Il Derby della Madonnina è sempre una partita carica di emozioni e aspettative, e quest'anno l'attenzione è particolarmente focalizzata sulla possibile presenza di Zlatan Ibrahimović. Nonostante i suoi 40 anni, l'attaccante svedese continua a dimostrare una grande determinazione, ma un recente fastidio al tendine d'Achille destro ha acceso un campanello d'allarme.
Dopo l'ottimismo iniziale, la sua partecipazione al derby è ora un punto interrogativo. La priorità assoluta è evitare di peggiorare la situazione fisica di un atleta che ha già affrontato diversi guai muscolari. Le sue condizioni verranno monitorate giorno dopo giorno, e la decisione finale sulla sua disponibilità arriverà solo nelle ore immediatamente precedenti la grande sfida.
Per Ibrahimović, questo sarebbe il decimo derby in maglia rossonera. Nei nove precedenti contro l'Inter, ha messo a segno ben 8 gol, dimostrando una media realizzativa eccezionale. Se dovesse scendere in campo, punterà senza dubbio a mantenere, se non migliorare, questo impressionante record.
Mercoledì scorso, il club aveva inizialmente rassicurato sulle condizioni di Zlatan, escludendo lesioni e confermando un'infiammazione al tendine d'Achille destro. Questa diagnosi, unita alle cure e alla fisioterapia, aveva alimentato le speranze del suo utilizzo. Tuttavia, un recente dolore e una ripresa più lenta del previsto hanno ridotto la fiducia, pur non facendo scattare un vero e proprio allarme.
Le possibilità che Ibra sia presente sabato pomeriggio a San Siro sono attualmente incerte. La natura del suo ultimo acciacco, un problema nuovo al tendine d'Achille (sebbene dell'altra gamba rispetto a quelli precedenti), richiede una gestione attenta e si aggiunge agli altri intoppi che hanno caratterizzato la sua stagione.
Prima di questo recente fastidio, Ibrahimović aveva già saltato 10 partite stagionali (più un paio per squalifica) a causa del recupero dall'intervento al ginocchio sinistro e di un precedente problema al tendine. Questo significa che ha mancato circa un terzo degli impegni stagionali del Milan.
Nonostante gli infortuni e l'età, Zlatan ha dimostrato più volte la sua resilienza, definendosi "l'ultimo dei mohicani", l'ultimo ad arrendersi. La sua volontà è quella di fare tutto il possibile per essere in campo e rimandare ulteriormente la data del suo ritiro, anche se ha già raggiunto lo status di campione e leggenda del calcio.
Nel frattempo, la Svezia ha deciso di omaggiare il suo campione: Zlatan Ibrahimović riceverà una medaglia dal re di Svezia per il suo contributo al calcio svedese. Insieme a lui, verrà premiata anche Caroline Seger, centrocampista del Rosengard e capitano della nazionale femminile.

Zlatan Ibrahimović ha recentemente parlato del derby della Madonnina ai microfoni di CBS Sport Golazo, condividendo i suoi ricordi e le sue aspettative.
Il ricordo più bello del derby:
- "Ho quello di quando abbiamo giocato in Supercoppa: non si giocava qui ma in Cina. Li abbiamo battuti e abbiamo avuto un bel viaggio di ritorno a casa: 20 ore di volo con il trofeo, è stato bello".
Cosa aspettarsi dal derby:
- "Si possono aspettare un sacco di rumori, un sacco di tifo, un sacco di fischi se le cose non vanno bene: tanto supporto."
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Anche Fikayo Tomori, difensore del Milan, ha espresso la sua opinione sul derby in un'intervista a The Athletic.
Il Derby è speciale:
- "Il derby è una partita speciale. Il mio primo Milan-Inter l'ho giocato con lo stadio vuoto, ma i tifosi venivano al campo di allenamento per caricarci."
- "In Italia l'intensità è mentale: la preparazione della partita, la concentrazione... sono cose che non si vedono in altri campionati. Ci sono un sacco di informazioni tattiche. Gli allenatori sono attenti ai minimi dettagli, sanno esattamente cosa vogliono."
Tomori ha anche parlato di altri compagni e allenatori:
Su Leão:
- "Leão è il giocatore che mi ha impressionato di più in assoluto. Ha tutto, è forte, veloce, sa dribblare, sa calciare in porta ed è anche bravo a colpire di testa. Tutto gli riesce in maniera naturale, neanche lui si rendeva conto di quanto fosse forte. L'anno dello scudetto se ne è reso conto."
Su Ibrahimović e Maignan:
- "Zlatan era potenza allo stato puro, la sua mentalità era contagiosa per tutti. Ci diceva sempre di passargli la palla. Ancora oggi avrei paura a giocare contro di lui (ride, n.d.r.). Quando sono arrivato al Milan c'erano tanti giocatori giovani, avere un esempio come Ibra penso abbia aiutato tutti ad alzare il livello."
- "Maignan è come Ibrahimović, ci chiede sempre di mantenere alto il livello, è un leader, oltre che un grande portiere ovviamente."
Su Pulisic:
- "Pulisic è sottovalutato, la gente non si rende conto di quanto sia forte con la palla tra i piedi e di quanto sia intelligente."
I giocatori più difficili da marcare:
- "Dybala gioca in degli spazi in cui non riesci ad intervenire. Lautaro si muove benissimo, non è altissimo ma ha dei tempi perfetti, spesso ti da una botta prima che gli arrivi il pallone per avere un vantaggio. Osimhen è una forza della natura, non smette mai di correre. Anche Lookman è difficilissimo da marcare, è molto rapido, muove la palla con una velocità impressionante."

La struttura societaria del Milan vede Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird, come proprietario dal 2022. La sua crescente partecipazione nel progetto è evidente, supportata dall'ingresso nel management del direttore sportivo Igli Tare, che ha portato esperienza sia sul mercato che nella gestione quotidiana.
Al vertice del Milan di Cardinale si trova Giorgio Furlani, amministratore delegato, mentre il Presidente Paolo Scaroni rappresenta il club in Lega Calcio Serie A e cura i rapporti istituzionali. Zlatan Ibrahimović, pur non essendo un dirigente, ricopre un ruolo chiave come braccio destro di Cardinale e Senior Advisor di RedBird per il Milan.
Massimo Calvelli, operating partner di RedBird e membro del Consiglio d'Amministrazione, completa il quadro dirigenziale.
Zlatan Ibrahimović ha condiviso anche un aneddoto sul paragone con Marco van Basten:
- "Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è un'icona, una leggenda, e in questo club faceva parte del trio degli olandesi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo...quindi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan."
Riguardo alla cultura calcistica italiana e allo sviluppo dei giovani:
- "Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, col rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovane devi giocare. Se non giochi in Milan Futuro, giochi in Primavera, 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera, cresci, e ti riportiamo sopra."
Ibra ha anche ricordato i successi del club:
- "7 Champions League, 19 scudetti, i Palloni d'Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali che abbiamo vinto."
Infine, ha parlato della gestione del gruppo da parte di Massimiliano Allegri:
- "Ho avuto lui come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Cassano. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma lo fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi."
- "Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza, è stato in grandissimi club. È un vincente, ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori."
