entrambe le fasi, dal primo all’ultimo minuto. Che il gol del vantaggio nascesse dalle sue parti non fu certo un caso, come non lo fu il fatto che si soffrì poco o nulla dalla sinistra granata anche per i suoi continui ripiegamenti.
- Rafia 6 - L’inizio dominante del Lecce fu figlio anche della qualità che regalò sia tra le linee che da mezz’ala. Un paio di imbeccate furono di qualità superiore alla media, anche se in un’occasione esagerò e partì una pericolosa ripartenza che costò il giallo a Kaba.
- Banda 6,5 - Si ripropose nella versione pimpante ed instancabile con cui lo si era visto in quella prima parte di campionato. Già dopo pochi secondi lasciò sul posto il primo avversario per poi ripetersi più volte, fermato non dai raddoppi ma dalla marcatura triplicata che Gyomber e compagni gli riservarono.
- Krstovic 7,5 - Prima da titolare dai connotati mostruosi. Di testa le prese tutte, non si tirò indietro da mezzo confronto fisico e fece un lavoro di conquista, tutela (ne perse uno in 70 minuti) e smistamento dei palloni raramente visto di recente da queste parti.
- Gonzalez 6 - Non entrò benissimo in campo e giocò forse qualche metro troppo avanti rispetto a quello di cui il Lecce aveva bisogno, lasciando qualche metro di troppo ai granata.
- Blin 5,5 - Si prese la palma di peggiore dei suoi perché il suo ingresso portò il Lecce a sbandare parecchio proprio nella sua zona, lasciando Ramadani in balia degli avversari.
- Strefezza 7 - La defezione a sorpresa di giornata dimostrò la sua leadership entrando in campo come meglio non poteva.
- Piccoli 6,5 - Che bell’impatto per l’ultimo innesto del mercato giallorosso.
- Dorgu 6,5 - Quella sinistra fu la fascia dalla quale il Lecce soffrì di più e D’Aversa lo mandò dentro, trovando una risposta positiva nonostante i campani certo non arretrassero.
- All. D’Aversa 7 - Un successo importantissimo nel primo scontro diretto della stagione ottenuto in una gara dai due volti. Il Lecce dominò in lungo ed in largo la prima mezz’ora, sprecando un po’ troppo e favorendo una Salernitana che alzò il baricentro trovando di contro un undici che non ebbe alcuna voglia di abbassarlo, a costo di rischiare qualcosa.

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