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Le ultime 24 ore di Champions League hanno inflitto un duro colpo alla reputazione della Premier League, spesso definita il campionato più forte del mondo. E i media inglesi criticano. Come ad esempio la BBC: una serie di risultati negativi ha infatti messo in discussione la supremazia delle squadre inglesi nelle competizioni europee.

Pesanti sconfitte per Manchester City, Chelsea, Tottenham e Liverpool nell’andata degli ottavi di Champions League. Il colpo più duro è arrivato dal Real Madrid, che ha travolto il Manchester City con una prestazione autoritaria al Santiago Bernabéu: 3-0. Solo 24 ore prima, anche il Tottenham aveva subito una pesante sconfitta: 5-2 contro l’Atletico Madrid nella capitale spagnola.

Stadio Santiago Bernabéu

Sprofondo Blues: la crisi del Chelsea

È il momento più difficile dell’esperienza di Antonio Conte in Inghilterra: il suo Chelsea è incappato (per la prima volta nel 2017-2018) in due sconfitte consecutive in Premier League, contro Bournemouth e Watford, proprio nel momento decisivo della stagione. Il 4-1 nel derby contro il Watford è stato una doccia fredda. Il gol del momentaneo pareggio di Hazard all’82’ sembrava poter riaprire una speranza di punti per i Blues, crollati poi negli ultimi minuti e arrivati a concedere ben tre reti agli Hornets tra l’84’ e il 91’.

Sconsolato, Antonio Conte a fine partita ha parlato così: “Sicuramente è un momento difficile, ho cercato di avvertire tutti sulla difficoltà nel nostro cammino e di trovare un posto in Champions. Ma ora stiamo facendo molta fatica, è evidente”. Anche un mea culpa da parte sua per aver sbagliato schieramento: “Forse ho commesso anche io degli errori nell'undici iniziale, le mie scelte sono state molto negative, visto poi com'è andata. Dopo l'espulsione di Bakayoko è stata dura: abbiamo cercato di cambiare strategia, ma non siamo riusciti a farlo.

Le voci sull’esonero? Non è un mio problema. Mentre Antonio Conte fa mea culpa e analizza le due pesanti sconfitte consecutive del suo Chelsea, in Inghilterra si sprecano le voci di un suo possibile esonero. Nella mattinata successiva al 4-1 con il Watford, a dominare è un solo concetto: "Conte è a rischio". "Conte sull'orlo del baratro", rincara il Daily Express. "Chelsea, di male in peggio. Sconfitta e confusione a Vicarage Road: Conte a grandi passi verso l'esonero", titola il Mirror. Dopo aver vinto una Premier League da assoluto dominatore, dunque, sembra che il tempo dell'ex CT della nazionale a Londra sia concluso, come scrive in prima pagina il The Indipendent: "Conte, fine della corsa?". E come spiega il The Guardian: "Il 4-1 contro il Watford pone grandi dubbi sul futuro di Conte da manager del Chelsea". Bocciatura compatta per i Blues e per il tecnico.

Antonio Conte

La reazione di Conte e l'analisi dei giornali

La reazione di Conte: «Siamo il Chelsea, ma non basta pensare questo perché gli avversari ci temano». Bastano le prime pagineUn giro veloce sulle prime pagine dei giornali inglesi chiarisce qual è l’atmosfera intorno ad Antonio Conte e al suo Chelsea. Siamo tra criticismo esasperato e disfattismo, ma la sconfitta clamorosa subita a Roma, in qualche modo, “giustifica” un atteggiamento tanto severo.

Il Times, per esempio, scrive in prima pagina che una partita del genere, «piena di errori difensivi, non può far altro che gettare un’ombra sulla consistenza del progetto di Conte e sul suo futuro a lungo termine come manager del Chelsea». Come dire: basta andare indietro con la storia per ricordarsi che Abramovich ha licenziato allenatori per situazioni decisamente meno gravi di questa. Anche perché non è solo questione di gioco scadente, di Champions League o di rapporti tesi tra dirigenza e tecnico (per via del mercato che non ha “sedotto” Conte), quanto anche per la classifica di Premier. Dopo undici giornate, i Blues sono già a nove punti dal Manchester City capolista.

È un titolo classico ma gettonato, quello delle “rovine”. Che fotografa perfettamente la situazione-Chelsea. Il Mirror sottolinea i meriti di una Roma «brillante», ma scrive anche come la squadra di Conte «abbia perso il suo spirito combattivo». Insomma, quella sensazione di padronanza fisica del campo che caratterizza da sempre le squadre del tecnico salentino. Ieri sera sembra essere venuta meno anche quella, proprio quella.

"Dobbiamo lavorare molto" secondo il Guardian

Sul Guardian sono persino più diretti. Chelsea «umiliato», e in effetti uno 0-3 così netto non può andare tanto lontano da una definizione così perentoria. Sulla versione online del prestigioso quotidiano, si trovano le dichiarazioni di Conte: «Dobbiamo lavorare insieme, avere la volontà di scavare in profondità per capire e sistemare le cose che non funzionano. Se pensiamo che, solo perché siamo il Chelsea, i nostri avversari debbano temerci, allora siamo fuori strada. Dobbiamo ritrovare la fame che abbiamo mostrato durante tutta la stagione scorsa, che invece quest’anno ci è un po’ mancata. C’è grande delusione, non abbiamo visto cose positive. Siamo stati sfortunati nel primo tempo, poi però nella ripresa abbiamo dato davvero poco. Peccato, siamo una squadra forte. La Roma ha dimostrato di avere più voglia e ha meritato di vincere».

Le voci su un possibile esonero di Conte, in realtà, non hanno subito un grosso aumento di volume nonostante una sconfitta così fragorosa. Certo, la situazione sulla panchina del Chelsea comincia ad essere instabile, date le grandi aspettative finora disattese dal tecnico italiano. Vedremo nei prossimi giorni. Intanto la bocciatura da parte dei media inglesi è abbastanza netta, uniforme.

Analisi tattica della partita Hull City-Chelsea

Momenti di crisi e dichiarazioni

Il giorno dopo il k.o. ai rigori e il caso Kepa, Terry e David Luiz difendono il tecnico. Maurizio Sarri con Caballero, che poi non è entrato più in campo. Il giorno dopo la sconfitta in finale di Coppa di Lega rimane l’amaro del k.o. alla lotteria dei rigori, il caso Kepa con il rifiuto della sostituzione e una prestazione che Maurizio Sarri può sfruttare contro i suoi detrattori.

A meno di 24 ore dalla partita in casa Chelsea è tornato a parlare uno dei riferimenti del gruppo, il brasiliano David Luiz, proprio per provare a rinsaldare la posizione del tecnico e nascondere ogni eventuale dissapore: “Sarri ha il nostro rispetto” ha dichiarato il difensore centrale “crediamo nella sua filosofia, crediamo tutti nel modo in cui vuole che giochiamo. Ecco perché abbiamo fatto una grande partita contro la miglior squadra in Europa in questo momento. La vicenda di Kepa? Non è mai facile per noi comunicare da lontano. Non sapevo se l’allenatore volesse fare il cambio perché era una sua decisione o perché il portiere avvesse male. Kepa stava dicendo `no, sto bene, posso restare in campo´ ma da lontano è difficile farsi capire.

Dopo la partita contro il City sia Sarri sia Kepa avevano cercato di buttare acqua sul fuoco smentendo ogni “insurrezione” e derubricando l’episodio a puro malinteso. Ma i giornali inglesi sembrano non averci creduto nemmeno un secondo e sono andati giù pesanti. Tutti prendono come riferimento le immagini mostrate in tv, tutti usano termini come ammutinamento e anarchia. Sul Guardian Barney Ronay ha esordito scrivendo: “Il rifiuto di Kepa è l’emblema della nave di Sarri che affonda”. Per il Mirror il gesto dell’estremo difensore è rivoltante, con tanto di titolo a caratteri cubitali, e un Sarri furibondo in copertina. Il Sun ha giocato con le parole e le immagini, parlando di Sarri-Bawl, inteso come strillare addosso a qualcuno.

Lo storico capitano del Chelsea, John Terry, si è schierato invece contro il portiere basco e non ha usato mezzi termini: “Quando viene mostrato il numero con la tabella luminosa, il giocatore deve uscire e mostrare un minimo di rispetto, anche nei confronti del compagno che sta per entrare, non solo dell’allenatore”.

Altre sconfitte e critiche

Il calendario non permette altro tempo per pensarci su, la Premier torna in campo già domani e mercoledì il Chelsea è atteso dall’importante sfida casalinga contro il Tottenham. I Blues sono sesti in classifica, a dieci punti dagli Spurs di Pochettino, ma a tre lunghezze dal quarto posto occupato dall’Arsenal e con una gara ancora da recuperare.

Il terribile errore di Daniel Siebert in Champions League sta facendo discutere l’Europa intera. Il fischietto tedesco ha punito con il cartellino rosso e con un calcio di rigore Tomori ed il Milan. I giornali italiani, questa mattina, si sono scagliati con forza contro l’assurda decisione. La Gazzetta dello Sport, dopo aver dedicato il titolo alla rovinosa sconfitta della Juventus in Israele, ha parlato di un vero e proprio “furto” ai danni del Diavolo. Un giudizio ed una moviola unanimi da parte dei quotidiani del Belpaese. Milan-Chelsea, la rabbia dei giornali italiani.

Dal Daiy Express al Telegraph, passando per Mirror e The Star Sport: tutti hanno raccontato la grande impresa di Jorginho e compagni. The Star Sport ha invece riservato il proprio titolo ai londinesi, con un “Head Auba heels” esaltando Aubameyang e squadra.

Stemma del Chelsea FC

Analisi sulla prestazione di De Gea

Gli highlights essenziali di Chelsea-Manchester United 3-1, semifinale di FA Cup giocata ieri a Wembley, sono una prova evidente: il grande colpevole della sconfitta dei Red Devils si chiama David de Gea. Il portiere spagnolo è stato inefficace su tutti e tre i gol incassati dallo United: sulla rete iniziale di Giroud, è riuscito a deviare solo in porta il tocco ravvicinato - e non irresistibile - del centravanti francese; la conclusione (rasoterra e da fuori area) di Mount che è valsa il 2-0 gli è passata sotto le braccia e poi si è insaccata molto vicina al primo palo; la sfortunata deviazione di Maguire su cross dalla sinistra è passata ancora vicina al primo palo, che in teoria avrebbe dovuto essere coperto dalla sua figura.

Rivedendoli, non si tratta di tre errori macroscopici, ma in questo caso è la somma delle situazioni, più il rendimento recente, a condannare l’ex estremo difensore dell’Atlético Madrid. Jonathan Wilson, sul Guardian, non ha usato giri di parole: «De Gea non è stato certo l’unico problema dello United, ma resta il fatto che senza i suoi errori il Chelsea non avrebbe vinto così comodamente. C’è qualcosa che non va in lui, forse c’è un problema fisico, anche se ha solo 29 anni, ma col tempo il suo rendimento è crollato. Era probabilmente il miglior portiere della Premier, ora è un problema per il Manchester United. L’immagine che resta negli occhi è quella del gol di Mount: un tiro semplice, dritto, rasoterra, che gli passa sotto le braccia. È qui che Solskjaer dovrebbe iniziare a riflettere per un cambiamento, a chiedersi se la grande forza mostrata in passato da David de Gea sia sparita per sempre».

Secondo Wilson, la crisi del portiere spagnolo inizia dopo l’errore commesso ai Mondiali 2018 su tiro di Cristiano Ronaldo. Anche secondo Phil McNulty, Chief football writer della Bbc, il calo di de Gea è qualcosa di più che un semplice periodo di appannamento, piuttosto si tratta di «un declino permanente che richiede un intervento fattivo da parte del manager». I tabloid, poi, hanno rincarato la dose con i loro soliti titoli velenosi: il Mirror ha aperto con un significativo (e geniale) “Now expect the Spanish inquisition”, citando i Monty Phyton, mentre il Daily Express ha scritto semplicemente “DEsaster” sotto la foto del portiere. Probabilmente, però, la scelta più caustica è stata quella del Telegraph, che è andato oltre l’analisi della singola partita e ha individuato un problema a lunghissimo termine: «De Gea è diventato un problema costoso per Solskjaer: il manager norvegese, d’accordo con il club, ha investito 78 milioni di sterline per rinnovare il suo ricco contratto. Ora devono affrontare le conseguenze di questa scelta». Come se non ci fossero dubbi sul futuro, come se De Gea non potesse mai più tornare su buoni standard di rendimento.

David de Gea

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