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L'Incontro Storico tra Inter e Juventus nel 2005

La sfida più giocata della storia del calcio nostrano, la classica per eccellenza: il derby d’Italia tra Inter e Juventus. Quantomeno curioso il fatto che nella miriade di sfide le due squadre si siano affrontate una sola volta nella Supercoppa Italiana. È il 20 agosto 2005 quando per la quarta (e ultima) volta lo Stadio Delle Alpi di Torino ospita la finale della Supercoppa Italiana.

Il campionato è alle porte, manca una settimana, ma Juventus e Inter già si giocano il primo grande trofeo stagionale. Sono due squadre zeppe di campioni. L’allenatore bianconero Fabio Capello opta per un 4-4-2: manca il portiere titolare Buffon, infortunatosi in uno scontro con il milanista Kaka durante il Trofeo Berlusconi - a seguito dell’incidente il Milan ha “risarcito” i bianconeri con il prestito di Abbiati, che però si accomoda in panchina - così, davanti alla linea difensiva composta da Zebina, Kovac, Cannavaro e Zambrotta, il portiere è Chimenti; a centrocampo la diga composta da Emerson e Viera, con Camoranesi e Nedved sulle fasce; davanti Trezeguet fa coppia con Ibrahimovic, preferito a Del Piero.

Nella prima fase di gara le due squadre non trovano sbocchi offensivi affidandosi soprattutto alle conclusioni dalla distanza. Il primo vero pericolo è per la porta juventina, con Zebina che deve ringraziare Zambrotta, autore di un grande salvataggio sul tentativo di autogol del francese. Al 43’ gol annullato ingiustamente alla Juve per un fuorigioco di Trezeguet, mentre a inizio ripresa Ibra va vicinissimo al bersaglio grosso con una fucilata che lambisce il palo. Al 57’ ancora Juve pericolosa con il colpo di testa di Vieira che colpisce in pieno il palo alla sinistra di Toldo.

Per un avvio di ripresa molto più avvincente rispetto al primo tempo, risponde l’Inter con Adriano che si fa neutralizzare la conclusione da Chimenti. Entrano Samuel e Pizarro - nuovo acquisto di Moratti - al posto di Materazzi e Ze Maria tra i nerazzurri, Del Piero rileva Camoranesi tra i bianconeri. Proprio sui piedi del 10 juventino capita la grande chance, malamente sprecata da Pinturicchio. I 90 minuti si chiudono a reti bianche, protraendo così la gara ai tempi supplementari.

Al 95’ il gol che decide la partita. Pizarro lancia in profondità Adriano, l’attaccante difende palla sulla linea di fondo, si gira e vede l’inserimento di Veron. L’argentino riceve e di prima intenzione buca Chimenti sul primo palo.

Supercoppa Italiana 2005 Inter Juventus

Analisi Arbitraggio Inter-Atalanta: Il Ruolo del Fuorigioco

La prova dell'arbitro nella semifinale di Supercoppa analizzata ai raggi X dall’esperto di Mediaset Di Marco, il fischietto patavino ne ha ammoniti 2. Daniele Chiffi, la scelta per Inter-Atalanta, è nato a Padova il 14 dicembre 1984: ha iniziato ad arbitrare nel 2002 e dopo gli anni di gavetta nelle serie minori raggiunge la Lega Pro nel 2011. Per lavoro è un ingegnere gestionale. La prima direzione in Serie A di Daniele Chiffi risale all’11 maggio 2014: arbitra Sampdoria-Napoli finita 2-5. Nel gennaio 2023 raggiunge le 80 presenze in Serie A con la sfida Spezia-Lecce, mentre al termine della stagione 2022-23 riceve il premio Giovanni Mauro. In questa stagione finora era stato molto altalenante in avvio ma poi si è ripreso. Vediamo come se l’è cavata ieri.

I precedenti di Chiffi con Inter e Atalanta

Il fischietto patavino aveva diretto di recente l’Inter nel 6-0 contro la Lazio all’Olimpico. In generale, lo storico del direttore di gara veneto con i nerazzurro è tutto sommato positivo in termini di risultati. Su 14 partite precedentemente arbitrate da lui, l’Inter era riuscita a raccogliere complessivamente ben 8 vittorie che vanno sommate a 4 pareggi e 2 sconfitte. Dodici gli incroci con la Dea che con Chiffi hanno vinto 6 volte, pareggiato 3 e perso 3 volte.

Inter-Atalanta: Episodi Chiave e Decisioni Arbitrali

Coadiuvato dagli assistenti Cecconi e Bahri con Zufferli IV uomo, Abisso al Var e Meraviglia all’Avar, l’arbitro ha ammonito due giocatori: Scalvini (A), Carlos Augusto (I). Recupero: 0′ - 6′. Questi i principali episodi dubbi della gara.

  • Al 3′ Ruggeri ferma fallosamente Bisseck. Giusta la lettura di Chiffi che comprensibilmente non estrae il giallo.
  • Al 25′ Barella si lamenta perché il suo tentativo di cross viene fermato da Ruggeri con il braccio leggermente largo. Chiffi non interviene ma poi sanziona un mani di Bastoni che protesta.
  • Al 28′ pestone di Scalvini su Barella. Il fischietto di Padova ammonisce il difensore atalantino. Ammonizione forse un po’ eccessiva.
  • Al 43′ Ruggeri tocca il pallone ma poi sbilanciandosi atterra, colpendolo leggermente sul piede, Dumfries in area di rigore. Chiffi vede tutto e giudica il contatto regolare. Il VAR non può intervenire poiché decisione da campo.
  • Al 49′ l’episodio chiave. Il corner dal quale arriva il gol dell’Inter è inesistente: dopo l’anticipo di Hien su Bisseck è il difensore nerazzurro a toccare per ultimo. Corrette le proteste dell’atalantino che non viene però ascoltato dal direttore di gara. Bene invece il Var con la coppia Abisso-Meraviglia sulla presunta spinta dell’olandese su Scalvini che però accentua oltremodo la caduta.
  • Al 72′ segna l’Atalanta con Ederson ma dopo alcuni minuti di revisione viene giudicata punibile la posizione di De Keteleare che per qualche millimetro è in posizione di fuorigioco. Lettura del VAR corretta, incolpevole Chiffi: quasi impossibile notare l’off-side a occhio nudo.
  • All’88’ giallo per Carlos Augusto, intervenuto in ritardo su Palestra. Dopo 6’ di recupero Inter-Atalanta finisce 2-0.
Schema fuorigioco calcio

La Sentenza di Di Marco e la Rabbia di Gasperini

A fare chiarezza sui casi dubbi della gara dagli studi di Mediaset è l’ex arbitro Andrea De Marco che a Canale 5 ha analizzato l’arbitraggio di Inter-Atalanta partendo dall’1-0 per la squadra di Inzaghi: “Siamo all’inizio della ripresa, c’è un angolo a favore dell’Inter. Colpo di testa di Bisseck e la palla finisce sul fondo. Si vede dalle immagini che il pallone viene toccato dal giocatore dell’Inter e non da quello dell’Atalanta. Da questo angolo nasce poi l’azione che porta al vantaggio dell’Inter. Al Var c’è stata una revisione sul la spinta di Dumfries a Scalvini: gli appoggia il braccio sulla schiena, il solito discorso dell’intensità che il Var non può decidere ma solo l’arbitro”.

Su un possibile rigore per l’Inter nel finale del primo tempo: “Tacco di Lautaro e poi contatto tra Dumfries e Ruggeri. L’olandese prosegue la corsa, si prepara a calciare e poi incoccia la gamba di Ruggeri. Credo che la decisione corretta sia stata quella del campo e cioè di non concedere il rigore”. Infine sul gol annullato all’Atalanta, che avrebbe potuto riaprire la partita nel finale: “Batti e ribatti in area, poi arriva Ederson che tira e segna. De Ketelaere, che ha respinto il pallone per passarlo al compagno, era di poco in fuorigioco. Anche se era minimo, c’è poco da discutere”.

Sotto accusa per un turnover spinto, Gasperini ha difeso le sue scelte ed ha anche criticato l’arbitro: “Il primo gol non esiste, perché il calcio d’angolo non c’è, c’è fallo di de Vrij davanti a Carnesecchi e poi la spinta di Dumfries su Scalvini: tre episodi in uno”.

Polemiche per il primo gol dell'Inter, Gasperini: «Assurdo, l'angolo non c'è, De Vrij è in fuorigioco e Dumfries fa fallo». Sarebbe stato il gol che avrebbe reso la vita difficile ai nerazzurri nei minuti finali, ma un fuorigioco di pochissimi centimetri di De Ketelaere (il piede al di là dell’ultimo difensore avversario) ha spento i sogni di rimonta dell’Atalanta. Con Gian Piero Gasperini a bordo campo che chiedeva informazioni al quarto uomo, beccato dalle telecamere mentre dava la sua versione dei fatti di quella presunta posizione irregolare (poi confermata) del belga, ex Milan. Una volta non convalidata la rete di Ederson, la Dea si è arresa e non ha potuto fare più nulla.

Il vero problema del VAR nel calcio

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