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La storia di Cristian Carletti è una di quelle che dimostrano come nel calcio, ma anche nella vita, i sogni possano realizzarsi anche partendo dai gradini più bassi. La sua carriera è stata costellata di esperienze intense, che lo hanno portato a percorrere un cammino decisamente fuori dal comune, tanto da appendere gli scarpini al chiodo dopo aver vissuto emozioni indescrivibili.

Cristian Carletti, attaccante cremonese cresciuto nel vivaio grigiorosso, ha vissuto una parabola calcistica unica. La sua è una storia fatta di cadute e risalite, che lo ha visto passare dalla terza categoria alla Pergolettese, per poi calcare i campi di Serie B con il Carpi in soli 10 mesi nella stagione 2016/2017. Un'ascesa fulminea che lo ha portato ad essere un esempio di perseveranza e talento.

Cristian Carletti in azione

Dopo essere cresciuto nelle giovanili della Cremonese, Carletti si fa notare per le sue qualità, attirando l'attenzione di alcuni club di Serie D. Nonostante un'ottima media gol nelle giovanili, l'opportunità in prima squadra o un prestito tra i grandi non arrivava mai. Per una serie di motivi, il passaggio al Venezia sfuma, segnando la sua prima esperienza al di fuori del percorso giovanile.

La sua determinazione lo porta a giocare nell'Ariete, formazione iscritta alla Terza categoria lombarda. Qui, con 18 gol in 27 partite, si fa notare dalla Pergolettese, che lo chiama a fine marzo 2016. Nonostante un inizio in cui è il quarto attaccante nelle gerarchie, Carletti si rivela il bomber più prolifico del club con 7 gol, conquistando un posto da titolare.

Da qui, la chiamata del Carpi in Serie B. In soli 10 mesi, Carletti compie un percorso straordinario: dalla Terza Categoria alla Serie B, ad un passo dalla Serie A. Questa incredibile scalata, che lo ha visto percorrere otto categorie del calcio italiano in dieci mesi, dal giugno 2016 al gennaio 2017, è un vero e proprio record, se non ufficiale, almeno nel cuore degli appassionati.

Grafico che illustra la scalata di Cristian Carletti tra le categorie calcistiche

Il suo percorso è paragonabile alle favole di altri giocatori emersi dalle categorie minori, come Torricelli, Toni, Grosso e Liverani, ma la sua storia ha un sapore unico. "Grazie pallone…grazie perché da 20 anni a questa parte sei stato tanto della mia vita," ha dichiarato Carletti al momento dell'addio al calcio giocato. "Mi hai fatto provare emozioni indescrivibili, rabbia, grandi delusioni, gioie pazzesche e conoscere persone che sono diventate poi parte della mia vita."

Carletti ricorda con orgoglio le sue esperienze: "Ho avuto la fortuna e l’onore di giocare in stadi che fin da piccolo sognavo o potevo vedere solo in televisione. Ricordo con grande fierezza le giovanili, prima all’Ariete e poi alla Cremonese, il mio anno in serie D con la Pergolettese dove sarò per sempre grato ad una persona come Cesare Fogliazza, ricordo il mio esordio in serie B con la maglia del Carpi, il mio primo gol da professionista, ricordo Prato, Gozzano, Arezzo, ricordo Latina, piazza che a livello calcistico mi ha fatto vivere l’anno più bello, ricordo Trento, anno di una salvezza incredibile, e poi ricordo l’Albinoleffe, con cui non ho vissuto l’anno desiderato, che però, mi ha fatto scoprire un ambiente sano e una società modello per il calcio italiano."

L'intervista al bomber della Berretti grigiorossa, Cristian Carletti

La decisione di ritirarsi non è stata facile. "Sincero con me stesso, altre due operazioni, senza sapere se il problema venisse risolto, non sarei riuscito a farle," ha spiegato. "Oltre a questo sicuramente si aggiungono altre motivazioni, sia per scelta di vita, sia perché non vedo più questo mondo con gli occhi con cui lo vedevo prima."

La storia di Carletti è un esempio di come il talento, la dedizione e un pizzico di fortuna possano portare un giocatore dai campi della Terza Categoria fino al calcio professionistico, lasciando un segno indelebile nel mondo del calcio.

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