La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha aperto un'indagine sulle dichiarazioni rilasciate da Gian Piero Gasperini, tecnico dell'Atalanta, riguardanti l'arbitro Luca Pairetto. L'inchiesta è guidata dal procuratore Giuseppe Pecoraro.
Le accuse mosse da Gasperini si riferiscono a presunte minacce ricevute dall'arbitro Pairetto, figlio dell'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto. Secondo quanto riportato, Gasperini avrebbe dichiarato che, durante la partita contro il Genoa, l'arbitro gli avrebbe detto: "Ci saremmo rivisti a Roma dicendomi 'non saranno concessi questi comportamenti'". Il tecnico dell'Atalanta ha inoltre espresso dubbi su come Pairetto potesse sapere che la gestione del VAR in una partita della Lazio sarebbe stata a suo carico.

Queste dichiarazioni sono emerse alla vigilia della partita tra Atalanta e Milan, per la quale Gasperini era squalificato. L'allenatore ha anche criticato la sua squalifica, definendola "massima pena", in vista di una gara fondamentale, per un episodio legato al VAR che a suo dire non sarebbe stato notato da nessuno.
La vicenda getta un'ombra sul sistema delle designazioni arbitrali e si inserisce in un contesto già segnato da polemiche arbitrali che hanno influenzato la lotta scudetto.
Altri episodi sotto la lente della Procura Federale
L'inchiesta della FIGC non si limita alle accuse a Luca Pairetto. La Procura Federale ha anche aperto un procedimento nei confronti del team manager dell'Atalanta, Mirco Moioli, e del club stesso per responsabilità oggettiva. Questo è scaturito da un episodio avvenuto prima della gara tra Juventus e Atalanta, in cui Moioli si sarebbe rivolto a un tifoso del Napoli con espressioni discriminatorie e altri improperi.
Il video dell'accaduto è circolato sul web, ma l'Atalanta non aveva rilasciato dichiarazioni ufficiali nella giornata in cui si sono verificati i fatti. Gian Piero Gasperini, interpellato sull'episodio, ha preferito non sentirsi coinvolto, affermando che la persona interessata era stata invitata a recarsi a Zingonia e che non si trattava di un problema suo né dell'Atalanta.

La Procura Federale, guidata da Giuseppe Chinè, si è attivata per fare chiarezza su questo comportamento, avviando un procedimento che riguarda sia il dirigente che la società.
Il contesto delle indagini
La Procura della FIGC, sotto la guida di Giuseppe Pecoraro, ha quindi aperto un'indagine per approfondire le frasi pronunciate da Gasperini. L'obiettivo è comprendere la veridicità delle accuse e le eventuali implicazioni disciplinari. La notizia è stata diffusa dall'ANSA.
La vicenda ha avuto risalto mediatico, alimentando il dibattito sulla condotta degli allenatori e sul comportamento degli arbitri nel campionato italiano.
Ulteriori sviluppi sono attesi per chiarire tutti gli aspetti legati a queste accuse e agli altri episodi sotto esame.
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