Seleziona una pagina

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) promuove una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, estendendo l'iniziativa a tutti i livelli del calcio italiano, dalle Serie A fino ai campionati giovanili.

Nasce la campagna "1-5-2-2" nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne con protagonisti il Ct della Nazionale azzurra Luciano Spalletti e di quella femminile, Andrea Soncin, a sostegno dell'1522, il numero a cui le donne vittime di violenza possono rivolgersi per chiedere aiuto.

"1-5-2-2, ci sono tattiche che scrivono la storia. Altre che la cambiano". Questo il claim della campagna promossa dalla Figc che vedrà l'esterno dell'auditorium di Coverciano nelle giornate di oggi, venerdì 24, e sabato 25, illuminato di rosso.

Per questo fine settimana la FIGC ha promosso, in ogni campo di calcio dalla Serie A fino ai campionati giovanili, un lungo applauso per non dimenticare tutte le vittime di femminicidio.

Cartellino rosso simbolo della campagna #UnRossoAllaViolenza

La mobilitazione del mondo del calcio

In parallelo "la Divisione Serie A Femminile e la Divisione Serie B Femminile utilizzeranno questa ricorrenza per dare ancora più forza alla campagna #MAIPIÙ, già attiva da inizio stagione su tutti i campi, e contestualmente promuoverà la campagna di comunicazione della FIGC a sostegno dell’1522.

Prima delle gare di Serie A e Serie B Femminile, e prima del minuto in ricordo di tutte le vittime di femminicidio previsto su tutti i campi d’Italia, le due squadre, gli allenatori e gli arbitri poseranno per una foto di gruppo dietro il cartello #MAIPIÙ esposto all’allineamento prima di ogni partita.

E come già accaduto in passato, i direttori di gara scenderanno in campo, dalla Serie A fino ai campionati del settore giovanile, con un segno rosso sulla guancia simbolo della campagna.

L’annuncio, con l’allargamento dell’iniziativa anche nelle partite provinciali e regionali, è stato dato dal presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Carlo Pacifici, durante un incontro in comune a Catanzaro con l’amministrazione comunale e regionale nel giorno delle celebrazioni per il 90° anniversario della locale sezione AIA.

“Quello della violenza sulle donne è un tema purtroppo sempre attuale - ha detto -. Un fenomeno grave che deve vedere tutti uniti in difesa delle donne e contro ogni forma di sopruso verso l’universo femminile. Estrarre il cartellino rosso per espellere non solo dal campo di gioco, dagli spalti e dagli stadi, ma anche dalle case, dalle strade, sul web come nella vita vera, e più in generale da ogni angolo di mondo, la violenza. Ovunque essa si manifesti, contro chiunque si scagli, in tutte le forme essa si presenti: razziale, bullismo, contro le donne e i bambini, senza alcun confine di genere.

L'idea (ri)parte dal campionato italiano di calcio. Il simbolo della campagna è un segno rosso sul viso, che richiama il cartellino, per esorcizzare la paura che vivono ogni giorno tutte le donne e le persone, di qualsiasi sesso ed età, vittime di violenza.

Giocatori e arbitri con il segno rosso sul viso

Non solo in Serie A, ma in ogni partita in programma lo scorso fine settimana, a partire dai campionati del settore giovanile e scolastico, gli arbitri (ma anche giocatori e allenatori) sono scesi in campo con questo segno rosso simbolo della campagna #unrossoallaviolenza.

L'allargamento dell'iniziativa anche a livello territoriale è stato voluto dal vice presidente dell'Associazione italiana arbitri, Duccio Baglioni, insieme al comitato nazionale, ed ha trovato il pieno accoglimento da parte della Federazione italiana giuoco calcio.

L'Aic e la Figc stanno infatti portando avanti insieme una campagna contro ogni tipo di violenza nel mondo del calcio. Un problema che riguarda anche le molestie commesse ai danni dei direttori di gara.

Il presidente federale, Gabriele Gravina, in occasione della presentazione del report dell'Aic, ha infatti ribadito la ferma condanna alle aggressioni messe in atto contro gli arbitri.

L'iniziativa #unrossoallaviolenza, è stata promossa dalla Lega di serie A, in collaborazione con We World Onlus.

Dunque, tutte le gare della 23esima giornata di serie A, e non solo, si sono colorate di rosso: il simbolo della campagna richiama infatti il cartellino rosso per dare un forte segnale di vicinanza a tutte vittime, purtroppo sempre più numerose.

Non solo calciatori e arbitri avranno un segno rosso sul viso, ma i capitani porteranno anche la fascia simbolo della giornata.

Inoltre, il podio porta-pallone e la lavagna per le sostituzioni saranno personalizzati con l'adesivo dell'iniziativa, mentre sui maxischermi sarà trasmesso lo spot della campagna contro la violenza sulle donne.

In tv, al momento del sorteggio del campo, comparirà una grafica dedicata a #unrossoallaviolenza.

"È fondamentale continuare a tenere sempre molto alta l'attenzione su questo fenomeno drammatico, ogni singolo giorno dell’anno - ha dichiarato il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini -. Per questo abbiamo deciso di promuovere la nostra campagna anche al di fuori del consueto contesto. Voglio ringraziare i nostri club, i calciatori e gli arbitri che ancora una volta dimostrano grandissima disponibilità e con il loro esempio aiutano a sensibilizzare tutti rispetto a questo tema così importante. Da sei anni coloriamo di rosso tutti i campi per le iniziative di #unrossoallaviolenza, e continueremo a rafforzarle, finché ci saranno donne che hanno bisogno di essere difese e alle quali dimostrare che non sono sole".

“La violenza contro le donne - dichiara il presidente di WeWorld, Marco Chiesara- è un problema strutturale della società, non più soltanto un’emergenza. E se è vero che tanta sensibilizzazione in questi anni ha portato un aumento della consapevolezza rispetto alle cause scatenanti, è pure vero che c’è ancora tanto da fare. Secondo la nostra indagine, 3 uomini su 10 individuano ancora le cause della violenza nelle donne, che provocano e che umiliano. La speranza è che la campagna #unrossoallaviolenza possa innescare un vero cambiamento culturale, cosa di cui abbiamo fortemente bisogno”.

IL GIORNO DEL GRANDE SCANDALO ARBITRALE È ARRIVATO, INTER TI FREGANO LO SCUDETTO!!

I dati allarmanti sulla violenza di genere

Centiquattro donne sono state uccise in Italia dall'inizio del 2022, fino al 20 novembre scorso. Questo su un totale di 273 omicidi commessi in Italia.

Dove si muore di più è proprio in famiglia. Sono 88 i femminicidi avvenuti in ambito affettivo o familiare. Di questi, 52 hanno visto come carnefice il partner o l'ex.

I numeri sono quelli del report diffuso dal Viminale.

In generale, per quanto riguarda le violenze, è risultato che 3 donne su 4 le subiscono da un partner o un ex e il 29% degli autori ha già ricevuto una denuncia.

Lo affermano i dati Istat in un’indagine sull’utenza dei Centri Antiviolenza nel 2021.

Delle 104 vittime del 2022, 35 avevano più di 64 anni, la maggior parte di loro, secondo i dati Eures.

Le morti, nello stesso periodo dell'anno precedente, sono state 109. Un lieve calo che non cambia i fatti: le donne continuano ad essere uccise nei palazzi della Roma bene o carbonizzate all'interno di auto in provincia.

Solo dal 14 al 20 novembre scorso, gli omicidi in Italia sono stati dieci. Sette vittime erano donne, due sono state uccise da partner o ex.

La maggior parte di loro è stata uccisa con coltelli, almeno 37 su 104. Altre 23 con armi da fuoco.

E poi ci sono i femminicidi a mani nude - 24 le donne uccise in questo modo - e da percosse: otto hanno trovato la morte in questo modo.

Le ultime tre modalità sono in aumento rispetto allo scorso anno.

Secondo i dati Istat, nel 2021 le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono state 139: 39 uomini e 100 donne. Di queste, il 58,8% è vittima di un partner o un ex.

Grafico: Femminicidi in Italia per relazione con l'assassino (dati 2021)

La violenza nel mondo e le diverse forme che assume

A livello mondiale, secondo l'Onu, ogni ora più di cinque donne e ragazze hanno trovato la morte in famiglia. Questo corrisponde a un femminicidio ogni 12 minuti.

Restituiscono un quadro drammatico anche i dati Istat sul 2021. Delle 139 (45,9% del totale) vittime uccise in famiglia o in una relazione, 39 sono uomini e 100 donne.

Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019).

I minorenni sono uccisi da persone che conoscono.

Nello stesso periodo sono state 4.416 le violenze sessuali (+9% rispetto al 2021) e sono donne il 92% delle vittime, secondo il report interforze "Il pregiudizio e la violenza contro le donne", curato dalla Direzione centrale della polizia criminale.

Con “Un Rosso alla Violenza”, insieme a Lega Serie A vogliamo ricordare che la violenza può essere fisica, psicologica, economica, sessuale, digitale o domestica.

Può manifestarsi nel silenzio, nel controllo, nella svalutazione o nella dipendenza economica.

Riconoscerla è il primo passo per sradicarla.

Secondo la nostra indagine condotta in collaborazione con Ipsos Ciò che è tuo è mio, 1 donna su 2 (49%) dichiara di aver subito nella vita almeno un episodio di violenza economica: una delle forme più diffuse, ma anche tra le meno riconosciute.

Nel 2025, secondo i dati del Ministero dell’Interno, 73 donne sono state uccise nei primi nove mesi dell’anno, di cui 60 in ambito familiare o affettivo e 44 per mano del partner o ex partner.

“Con la campagna #UnRossoAllaViolenza, abbiamo l’opportunità di parlare direttamente a un ampio pubblico maschile, invitandolo a riflettere sul proprio ruolo nel contrastare la violenza di genere”, dichiara Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.

“È tempo di spostare il focus dalla responsabilità delle vittime a chi può davvero fare la differenza: chi osserva e chi agisce.

Dobbiamo dire NO alla normalizzazione di comportamenti inaccettabili e promuovere una cultura basata sul rispetto e sulla fiducia.

Da 15 anni, lavoriamo per contrastare la violenza di genere, intervenendo sul campo per aiutare ogni giorno chi è a rischio e affiancando a questo un intenso lavoro di sensibilizzazione, che comprende la ricerca e campagne come questa.

Iniziative come #UnRossoAllaViolenza ci permettono di uscire dalla nostra bolla e portare questo messaggio a tutte e tutti, costruendo insieme una società più giusta e inclusiva”.

In Italia, infatti, 1 donna su 3 è vittima di violenza nel corso della vita (dati Istat).

Infografica: Forme di violenza contro le donne

Un impegno condiviso per un futuro senza violenza

Dal 21 al 23 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), la campagna sarà protagonista in tutti gli stadi di Serie A, sui maxi-schermi e nei canali digitali della Lega e dei Club.

Come ogni anno, la mobilitazione proseguirà anche sui social, dove squadre, tifoserie, professioniste e professionisti del calcio, media e cittadine e cittadini saranno invitati a condividere una foto con il segno rosso sul viso, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, accompagnata dall’hashtag #UnRossoAllaViolenza.

In occasione della partita Roma-Cremonese, inoltre, è stata realizzata una speciale attività di coinvolgimento del pubblico: “Come immagini un mondo senza violenza sulle donne?”

Un momento intimo e partecipativo per raccogliere testimonianze e visioni dei tifosi e delle tifose.

Un’attività già realizzata in occasione della Coppa Primavera a Milano, dove le frasi più significative come “Un mondo dove posso sentirmi libera, e non solo forte” o “Dove mia madre non deve più dirmi: stai attenta”, sono diventate parte di una narrazione collettiva, simbolo di un impegno che parte dagli spalti e arriva fino ai territori.

Questa iniziativa continua per mantenere viva la conversazione, coinvolgere le persone e contribuire concretamente a costruire un mondo senza violenza.

tags: #figc #rosso #alla #violenza

Post popolari: