Il volo aerostatico, un'attività affascinante che affonda le sue radici in antiche tradizioni, richiede oggi una serie di procedure e autorizzazioni per garantire la sicurezza e la corretta gestione dello spazio aereo. Che si tratti di un semplice pallone ad aria calda per scopi ricreativi o di un più complesso pallone stratosferico per scopi scientifici, la normativa vigente impone requisiti specifici.
Cos'è un Pallone Aerostatico?
I primi palloni ad aria calda furono "inventati" in Cina tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. come gioco per i bambini. Il pallone aerostatico fa parte della famiglia degli aerostati. Infatti, a seconda della possibilità di venir manovrati, gli aerostati possono essere divisi in due grandi classi:
- i palloni aerostatici, che sono privi di strumenti di manovra e direzionamento. (A questa classe appartengono anche le mongolfiere, in grado di trasportare esseri umani in una apposita 'gondola' posta sotto al pallone di sostentamento);
- i dirigibili, che essendo provvisti di motori e organi di stabilità possono essere più propriamente guidati (o diretti, come suggerisce il nome stesso).
Perché Vola?
Il volo aerostatico si basa sul principio di Archimede che recita: "Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l'alto uguale al peso del fluido spostato". Ciò significa che un aerostato riempito con un gas più leggero dell'aria che lo circonda riceve una spinta ascensionale pari al peso di una quantità di atmosfera pari al suo volume. Se questa spinta è maggiore del peso dell'aerostato esso sale nell'atmosfera, cioè vola. Per ottenere una spinta sufficiente a farlo volare, quindi, l'aerostato deve essere riempito di un gas più leggero dell'aria e che venga superato il punto di equilibrio tra il peso dell'aerostato e quello dell'aria che esso sposta. Dopo il lancio l'aerostato salirà fino a quando verrà raggiunto un nuovo punto di equilibrio.

Caratteristiche Tecniche dei Palloni Aerostatici
Il primo elemento per costruire un pallone è, ovviamente, la carta. Non una carta qualsiasi ma una che riesca a garantire leggerezza al pallone e che sia capace di sopportare mutamenti di temperatura: una carta speciale monolucida chiamata ”Kraft”. La carta ha grammature differenti che vengono utilizzate in proporzione alle dimensioni del pallone. Oltre alle differenti dimensioni vi sono anche forme diverse, che hanno però come base sempre la classica forma a fungo, larga sopra e più stretta sotto. Le varie facce del pallone vengono unite grazie a una particolare colla e dipinte a mano con tempera. Altra caratteristica fondamentale è il cerchio posto nella parte inferiore. Quest'ultimo è realizzato selezionando le canne di bambù più resistenti, che vengono piegate e legate all'estremità. Oggigiorno vi sono materiali certamente più innovativi che permettono una più facile realizzazione del cerchio, come ad esempio la plastica, ma che sicuramente hanno un impatto ambientale maggiore. Attraverso dei fili di ferro al centro del cerchio viene poi agganciato uno “stoppino”, una ciambella di ovatta imbevuta di combustibile (cherosene o petrolio). Questa particolare forma permette lo spegnimento dello stoppino prima che il pallone aerostatico arrivi nuovamente a terra dopo il lancio. Tutto ciò garantisce la massima sicurezza anche per l’ambiente.
Le dimensioni di un pallone possono variare da un minimo di 1,5m di altezza ad un massimo di 18m circa. I formati più utilizzati sono:
- Lanterne monocolore di 1,5 mt d'altezza;
- Palloni aerostatici decorati da 2 a 5 mt di altezza;
- Mongolfiere decorate da 6 a 18 mt di altezza.

Normative per il Lancio
L’art. 57 del Testo Unico di P.S. (R.D. 18 giugno 1931 n. 773) stabilisce che: “Senza licenza dell’autorità di pubblica sicurezza non possono spararsi, accendersi fuochi d’artificio, innalzarsi aerostati con fiamme o in genere farsi esplosioni […] in luogo abitato o lungo una pubblica via”. Il Regolamento di esecuzione ne precisa agli art. 101 e 110 le modalità. Per il lancio è necessario il rilascio di un’autorizzazione limitata alla manifestazione e concessa, valutando i requisiti soggettivi e professionali del richiedente, unitamente alla stipula di assicurazione per responsabilità civile verso i terzi. Tale autorizzazione viene rilasciata dall’Autorità competente di Pubblica Sicurezza, che può essere il Commissariato di P.S ovvero, dove quest’ultimo non è presente, dal Sindaco.
Inoltre, il Comitato Festa è tenuto ad applicare le procedure indicate nella circolare Aeronautica A4/2003 del 12.06.2003, finalizzate all'emissione di “NOTAM”, intesi ad avvisare i piloti sui potenziali pericoli rappresentati da attività speciali, come appunto il lancio di palloni aerostatici, fuochi d'artificio etc. Pertanto il comitato, per qualsiasi manifestazione, dovrà inviare la richiesta almeno 45 giorni prima della data di inizio attività all'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) per ottenere il rilascio del nulla osta.
Richiesta del NOTAM
La richiesta del NOTAM (acronimo di NOtice To Air Men), ovvero un notiziario contenente quelle informazioni fornite ai naviganti ai fini della sicurezza delle operazioni di volo riferite ad attività valutate ed autorizzate in precedenza dai vari enti aeronautici competenti, è un passaggio cruciale. La richiesta del NOTAM, disciplinata dalla circolare ENAC ATM-05, oltre a richiedere la presentazione di un elevato numero di documenti, impone un grave limite agli organizzatori: deve essere tassativamente presentata almeno 45 giorni prima del lancio. Ai due moduli, redatti su carta intestata dell’ente od organizzazione richiedente, bisogna allegare anche la dichiarazione del costruttore del pallone, del responsabile dell’organizzazione e il nulla-osta del proprietario del terreno da cui viene effettuato il lancio (se pubblico, del Comune o dell’Ente competente).
Il notiziario speciale è il documento più importante perché deve essere “vistato” da molti enti civili e, se necessario, anche militari: il controllo radar del traffico aereo (per il centro-nord, l’ACC di Milano Linate), l’ENAV e la Direzione della circoscrizione aeroportuale (ENAC) competenti, il Comando dell’Aeronautica Militare di zona (se presente attività operativa). I pareri dei vari enti servono a verificare che il lancio (e il relativo volo) del nostro pallone non interferiscano con attività aeree già programmate. Se la data e l’ora sono incompatibili, allora bisogna presentare una nuova richiesta.

Regolamentazione ENAC
È fondamentale sottolineare che il regolamento ENAC ”Regole dell’Aria“, ovvero l’insieme delle regole che disciplinano le operazioni degli aeromobili all’interno del traffico aereo su cui è competente lo Stato italiano, prevede, all’art. 3.1.9, non solo che ”le operazioni relative al lancio di palloni liberi non pilotati devono essere condotte in modo tale da ridurre al minimo i rischi per le persone, le cose e gli aeromobili“, ma anche che i palloni con:
- una massa totale uguale o superiore ai 6 kg.;
- un carico con massa uguale o superiore ai 3 Kg.;
- un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg e una densità superficiale superiore ai 13 g per cm quadro;
- una fune, o altro dispositivo per il trasporto del carico, avente un limite di rottura uguale o superiore ai 230 N
devono essere equipaggiati con un transponder avente il riporto automatico di quota operante sul codice assegnato. La norma non è altro che la traduzione dall’inglese dell’Appendice 4, dell’ annesso 2 ICAO (Rules of the Air) relativo al lancio degli Unmanned Free Balloons.
L’ Appendice 4 del già citato annesso 2 ICAO distingue tra palloni light, medium ed heavy: i primi due tipi devono avere una massa totale inferiore rispettivamente a 4 e 6 kg. e non presentare nessuna delle caratteristiche previste per gli heavy (massa uguale o superiore ai 6 kg, carico con massa uguale o superiore ai 3 kg, un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg ed una densità superficiale superiore ai 13 g per cmq, una fune o altro dispositivo per il trasporto del payload che richieda, per il distacco di quest’ultimo dal pallone, una forza superiore ai 230 N).
Oltre a ciò, in particolare, i palloni di tipo heavy non possono operare, senza un’apposita autorizzazione, sotto i 18.000 mt (60.000 piedi) se sono presenti alcune particolari condizioni atmosferiche (nuvolosità estesa, ridotta visibilità); devono essere dotati di almeno “due payload, sistemi o congegni, automatici o telecomandati, che operino indipendentemente l’uno dall’altro per la determinazione del volo”; devono disporre, se lanciati in determinate zone, di un radar transponder operante su un codice assegnato; devono essere illuminati ed appositamente colorati nel caso di un lancio effettuato tra il tramonto e l’alba. Infine, i palloni zero-pressure in polietilene devono essere dotati di almeno due congegni che in modo indipendente assicurino un termine al volo dell’involucro.
L’Appendice 4 indica anche tutte le informazioni da notificare alle autorità competenti prima del lancio, ma al riguardo appare opportuno rinviare al contenuto della già citata circolare ENAC ATM-05. Così, una volta compilato il notiziario speciale (con i previsti visti e la relativa documentazione), la domanda (in bollo) deve essere presentata alla direzione ENAC competente almeno 45 giorni prima del lancio. L’ENAC, effettuati i dovuti controlli e le opportune valutazioni di merito, fa richiesta del NOTAM all’ACU (Airspace Coordination Unit).
Nulla Osta al Volo da Diporto o Sportivo
La richiesta di nulla osta al conseguimento dell’attestato di idoneità di volo da diporto o sportivo (attività di volo effettuata con apparecchi VDS per scopi ricreativi, diportistici o sportivi, senza fini di lucro), deve essere presentata, direttamente alla Questura di residenza, allegando due marche da bollo da €16,00, una per la domanda una per il nulla osta (la seconda marca può essere consegnata al ritiro di quest’ultimo). Il nulla osta del Questore può essere revocato in qualsiasi momento per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o nel caso vengano meno i requisiti soggettivi che ne hanno determinato il rilascio. Il Nulla osta non sostituisce la certificazione medica di idoneità psico-fisica prevista per l'ammissione ai corsi.
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Ottenere la Licenza di Pilotaggio
Per poter essere ammessi al corso per il conseguimento della licenza di pilotaggio della mongolfiera è necessario superare una visita medica. Per la licenza italiana è richiesto un'esame di seconda classe presso un Istituto di Medicina legale dell'Aeronautica Militare o presso uno dei medici iscritti nell'elenco degli Ame approvati dall'Enac (per altre licenze, p.es. qualla inglese, è sufficiente una dichiarazione del proprio medico curante). Gli esami consistono in una prova pratica, ovvero un volo con l'esaminatore a bordo, e in una prova teorica relativa a materie come navigazione, diritto aeronautico, meteorologia, medicina aeronautica, tecnica della mongolfiera e tecnica di volo.
La licenza si consegue presso una scuola autorizzata dopo un corso teorico e pratico tenuto da un istruttore abilitato a cui seguono degli esami per i quali è necessario avere all'attivo almeno 16 ore di volo e dimostrare di aver raggiunto un livello di competenza tale da eseguire gonfiaggio, volo e atterraggio senza rischi per sé e per gli altri.
| Area di Studio | Argomenti Principali |
|---|---|
| Navigazione | Principi di navigazione aerea, uso di mappe e strumenti |
| Diritto Aeronautico | Normative e regolamenti del volo |
| Meteorologia | Previsioni del tempo, interpretazione di carte meteorologiche |
| Medicina Aeronautica | Effetti dell'altitudine sul corpo umano, nozioni di primo soccorso |
| Tecnica della Mongolfiera | Principi di funzionamento, materiali, manutenzione |
| Tecnica di Volo | Manovre di decollo, volo e atterraggio, gestione delle emergenze |
Giovanni "John" Aimo è uno dei protagonisti della rinascita del volo aerostatico in Italia. Pilota di grande esperienza, con oltre 9000 ore di volo all'attivo, 7 volte campione italiano, ha partecipato a raduni e competizioni in tutto il mondo. Aimo è il pilota che ha insegnato a volare a molti piloti italiani ed è l'unico non inglese al mondo ad avere un brevetto da istruttore della federazione britannica. La scuola si trova a Mondovì, in Piemonte, ed è attiva tutto l'anno.
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