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Il calcio, con la sua intrinseca passione e imprevedibilità, è stato spesso teatro di episodi controversi che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. Tra questi, i cosiddetti "gol fantasma" e gli errori arbitrali clamorosi occupano un posto di rilievo, alimentando dibattiti infiniti e cambiando, in alcuni casi, il corso della storia. L'introduzione della Goal Line Technology e del VAR ha certamente ridotto il numero di queste sviste, ma non le ha eliminate del tutto, come dimostrano episodi recenti.

Non solo Yamal: da Muntari a Platini, 10 gol fantasma passati alla storia. Il gol fantasma di Lamine Yamal durante il Clasico Real Madrid-Barcellona di domenica sera al Bernabeu è solo l'ultimo capitolo di una storia piuttosto nutrita. Il calcio, infatti, è periodicamente animato dai cosiddetti "gol-non gol": in tempi recenti il numero di questi episodi si è drasticamente ridotto a seguito dell'introduzione della Goal Line Technology nei principali campionati europei anche se la Liga - come si è amaramente constatato in Real-Barça - rappresenta ancora un'eccezione. Yamal a parte, quindi, vediamo quali sono stati i più famosi gol non visti (o annullati) rimasti nella memoria collettiva.

Gol Annullati Che Hanno Fatto La Storia

Alcuni gol, pur essendo stati realizzati con prodezze tecniche notevoli, sono stati ingiustamente annullati, lasciando giocatori e tifosi nell'incredulità.

Platini, Rummenigge e Osvaldo: 3 Capolavori Cancellati

Il gol annullato più famoso di sempre è probabilmente quello di Michel Platini in Juventus-Argentinos Juniors, finale di Coppa Intercontinentale giocata l'8 dicembre 1985 a Tokyo. Siamo nella ripresa, sull'1-1. Il fuoriclasse francese, appena dentro l'area, stoppa di petto, beffa Pavoni con un sombrero di destro e con un sinistro al volo manda il pallone là dove Vidallé non può proprio arrivarci. Un gesto tecnico pazzesco, vanificato però da una cervellotica decisione dell'arbitro che punisce un fuorigioco passivo del tutto ininfluente di Aldo Serena. Platini, incredulo, si sdraia sull'erba in una delle immagini più iconiche della sua carriera. La Juventus vincerà comunque quella Coppa ai rigori dopo il 2-2 dei supplementari.

Qualche mese prima, per la precisione il 24 ottobre 1984, era stato San Siro a fare da cornice a un delitto sportivo. Non si può che definire così, infatti, l'annullamento della fantastica mezza rovesciata volante di Karl-Heinze Rummenigge in Inter-Glasgow Rangers 3-0, andata dei 16esimi di finale di Coppa Uefa. Servito da un cross di Altobelli, il tedesco decolla nel vero senso della parola: colpisce il pallone con il piede destro a un'altezza vertiginosa, anticipa di netto il difensore più vicino e insacca. Niente da fare: gemma inutile, a Rummenigge viene fischiato un improbabile gioco pericoloso. Curiosità: a cancellare i capolavori di Platini e Rummenigge è lo stesso arbitro, il tedesco Volker Roth.

Per arrivare a tempi più recenti, gli appassionati non potranno dimenticare la spettacolare rovesciata di Pablo Daniel Osvaldo in un Roma-Lecce 2-1 del 20 novembre 2011. Servito da Gago, l'ex attaccante azzurro si esibisce in un colpo da maestro, difficile anche da pensare. Un gol da esporre in un museo, da rivedere e rivedere, ma vanificato da una scellerata decisione del guardalinee che alza la bandierina vedendo un offside che in realtà non esiste.

Rappresentazione grafica di un gol annullato per fuorigioco

Gol Validi Ma Non Visti: I "Gol Fantasma"

Oltre ai gol annullati per errori di interpretazione, esiste anche una folta galleria di gol validi ma semplicemente non visti dagli ufficiali di gara.

Muntari e Lampard: Quei Gol Fantasma...

In rappresentanza dei gol fantasma abbiamo scelti due casi di scuola, due episodi che hanno fatto epoca e che in tempi di VAR e Goal Line Technology ci danno la sensazione di venire catapultati in una sorta di medioevo calcistico. In ordine cronologico troviamo il pallonetto di Frank Lampard in Germania-Inghilterra del 27 giugno 2010 (ottavi di finale dei Mondiali in Sudafrica) e l'arcinoto tap-in di testa di Sulley Muntari in Milan-Juventus di Serie A del 25 febbraio 2012. Gol nitidi, regolari, che avrebbero avuto un peso specifico enorme e che invece, molto semplicemente, non sono mai esistiti.

Illustrazione di un pallone che supera la linea di porta

Errori Arbitrali che Hanno Cambiato la Storia

Alcuni errori arbitrali sono stati così clamorosi da influenzare l'esito di intere partite, competizioni e da entrare di diritto nella leggenda nera del calcio.

Corea del Sud-Spagna: Cose Mai Viste

Di norma errori e sviste di arbitri e guardalinee sono sparsi nell'arco di una stagione, ma a volte si concentrano in un arco di tempo ristrettissimo, addirittura in una sola gara. È il caso ad esempio di Corea del Sud-Spagna, che da questo punto di vista si può considerare la madre di tutte le partite. Siamo ai quarti di finale dei Mondiali 2002 e le Furie Rosse sfidano i padroni di casa che hanno appena fatto fuori l'Italia (e in che modo lo sappiamo tutti). Partita spigolosa, niente affatto bella. Eppure gli spagnoli, senza strafare, vanno a segno due volte: con Baraja in apertura di ripresa e con Morientes ai supplementari. Tutto inutile: per motivi che rimangono oscuri, entrambe le reti vengono spazzate via prima da un misterioso fischio del direttore di gara, l'egiziano Gamhal Ghandour (che vede chissà quale irregolarità in area), poi dallo sbandieramento del guardalinee (che giudica uscito un pallone che non lo è affatto). La partita finirà 0-0 al 120' e la Corea del Sud guadagnerà la qualificazione alle semifinali ai rigori.

L'Odissea del Milan di Sacchi

Oppure ci sono errori macroscopici che si concentrano in una sola competizione. La memoria vola allora alla Coppa dei Campioni 1988-89, la prima vinta dal Milan di Arrigo Sacchi che in quella circostanza recita la parte della vittima sacrificale. Ai rossoneri vennero infatti negati tre gol regolarissimi. Werder Brema-Milan (andata quarti di finale) - Scena simile nel corso del primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo Rijkaard incorna da due passi, il difensore della squadra tedesca Hermann respinge goffamente di testa e il pallone, dopo essere carambolato sul palo, supera la linea in modo chiaro. Anche in questo caso niente da fare: l'arbitro José Rosa dos Santos non si accorge di nulla. Il match si chiude sullo 0-0.

La Mano de Dios e il Gol del Secolo

La fotografia universalmente più nota nella storia dei Mondiali è quella di un gol realizzato con la mano. Nella fotografia c’è Shilton, il portiere dell’Inghilterra, con il pugno proteso in avanti nell’intento di allontanare la minaccia di un pallone che piove dall’alto; anche Maradona salta con il pugno alzato, nascosto accanto alla massa di riccioli neri, per anticiparlo, facendo credere all’arbitro di esserci riuscito con la testa. Diego riatterra, una rapida occhiata all’arbitro tunisino Ali Bin Nasser e poi l’esultanza genuina, chiamando a sé i compagni attoniti, perché come ammetterà lui stesso era il modo migliore per far pensare all’arbitro che non ci fosse dietro nulla di losco (“Venite ad abbracciarmi o non lo convaliderà”). Un movimento fulmineo, disonesto, geniale nel senso di partorito dalla mente di un genio, di cui conosceremo nell’arco di 5 minuti le due facce che lo animano e lo tormentano. Quella più oscura che dà vita alla “mano de Dios” (così lo battezza lo stesso Maradona, giustificandolo come una punizione "divina" per il popolo inglese in seguito alla Guerra delle Falkland) e quella cristallina, classe allo stato puro, che gli permette poco dopo di farsi perdonare segnando il “gol del secolo”, la cavalcata solitaria superando uno ad uno tutti gli inglesi, per ultimo Shilton, questa volta messo a sedere usando i piedi.

Diego Maradona con la mano sul pallone

Corea del Sud-Italia 2-1 d.t.s.: L'incubo Moreno

Byron Moreno, basta la parola. Per giorni, settimane, anni, il suo nome fu sinonimo di ingiustizia e sventura per gli italiani. Solo le ultime vicende, che l’hanno visto protagonista di un arresto all’aeroporto di New York, mentre cercava di entrare negli Stati Uniti con 6 chili di cocaina nascosti nelle mutande, ci hanno permesso di voltarci un attimo e rileggere quella storia con l’aria di chi ha ormai superato il trauma. Acqua passata, che cosa potevamo aspettarci da uno così? Quando non trasporta droga nelle mutande, Byron Moreno è un arbitro, l’arbitro di Corea del Sud-Italia, giocata in Corea del Sud davanti a un popolo assetato di vittoria e desideroso di farci rivivere l’incubo Corea (anche se nel ’66 era quella del Nord). Ci riuscirà, con l’intervento decisivo del fischietto ecuadoregno che sembra avere un conto in sospeso con gli Azzurri di Trapattoni. Espelle l’incredulo Totti per una presunta simulazione in area di rigore, sventolandogli il rosso sotto al naso con aria distaccata, immune a qualsiasi protesta dietro a quella maschera da pesce lesso; annulla un golden-gol regolare a Tommasi per fuorigioco; lascia correre quando i coreani azzoppano Zambrotta, o colpiscono uno dopo l’altro Coco, Maldini, Del Piero, restando impuniti. La Corea del Sud ci manda fuori dal Mondiale agli ottavi, con il golden gol del perugino Ahn; la Spagna ride di noi, ma ai quarti deve mandar giù la stessa medicina (stavolta l’arbitro è l’egiziano Al-Ghandour, che se possibile ne combina peggio di Moreno), facendo sospettare che esista un piano per mandare avanti i padroni di casa. “As” titola “¡Italia tenía razón!” (l’Italia aveva ragione).

Il Gol Annullato per Intervento di uno Sceicco

“Ci penso io”, fece lo sceicco in tribuna. Quel gol segnato al suo Kuwait non gli era andato giù, e così decise che lo avrebbe fatto annullare. Scendendo in campo, sostituendosi all’arbitro. La cosa pazzesca è che ci riuscì sul serio. Gruppo D, si gioca Francia-Kuwait e sul 3-0 per i francesi (Genghini, Platini, Six) la partita sembra già in archivio. Al 78° Giresse segna anche il quarto, rispondendo subito al gol della bandiera di Al Buloushi, che aveva scatenato sugli spalti balli di tifosi e sceicchi euforici, convinti forse di poterla riaprire; ma la dinamica con cui arriva il 4-1 non convince tutti, per primo lo sceicco Fahad Al Ahmed, che fa segno agli altri di aspettare un attimo, giusto il tempo di sistemare la questione e tornare. Una cosa del tutto normale, per il fondatore del Comitato Olimpico del Kuwait e presidente della Federazione calcistica, uno probabilmente abituato a far riscrivere i finali dei film non di suo gradimento, quando va al cinema. Lo sceicco scende la gradinata dello stadio di Valladolid ed entra sul serio in campo, dirigendosi verso il “collega”, l’arbitro russo Miroslav Stupar, al quale espone la sua versione dei fatti: Giresse ha segnato mentre i giocatori del Kuwait erano fermi, convinti di aver sentito un fischio (che in realtà proveniva dalle tribune), per cui il gol va annullato. Per 9 minuti il gioco resta fermo, con il campo popolato da militari della Guardia Civil, fotografi, ufficiali vari; poi Stupar, probabilmente intimorito, si lascia convincere e annulla un gol regolare, tra lo stupore dei francesi che non riescono a credere ai propri occhi, mentre Fahad torna a sedere al suo posto soddisfatto. La Francia segnerà comunque il quarto gol, con Bossis, e stavolta nessuno glielo potrà levare; Stupar verrà radiato dalla Fifa; lo sceicco Al Ahmed riceverà una multa di 5mila sterline. E facendosi una risata staccherà l’assegno.

Inghilterra-Germania: La Vendetta di Wembley

Quante probabilità c’erano di rivedere un gol fantasma in un Germania-Inghilterra ai Mondiali, dopo quello della finale del 1966? Il calcio ci ha fatto anche questo regalo inaspettato, dando credito alla teoria di chi vede la storia del pallone come il romanzo più avvincente, romantico e sorprendente che sia mai stato scritto. Agli ottavi l’ambiziosa Inghilterra di Capello si scontra con la Germania di Loew e ne esce asfaltata (4-1), ma a passare alla storia è il gol fantasma di Lampard che, sul 2-1 per i tedeschi, avrebbe (forse) potuto indirizzare la gara in altra maniera. Il centrocampista del Chelsea calcia dalla distanza, traversa e palla che rimbalza abbondantemente dentro la porta di Neuer, prima di uscire. Gol solare, per tutti ma non per l’arbitro uruguaiano Larrionda che (con la complicità del guardalinee Espinosa) lascia correre. Quando pensi di averle viste proprio tutte, ecco che il calcio ti sa stupire ancora una volta.

Il Fischio Prima del Gol: Il Caso Zico

Merito della creatività di certi arbitri, come ad esempio il signor Clive Thomas, capace di fischiare la fine del primo tempo mentre la palla è in volo, su calcio d’angolo, diretta verso la testa di Zico. Che naturalmente segnerà, per permettere all’episodio di passare alla storia. Brasile-Svezia, seconda partita del girone, al minuto 45:08 Edinho si incarica della battuta di un corner, va alla bandierina e calcia. Zico irrompe di testa e segna, peccato che il fischio dell’arbitro ne annulli la validità.

Il gol fantasma più famoso della Storia del calcio #41

La Juventus e gli Errori Arbitrali: Un Capitolo Controverso

La Juventus è stata spesso protagonista di episodi controversi legati a decisioni arbitrali, sia a favore che a sfavore.

Episodi Controversi: Dalla Roma alla Inter

Non accennano a placarsi le polemiche del dopo Juventus-Roma. A far male ai tifosi romanisti sono sopratutto i due rigori assegnati alla Juventus dopo il primo intervento su Marchisio non segnalato dall’arbitro Rocchi, incappato in una giornata assolutamente negativa. Quanto accaduto allo Juventus Stadium ha riportato alla memoria altre azioni controverse che hanno visto protagonista a vario titolo la Juventus. Ben inteso. Quanto segue non rappresenta né una condanna né un’accusa nei confronti dei tifosi bianconeri. 1) IL GOAL DI TURONE: 10 maggio 1981, mancano tre giornate alla fine del campionato. Juventus e Roma si sfidano al vecchio Comunale di Torino con i bianconeri in vetta alla classifica con un punto di vantaggio sui giallorossi. Nel secondo tempo l’episodio che potrebbe cambiare il campionato. Cross di Conti, Pruzzo spizza di testa per Turone che segna. Roma in vantaggio. L’arbitro Paolo Bergamo convalida ma per il guardalinee Sancini è fuorigioco. Il direttore di gara annulla. Juventus-Roma, 8 febbraio 1998. I bianconeri vinsero per 3-1 ma sul momentaneo 2-1 l’arbitro Messina non ritenne di punire con un rigore un’entrata da dietro in area di Deschamps ai danni di Gautieri. Ancora oggi il giocatore ricorda quanto accaduto: «Il fallo di Deschamps fu netto. Ancora oggi non si sa come l’arbitro non abbia potuto dare rigore. 3) LA RIMESSA LATERALE DI ALDAIR - Juventus-Roma, 15 gennaio 1995. La partita finì 3-0 ma verrà ricordata per un episodio che fa ancora parlare di sé nonostante siano passati ormai 19 anni. Al 31esimo del primo tempo il difensore giallorosso Aldair si accinge ad effettuare una rimessa dal fondo. Mentre tira all’indietro le braccia per lanciare il pallone, colpisce con la sfera la testa del guardalinee Manfredini che passava proprio dietro il giocatore. 4) IL RIGORE FUORI AREA DI DELLAS ED IL GOAL IN FUORIGIOCO DI CANNAVARO - Roma-Juventus, 5 marzo 2005. L’Olimpico fischa gli ex, Emerson, Zebina e sopratutto Fabio Capello. Il clima è incandescente e lo sarà di più a fine partita. Nel primo tempo la Juventus va in vantaggio con un goal in fuorigioco di Cannavaro. La Roma pareggia con Cassano ma è costretta a subire il goal della vittoria per i bianconeri causato da un rigore assegnato per un fallo fuori area di Dellas su Zalayeta. 5) IL RIGORE NON DATO A RONALDO - Juventus-Inter, 26 aprile 1998. Una data infausta per il calcio italiano. Tutta colpa di un rigore oggettivamente evidente non dato all’Inter. Juventus e Inter si stanno giocando quel campionato e nello scontro diretto sarebbe emersa con tutta probabilità la squadra vincitrice. Accade tutto in pochi secondi. L’inter, in 10 per l’espulsione di Ze Elias e sotto di un goal, spinge alla ricerca del pari. Zamorano e Ronaldo entrano in area. Il cileno perde il pallone, si avventa sulla sfera il Fenomeno che si scontra violentemente con Iuliano che cerca l’uomo. Per l’arbitro Ceccarini è tutto regolare. La Juventus riparte mentre alcuni nerazzurri protestano, palla a Davids che lancia per Inzaghi atterrato da West. Rigore per la Juventus. Succede davvero il finimondo. Il rigore per i bianconeri ci stava, ma quello non dato all’Inter è entrato nella storia del calcio. Pagliuca para il penalty con Del Piero che calcia insolitamente basso e centrale. LEGGI ANCHE: Juve-Roma, i veleni finiscono in Parlamento. 6) IL GOAL DI BIERHOFF NON VISTO - Juventus-Udinese, 2 novembre 1997. I friulani vanno in vantaggio con Locatelli, la Juventus pareggia con Conte. Al quinto minuto del secondo tempo il fattaccio. Bierhoff segna il goal dell’1-2 che riporterebbe in vantaggio la Juventus. La palla entra in porta di un buon metro prima che Ferrara la spinga fuori con l’azione che prosegue. La foschia certo facilita la lettura anche se le telecamere dimostrano chiaramente che il goal è buono. Il guardalinee Ivaldi non reagisce, così come l’arbitro Cesari, definito dal Corriere della Sera «colpevolmente lontano dall’azione». 7) BOLOGNA CONNECTION - Bologna-Juventus, 12 dicembre 2004. La Juventus vincerà per 0-1. La partita verrà ricordata per i seguenti episodi: Cannavaro e Thuram si scontrano Cipriani fugge in contropiede ma per l’arbitro Pieri è fallo del bolognese. Calcio d’angolo per la Juve, colpo di testa di un bianconero, palla fuori ma viene assegnato un calcio d’angolo. Cipriani viene colpito in area da Zebina, il direttore di gara lascia correre. Cipriani si scontra con Thuram in area, anche stavolta non c’è fallo. Emerson spinge Locatelli ma viene assegnata una punizione alla Juventus. 8) IL NON GOAL DI ZALAYETA - Bologna-Juventus, 19 dicembre 2006. La Juventus vince con un goal di Zalayeta. O meglio. L’attaccante bianconero in area controlla con un braccio e poi scaglia la palla contro la traversa. La sfera non supera la linea bianca ed esce. 9) IL GOAL NON VISTO DI PELLISSIER - Chievo Verona-Juventus, 14 marzo 2005. Al quinto minuto della ripresa, sul risultato di 0-0, Pellissier scaglia una botta da 30 metri che si stampa sulla traversa e finisce dietro la linea bianca. Sarebbe goal, ma non per l’arbitro Paparesta che fa continuare il gioco. 10) #GOALDIMUNTARI - Milan-Juventus. 26 febbraio 2012. Lo scontro al vertice si chiude con il risultato di 1-1 ma resta nella storia il goal non assegnato al Milan sul momentaneo 1-0 per i rossoneri. Buffon salva su Mexes, arriva Muntari che di testa colpisce la palla spedendola in rete, con lo stesso Buffon che la spinge via quando ormai è abbondantemente entrata. Se ne accorgono tutti allo stadio, così come i commentatori tv ed i giocatori milanisti in campo.

La "Mano de Dios" e il Rigore Negato a Ronaldo

Risale al 1986 la prima svista della nostra classifica degli errori arbitrali passati alla storia: il 22 giugno di quell’anno a Città del Messico si giocò la finale dei Mondiali che vide in campo l’Argentina di Maradona contro l’Inghilterra. Fu proprio il celebre ex campione del Napoli a sbloccare il match, fermo sullo 0 a 0, facendo un gol grazie a una palla che gli arrivò dall’alto. Maradona, però, non la colpì di testa come sarebbe stato lecito fare, bensì con il pugno: l’arbitro tunisino Alì Bin Nasser, però, non si accorse della cosa e così convalidò il gol che passò alla storia come la rete della “mano de Dios”. Il secondo posto spetta di diritto ai Mondiali del 2002, considerati da molti come tra quelli con il peggior arbitraggio di sempre. Non andò meglio alla Spagna, eliminata sempre ai quarti di finale dalla Corea: gli spagnoli si videro annullare due gol che probabilmente il regolamento Var oggi avrebbe convalidato. Al terzo posto vale la pena citare un episodio risalente ai Mondiali nel 1966, che andarono in scena in Inghilterra: la finale si giocò proprio tra la Nazionale inglese e quella della Germania Ovest. Gli inglesi riuscirono a ottenere il titolo solo grazie a un gol inesistente tirato da Geoff Hurst: il pallone, pur colpito con grande potenza, in realtà rimbalza diversi centimetri prima della linea della porta ma il direttore di gara Dienst non vide nulla. Come si suol dire, chi la fa l’aspetti: ai Mondiali del 2010 i tedeschi si presero una bella rivincita contro gli inglesi nella partita degli ottavi di finale, durante la quale accadde una cosa molto simile all’episodio del 1966. La Germania stava vincendo per 2 a 1 quando Frankie Lampard lanciò una cannonata verso la porta avversaria: il pallone colpì la traversa, per poi rimbalzare dentro la porta dei tedeschi. Al quinto posto troviamo un episodio che riguarda la Juventus e gli errori arbitrali che l’avrebbero favorita nella stagione 1997/1998: nella partita decisiva per lo scudetto, i bianconeri affrontarono l’Inter, dove allora giocava il campione brasiliano Ronaldo. Fu proprio lui a tentare un gol nel secondo tempo, ma venne fermato da Iuliano in un’azione che avrebbe meritato il rigore. Spesso i tifosi si chiedono come sarebbe la classifica di Serie A senza gli errori arbitrali: oggi, fortunatamente, grazie al Var, i risultati delle partite sono meno falsati rispetto al passato, ma nel 2012 un episodio fece molto discutere nel nostro Campionato. Al sesto posto della classifica troviamo la svista dell’arbitro Tagliavento che, nella partita tra Juve e Milan a San Siro, non vide il pallone mandato in rete dal rossonero Sulley Muntari e respinto dal portiere avversario Gigi Buffon solo dopo essere entrato di almeno mezzo metro dentro la porta. Nonostante le proteste di Massimiliano Allegri, considerato oggi uno dei migliori allenatori del momento, il gol non fu convalidato. Sono tanti i tifosi che in Italia da sempre accusano la Juve di essere favorita dagli arbitri. Sebbene tanti episodi siano discutibili, in realtà ha subito danni anche la stessa Juventus dagli errori arbitrali. Al nono posto è doveroso ricordare gli errori arbitrali che distrussero il sogno Champions dei viola ai quarti di finale del 2010. All’ultimo posto della nostra classifica degli errori arbitrali più celebri ne troviamo uno risalente ai Mondiali di Italia ’90, una svista che fu giudicata davvero clamorosa all’epoca. E se il 26 aprile di 19 anni fa ci fosse stata la Var? Se lo è ironicamente chiesto Massimo Moratti, a nome di tutti i tifosi nerazzurri, rammentando il celeberrimo rigore negato a Ronaldo, ostruito frontalmente da Mark Iuliano, al minuto 70 di Juventus-Inter, con i bianconeri in vantaggio 1-0.Il rigore negato a RonaldoMancavano tre turni alla fine, in classifica la squadra di Marcello Lippi era un punto sopra i ragazzi di Gigi Simoni. Quel penalty, se concesso attraverso l'utilizzo della moviola in campo, avrebbe forse cambiato le sorti del match e dell'intero campionato: ammesso che il Fenomeno avesse segnato dagli undici metri, l'Inter avrebbe pareggiato, vinto non potremo mai saperlo, così come non potremo mai sapere se la Vecchia Signora si sarebbe poi fatta sfuggire il 25esimo scudetto nelle giornate rimanenti. Anche se, secondo il popolo della Beneamata, per un caso così evidente persino a occhio nudo, non ci sarebbe stato bisogno della Var.Il fuorigioco di MijatovicMa l'episodio 'cult' del Delle Alpi non è l'unico in grado di stuzzicare la fantasia dei revisionisti della storia del calcio. Sempre nel 1998, nemmeno un mese dopo, ma stavolta ai danni della Juve, il 20 maggio all'Amsterdam Arena, Predrag Mijatovic segnò in posizione di offside la rete che valse al Real Madrid la sua settima Coppa dei Campioni. "Ho sempre detto che non era fuorigioco per la semplice ragione che nessuno dei giocatori della Juventus protestò e sappiamo benissmo che in queste occasioni tutti i calciatori, ancor di più se italiani, protesterebbero. E non fu così", ha dichiarato in maniera provocatoria l'ex attaccante montenegrino. "C'era Pessotto che lo teneva in gioco", ha spiegato l'ex terzino delle Merengues Christian Panucci. Ma, se al minuto 67 l'arbitro tedesco Hellmut Krug avesse chiesto aiuto alla Var, forse non sarebbe stato dello stesso avviso.La Mano de DiosAndando più indietro nel tempo, proviamo a immaginare se il 22 giugno 1986, quarti di finale dei Mondiali in Messico, al minuto 51 di Argentina-Inghilterra l'arbitro tunisino Ali Bin Nasser avesse fermato il gioco e si fosse diretto a bordo campo per verificare sul display della Var se Diego Armando Maradona, approfittando della goffa respinta a campanile del portiere inglese Steve Hodge, avesse davvero spinto con il pugno il pallone del provvisorio 1-0 albiceleste (il Pibe de Oro raddoppiò quattro minuti più tardi con quell'indimenticabile coast to coast, l'Inghilterra dimezzò lo svantaggio a nove giri di orologio dal termine): probabilmente, con il gol annullato per fallo di mano, la Nazionale di Carlos Bilardo non avrebbe avuto la strada in discesa verso le semifinali contro il Belgio, né tantomeno sollevato la sua seconda Coppa del Mondo in faccia alla Germania. Ma, soprattutto, non sarebbe stata tramandata la leggenda della 'Mano de Dios'.La doppia aggiustatina di HenryIl 18 novembre 2009, Thierry Henry diede molto più di una mano alla Francia per qualificarsi ai Mondiali in Sudafrica: durante i tempi supplementari dello spareggio, l'attaccante transalpino usò anche l'avrambraccio per aggiustarsi un pallone in area e servire a William Gallas l'assist che estromise l'Irlanda dalla rassegna iridata, dopo che la Nazionale di Giovanni Trapattoni aveva vinto l'andata per 1-0 e nella serata del ritorno allo Stade de France aveva concluso il secondo tempo regolamentare in svantaggio per via del gol di Nicolas Anelka. Con l'ausilio della Var, siamo certi che l'arbitro svedese Martin Hansson avrebbe rilevato il doppio stop braccio-mano di Henry e il Trap si sarebbe giocato nei minuti finali le proprie chances per volare nel Continente Nero. Pare che la Nazionale del quadrifoglio abbia ricevuto dalla Fifa un risarcimento di 5 milioni di euro. Grassa consolazione.Il non-gol di MuntariIl quinto caso da moviola più eclatante non poteva che essere il famoso non-gol di Sulley Muntari in Milan-Juventus del 25 febbraio 2012: intorno alla mezz'ora, il centrocampista ghanese spinge di testa il pallone del possibile raddoppio dei rossoneri (avanti grazie a Nocerino), Gigi Buffon para, ma né l'arbitro Paolo Tagliavento né l'assistente Roberto Romagnoli si accorgono che il portiere bianconero ribatte la sfera abbondantemente al di là della linea di porta. episodi che sono rimasti impuniti e che, attraverso la moviola in campo, avrebbero avuto un destino diverso, cambiando così il corso della storia e modificando i tabellini sugli almanacchi. Ma il calcio è bello perché è... L’Inter aveva pareggiato per 2-2 con autogol di Chiellini, ma Calvarese aveva fischiato fallo per la difesa. Nel 2019 assistiamo ad un episodio assolutamente inspiegabile. A recupero inoltrato l’arbitro va al Var per un possibile rigore a favore della Fiorentina, possibile fallo di mano di D’Ambrosio. Questo episodio ai spiega da sé, la Salernitana era incredibilmente in vantaggio per 1-2 a Torino. La Juve cerca con tutte le forze di vincere il match e ci riesce trovando la spiccata vincente di Milik.

Grafico comparativo degli errori arbitrali prima e dopo il VAR

Sono tanti gli errori arbitrali che hanno fatto discutere sia i tifosi che gli addetti ai lavori. Si tratta di sviste per le quali per anni in tanti hanno chiesto l’introduzione della moviola in campo che, alla fine, è stata adottata di recente: il Var nel calcio oggi sta aiutando a evitare problemi che, in passato, hanno invece infiammato gli animi.

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