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Non si ferma e non si fermerà Cristiano Ronaldo. Nel buio di Udine, con una squadra incapace di dare fastidio ai padroni di casa, spicca il volto e il piede di CR7 che firma una doppietta, rimonta i bianconeri friulani e mette la Juve al secondo posto in classica, in quel mucchio selvaggio che dice punti 69 così come Atalanta e Milan.

Il Milan, già, proprio il Milan. Domenica prossima all'Allianz si scontreranno per un big match che promette scintille... o meglio fuori d'artificio. Perché un posto Champions League conta sempre più di qualsiasi cosa.

Ora il cammino della sua Juventus dice Milan, appunto, poi Sassuolo, Inter e Bologna a chiudere. Pirlo non deve distrarsi, CR7 nemmeno. Una Champions ancora da conquistare e una stagione da riprogrammare per intero. Ancora col bomber portoghese protagonista.

Non c’è tempo per pensare a quanto si sia perduto in questa stagione e scudetto a parte è stato difficile replicare le glorie e i fasti degli altri anni. Cristiano ha messo il suo personalissimo contributo perché i numeri parlano sempre chiaro e indicano la strada. E' capocannoniere in Serie A con 27 gol e i 100 gol in bianconero sono ormai quasi raggiunti: è, infatti, a 99 così come Dybala.

Un bomber, vero, e non c’era certo bisogno di questa stagione per capirlo. Il 5 volte Pallone d'Oro è una macchina da guerra e meglio di lui nei 5 campionato europei più importanti ha fatto solo il famelico Lewandowski con reti 36.

C'è poi da dire che CR7 non pare quello visto negli ultimi anni. Ieri per 82 minuti è apparso addirittura irritante e scollegato dal gioco.

Ronaldo non ha dimenticato Milano. E lo dimostra in un'intervista a José Altafini, in cui si racconta e ricorda, da ex di Inter e Milan, i suoi derby in rossonerazzurro.

Un anno prima dell’approdo alla Juve, Ronaldo già in rotta con il Real Madrid era stato contattato dal Diavolo ancora sotto la proprietà cinese. Nelle parole dei dirigenti d’allora, il ricordo dell’affare che non s’è mai fatto.

Gli universi paralleli offrono sempre scenari gustosi. Juventus-Milan di domani Cristiano Ronaldo avrebbe potuto giocarla in rossonero. O meglio, avrebbe potuto viverla a maglie invertite quattro stagioni fa, un anno prima di quando poi è effettivamente sbarcato in bianconero nel 2018 con un’operazione senza precedenti.

Che avrebbe potuto fare un anno prima il Diavolo. Forse. Era ancora l’epoca della proprietà cinese, attratta dall’appeal di CR7 sul mercato orientale. A settembre 2018, dopo l’arrivo di Ronaldo alla Juve, “El Mundo” raccontò che il portoghese aveva già deciso da tempo di andare via dal Real per i problemi già in corso con Florentino Perez, per i problemi col fisco spagnolo e per la frustrazione di non essere riconosciuto come miglior giocatore di sempre dei blancos nel confronto con Alfredo Di Stefano.

E così Yonghong Li avrebbe messo sul piatto nell’estate 2017 addirittura 150 milioni di euro netti per cinque anni di contratto al portoghese, numeri non molto distanti poi da quelli sottoscritti in bianconero.

Un paio di mesi dopo, a novembre 2018, la conferma di Marco Fassone, ormai già ex amministratore delegato rossonero: “È vero, Yonghong Li voleva Cristiano Ronaldo al Milan - disse dopo il passaggio di proprietà al fondo Elliott -. Mr Li voleva CR7 in rossonero perché riteneva che avesse una grande forza sul mercato cinese. Il giocatore voleva andarsene da Madrid. Ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatori”.

Fassone poi è tornato sull’argomento un po’ di tempo dopo: “Ronaldo era una fissazione per Mr Li. Lo voleva e insisteva per averlo. Ne ho parlato con Mendes, il procuratore, Ronaldo era disponibile a lasciare il Real Madrid e il Milan è un club di fama mondiale che gli piaceva”.

Dopo qualche giorno sempre a fine 2018 ne parlò anche Massimiliano Mirabelli, d.s. di quel Milan: “Era un’operazione che ci era venuta in mente e sottotraccia ne parlammo con Jorge Mendes. Sapevamo che poteva avere problemi al Real. Parlammo anche di ingaggio e facemmo tutto, ma poi...”.

Un’altra volta raccontò: “CR7 ci aveva detto: ‘Non siete in Champions, ok, ma io l’Europa League non l’ho mai vinta e vincerò anche quella’. Era convinto: io mi sono seduto con l’agente e la mia parte era finita”.

E ancora: “Qualcuno dice che è una presa per i fondelli, ma noi Ronaldo lo avevamo bloccato, c’era la possibilità di prenderlo, è tutto vero. Con la proprietà di oggi, Ronaldo giocherebbe al Milan. Sono convinto che Ronaldo avrebbe raggiunto Milano per giocare per la società rossonera”.

Benissimo. E poi cos’è successo? Qui le versioni divergono, ma neanche tanto. Fassone: “Convinsi Mr.Li a lasciar perdere il sogno: Ronaldo costava troppo”. E ancora: “Abbiamo fatto una valutazione interna e l’operazione non era sostenibile”.

Mirabelli: “La proprietà cinese bloccò l’affare perché non era sostenibile”. Poi: “I cinesi non hanno tirato fuori i soldi: pensavano che non saremmo mai arrivati a trattare un campione così”. Più per esteso: “Fassone mi ha detto che i numeri non tornavano e abbiamo dovuto lasciare perdere. Prima mi hanno dato un budget poi un altro, questo è il punto: a me hanno detto che avevamo la possibilità di prenderlo, che i soldi c’erano, poi dal giorno alla notte mi hanno detto il contrario. Con la proprietà di oggi, Ronaldo giocherebbe al Milan. Sono convinto che Ronaldo avrebbe raggiunto Milano per giocare con noi”.

I rapporti intessuti con Mendes vennero buoni per i rossoneri al massimo per l’arrivo di André Silva, che insomma è un’altra cosa.

Vincenzo Montella, tecnico di allora, una volta alla Fiorentina confermò tutto: “Se n’è parlato quando ero al Milan, ma non ci ho mai creduto fino in fondo. Ma c’era la possibilità che venisse”.

Infatti un anno dopo andò alla Juve, dopo averla buttata fuori dall’Europa e aver vinto un’altra Champions League con il Real Madrid.

A frenare CR7 dall’insistere sulla pista Milan, secondo “El Mundo”, fu l’idea di sposare un club in ricostruzione invece di uno già affermato come fu poi la Signora.

Cristiano Ronaldo in maglia Juventus

Il Fenomeno torna a Milano è parla del suo passato all'Inter

Ospite d’onore per il lancio della nuova Mercurialin uno dei negozi di Nikedel centro di Milano, l'ex FenomenoRonaldo è tornato a parlare dell'Inter a margine dei suoi 110 anni di storia:

Ronaldo, cosa vuol dire per lei essere interista?

"Ho indossato la maglia nerazzurra per 5 anni e ho imparato bene cosa vuol dire essere interista. Questa è una squadra i cui tifosi sono abituati a soffrire, come quelli del Corinthians in Brasile. Magari vincono, ma sempre patendo molto".

Anche lei andando al Milan li ha fatti soffrire e per certi versi li ha traditi. Rifarebbe quella scelta?

"Ero in un periodo difficile della mia carriera perché al Real ero stato fermo a causa di alcuni infortuni e avevo bisogno di giocare. L’Inter ha sempre avuto la mia preferenza e prima di firmare per il Milan ho chiamato direttamente la società (Moratti, ndr) per sapere se mi voleva, ma mi hanno detto di no. Dovevo scegliere tra due opzioni e ho puntato sul Milan. Il fatto che abbia indossato la maglia rossonera non cambia niente nella mia storia con l’Inter".

Oggi l’Inter compie 110 anni. Che augurio si sente di farle?

"Tante cose buone e altri 110 anni di storia meravigliosa e di grandi soddisfazioni come successo finora. Questa squadra sarà per sempre nel mio cuore e da qualche anno ha un tifoso appassionato in più, una persona che le augura un futuro emozionante, il migliore possibile".

Stasera entrerà nella Hall of Fame nerazzurra. Che effetto le fa?

"E’ un riconoscimento bellissimo, un sogno. Essere parte della storia di questo club è davvero un onore. Sono stato all’Inter in un periodo in cui mi sono fatto spesso male e avrei voluto rimanerci di più. Di sicuro mi sarei tolto ancora più soddisfazioni e avrei fatto di più".

Qual è la sua ricetta per restituire entusiasmo agli interisti?

"Il momento non è felice, ma la squadra è stata molto competitiva fino a dicembre e ora ha ripreso a esserlo. Per l’anno prossimo si può migliorare e magari togliersi ancora più soddisfazioni".

Cosa vuol dire ai giocatori?

"Hanno la possibilità di indossare questa maglia che ha una grande tradizione. Per loro è, al tempo stesso, un onore e una responsabilità. Devono dare il massimo".

Icardi è corteggiato dal Real. Gli suggerisce di fare come lei, e dunque di andare a Madrid, o è meglio che resti in nerazzurro?

"Il mercato non si può programmare o prevedere. Icardi ha fatto molto bene all’Inter, ha qualità e tante squadre che lo vogliono, ma credo che sia contento qui e spero che possa restare".

La Juve in corsa per il settimo scudetto di fila la… annoia?

"Sta facendo benissimo perché ha una gestione societaria molto buona e merita tanti complimenti. Spero però che lo scudetto lo vincano anche altre formazioni. Magari il prossimo anno l’Inter…".

I bianconeri possono alzare anche la Champions League?

"E’ più difficile perché lì ci sono squadre più favorite e forti di loro".

Che gara sarà Napoli-Inter?

"Il Napoli gioca un calcio divertente e di qualità.

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Tra i tifosi europei che hai avuto, qual è stata la tifoseria più forte per te? Sicuramente le due milanesi, sono più calde, più appassionate. In Europa si vive il calcio diversamente rispetto al Brasile, qui i tifosi cantano tutto il tempo, dall’inizio alla fine.

Adesso sei al Corinthians. Sì, sono contentissimo perché qui i tifosi sono veramente appassionati, sono innamorati, loro cantano dall’inizio alla fine.

Ipotizziamo che tu abbia 17 anni e ci siano quattro squadre che ti vogliono e che ti danno lo stesso trattamento: Inter, Milan, Barcellona e Real Madrid. Dove vorresti andare? È dura perché sono le quattro squadre più importanti al mondo, chiuderei gli occhi e chi viene viene (ride, ndr). Però andrei al Real Madrid, è una squadra che lavora bene, ha giocatori giovani.

Per chi tifi tu in questo momento: Inter o Milan? Ormai sono passati tanti anni dal mio rapporto con l’Inter, rimane sempre un affetto grandissimo, però sono stato l’ultima volta al Milan, ho stretto dei rapporti incredibili, ho conosciuto benissimo tutto il club, l’ambiente del Milan è un po’ diverso da tutti gli altri. Io tifo Milan, credo.

Nel derby Milan-Inter che hai giocato con il Milan c’è stato un gesto non molto bello di Moratti nei tuoi confronti: come hai reagito? Tranquillo, perché Moratti è sempre stato molto gentile con me, ovviamente lui è il Presidente dell’Inter e se faccio un gol contro l’Inter, come ho fatto, e poi vince l’Inter, lui è un tifoso, è innamorato del calcio, deve amministrare l’Inter.

Dopo la partita con la Lazio del 5 maggio hai pianto per rabbia o per dolore? Hai pianto anche per altre sconfitte? Io ho pianto tantissime volte per le sconfitte, di dolore, ma soprattutto perché lo scudetto era nelle nostre mani e perderlo così fa molto male.

Potresti uguagliare il record di Pelè con tre Mondiali: ci pensi? Ci penso, ci penso al Mondiale però molto tranquillamente. Sono consapevole che devo fare benissimo in questo semestre per aspirare ad andare ai Mondiali. Vediamo cosa può succedere. Dunga deve decidere… Sono problemi che tutti gli allenatori vorrebbero avere, sarà una sua scelta e speriamo che faccia la scelta migliore perché tutti i brasiliani vogliono vincere il Mondiale.

Sacrificheresti qualcosa per andare ai Mondiali? Sto facendo sacrifici incredibili. Sto facendo sacrifici perché alla mia età, con tutti i problemi fisici che ho avuto, tutto è molto più difficile, però li sto facendo per la mia squadra e poi se tutto va bene, se mi vogliono in Nazionale, sarò a disposizione.

Vuoi mandare un messaggio ai tifosi del Milan? In bocca al lupo a Leonardo, sta facendo molto bene, come prima esperienza da allenatore. Sono contentissimo per Ronaldinho che ha recuperato la sua allegria di giocare, è un bravissimo ragazzo, ha un talento incredibile, indiscutibile.

Ti spiace in questo momento non essere nel Milan? No, non mi dispiace perché sono molto felice qui, però vorrei salutare tutti i tifosi milanisti e interisti, perché sono due tifoserie che mi hanno voluto molto bene e che mi hanno trattato molto bene, soprattutto in due momenti: quando giocavo nell’Inter, mi rispettavano anche i tifosi del Milan; poi quando sono andato al Milan, i tifosi dell’Inter si sono sentiti traditi, ma nello stesso tempo mi hanno rispettato.

Kakà ha detto che si diverte molto di più a giocare nel Real Madrid rispetto al Milan: anche per te era così? Diciamo che il calcio è giocato diversamente in Spagna e in Italia: in Spagna si gioca molto più offensivo, ci sono più spazi.

Chi è più forte: la squadra dei galacticos di Ronaldo e Zidane o il Barcellona di oggi?

Ronaldo Fenomeno con la maglia del Milan

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