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La Champions League ha già la sua finalissima, non potrà che essere così: Juventus-Real Madrid il 3 giugno a Cardiff. Ai tre gol di Cristiano Ronaldo contro l’Atletico Madrid hanno risposto i due di Gonzalo Higuain contro il Monaco, ed è così che le favorite scivolano felici una verso l’altra. Sarà un epilogo memorabile tra il Real, tre volte finalista in 4 anni (e già due volte vincitore) e la Juve che di finali ne ha praticamente prese 2 in tre anni, e sempre con un po’ di Spagna dall’altra parte. Nel 2015 il Barcellona, nel 2017 il Real, al netto di cataclismi tra sei giorni a Torino. Ci sarà da divertirsi in Galles, e stavolta la Juventus non parte decisamente sfavorita come due anni fa. Se si può concedere ai blancos un 51 per cento del pronostico contro il 49 dei campioni d’Italia è solo perché sono loro i detentori (ma questo trofeo non si vince mai due volte di seguito) e perché hanno un mostro portoghese con il numero 7.

La Juventus ha scelto subito una strada accorta per non offrire spazi al contropiede del Monaco, e proprio in contropiede l’ha colpita due volte con Higuain. Un gioco d’equilibrio iniziato con la scelta conservativa di Allegri, dentro Barzagli e non Cuadrado. Il presidio territoriale bianconero ha avuto anche momenti di lieve crisi, per esempio prima del vantaggio, però sono stati gestiti con l’esperienza che invece i francesi non hanno, molta esuberanza sì e anche tecnica e palleggio, però nei momenti chiave serve una robustezza più completa.

Prima che Higuain segnasse quel gol molto corale, al culmine di un’azione in cui si sono visti addirittura due colpi di tacco per niente accademici (il primo di Dybala sulla trequarti, il secondo di Dani Alves ed è stato il sublime assist per il Pipita), erano servite le mani e gli istinti di Buffon per fermare Mbappé e Falcao, il drago giovane e il drago esperto. In quel momento si è avuta la sensazione che la Juventus si stesse chiudendo troppo, invece anche quello era un calcolo: inutile assalire ed esporsi, meglio attendere e colpire. Ed è così che il contropiede è stato tolto all’avversario, disarmato del suo strumento migliore. Più classica l’azione del raddoppio, ancora assist di Dani Alves, ancora la zampata di Higuain. La lucidità con la quale la Juventus ha saputo preparare e poi gestire la partita è la conferma di quanto sia cresciuta anche in consapevolezza. Padrona contro il grande Barcellona, padrona contro il frizzante e poi sgasato Monaco, ora non le resta che perfezionare il progetto.

La partita Juventus-Monaco

La doppietta di Higuain e la sua importanza

Novanta milioni e li vale proprio tutti: grazie a una doppietta di Gonzalo Higuain la Juventus si impone per 2-0 in casa del Monaco nella semifinale di andata di Champions League e mette una seria ipoteca sull’accesso alla finale di Cardiff del prossimo 3 giugno.

La doppietta dell'attaccante fa felice Massimiliano Allegri, che alla vigilia della gara lo aveva difeso elogiandone la grande prestazione contro il Barcellona ai quarti, pur senza segnare. Dopo le reti di Higuaín, il tecnico ha commentato: "Sono molto contento perché la smetteranno di parlare dei suoi gol nella fase a eliminazione diretta. I due che ha segnato stasera sono stati molto importanti e anche belli: il primo su una straordinaria manovra collettiva, il secondo su un cross perfetto di Dani Alves". Se il lavoro per la squadra è sempre apprezzato, non c'è niente di meglio che segnare, come ha dimostrato l'attaccante con la sua esultanza dopo l'1-0.

Gonzalo Higuaín non segnava da 7 partite nella fase ad eliminazione diretta della Champions League. Ha segnato due reti, tante quante nelle precedenti 24 gare dopo i gironi. Dopo sette partite a eliminazione diretta avare di gol si sblocca in Champions con due autografi d’autore, da attaccante di razza e al contempo campione vero. Lo aspettavano tutti al varco, pronti a stroncarlo, lui non ha tradito… E la sfida contro il suo passato si avvicina sempre più. Gladiatore.

L'episodio contro Kamil Glik

Juventus-Monaco è stata una gara intensa, agonisticamente accesa ma tutto sommato corretta. Interventi decisi, falli tattici, trattenute e spinte come da prassi, o quasi. Perché un episodio, nel finale di partita, ha lasciato il segno e non solo sulle gambe del malcapitato Gonzalo Higuain calpestato da Kamil Glik, il difensore dei francesi, ex Torino, che si è lasciato andare a un gesto che ha scatenato ire bianconere immediate e nel dopo gara. Proprio sul quel brutto e volontario intervento, lo stesso giocatore del Monaco è ritornato a gioco fermo e a mente fredda, autoaccusandosi e facendo mea culpa.

In prima battuta, Glik ha lasciato parlare la sua indole e il suo cuore che batte ancora di colore granata. Un derby infinito contro la Juventus, nemica pubblica numero 1 sia allora quando vestiva la maglia del Toro sia adesso ogni volta che la incontra in giro per l'Eruopa. È capitato in semifinale e in quella di ritorno ha fatto ‘assaggiare' i tacchetti a Higuain, con cattiveria. Giustificata nell'immediato dopo partita da parole che non hanno svelenito la rabbia juventina: "In campo ci stanno questi e altri falli, è stata un'azione veloce. Non l'ho fatto apposta ma in campo può accadere un episodio del genere. Pure io vengo picchiato ogni volta che si gioca, può starci".

Poi, a mente fredda e finita la trance agonistica, lo stesso Glik ha provato a fare marcia indietro, rivedendo il suo brutto (e gratuito) intervento sull'argentino della Juventus. "Forse meritavo il rosso, ma loro sono sempre aiutati". Il pestone a Gonzalo Higuain ha ravvivato ulteriormente un'atmosfera che per Kamil Glik era già particolare di suo. Lui, granata nel sangue ed ex capitano del Torino, ancora allo Stadium da avversario. Sono state scintille, anche se il polacco ha provato a giustificarsi. "In una partita di calcio queste cose possono capitare - le parole del difensore del Monaco, che ha parlato in mixed zone dopo il ko con la Juventus- in campo ci stanno questi e altri falli, è stata un'azione veloce". Glik ha ammesso di non aver parlato con Higuain dopo l'episodio: "No, non ci siamo visti. Ho parlato con altri giocatori della Juventus, non ho avuto l'occasione di farlo con lui". E poi ha spiegato: "Pure io ho preso le botte da lui per cinque anni... Queste cose possono capitare".

A mente fredda, però, Glik ha un po' corretto il tiro parlando ai media polacchi: "Non l'ho fatto apposta e non avevo alcuna intenzione di provocare i tifosi - le sue dichiarazioni a 'Canal +' - forse mi meritavo il cartellino rosso, ma in passato i giocatori della Juventus non hanno avuto così tante espulsioni... Per esempio, nell'ultimo derby Acquah è stato ingiustamente espulso e Mihajlovic ha preso pure due giornate di squalifica. Purtroppo è successo, succede e sempre succederà che gli arbitri aiutano la Juventus".

Kamil Glik e Gonzalo Higuain

Le dichiarazioni di Higuain sulla finale

Anche se la Juventus si candida ad andare in finale per la seconda volta in tre anni, Higuaín rimane con i piedi per terra: "Ovviamente, trovare il Real in finale sarebbe speciale perché ho passato sette anni a Madrid, ma prima c'è la semifinale di ritorno. Il 2-0 potrebbe essere una trappola se pensiamo di essere già qualificati".

Le statistiche chiave della partita

Giocatore Statistica
Gonzalo Higuaín 2 gol (doppietta)
Dani Alves 2 assist
Gianluigi Buffon 100 presenze in Champions League, prestazione monumentale
Kylian Mbappé 5 gol in altrettante partite a eliminazione diretta di Champions League
Juventus 621 minuti di imbattibilità in Champions League

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Una Juventus assetata, cannibale, concreta. Semplicemente grande. In grado di sfruttare le poche palle-gol concesse e abile ad affidarsi al proprio fuoriclasse in porta nelle rare occasioni create dal Monaco. La formazione bianconera sbanca il Principato con due perle del Pipita, irretisce le ambizioni della giovane squadra di Jardim e ipoteca un biglietto in prima classe per Cardiff. In quella che poteva essere un'imprevedibile roulette monegasca, hanno fatto la differenza l'organizzazione difensiva della Juve e la classe di alcuni campioni che illuminano la rosa bianconera. Buffon impeccabile saracinesca, Dani Alves magnifico rifornitore e Higuain spietato killer. Un incasso che vale doppio, quello bianconero. Perché arrivato in trasferta, perché giunto ancora una volta senza subire gol (sale a 621 minuti l'imbattibilità) e perché maturato grazie all'ennesima conferma di superiorità. Veloce e vibrante il Monaco, cattiva, determinata, più squadra la Juventus. Martedì prossimo a Torino basterà giocare con la solita attenzione per difendere questo importante vantaggio e assicurarsi un posto nella seconda finale di Champions in tre stagioni.

La formazione della Juventus

La partita praticamente perfetta quella della Juventus, con Buffon che festeggia le 100 presenze in Champions con una prestazione monumentale. Nota di merito per Dani Alves, l’esterno brasiliano è stato con Higuain di gran lunga il migliore in campo con una prestazione straordinaria a tutto campo condita dai due assist per i gol. La squadra di Jardim ha dimostrato di avere grandi qualità tecniche in avanti, ma pesanti lacune in difesa. Una grossa novità nella formazione della Juventus. Allegri lascia a sorpresa in panchina Cuadrado e schiera Barzagli in difesa con Dani Alves avanzato. Ambiente tutt’altro che ovattato nel Principato, i tifosi locali si fanno sentire eccome. Così come i circa 1700 juventini presenti fra il settore ospiti e altre parti dello stadio. Primo tempo emozionante e ricco di spunti. La squadra di Allegri parte subito con grande personalità costringendo il Monaco sulla difensiva. La squadra di Jardim è molto compatt. Intorno al quarto d’ora un’occasione per parte: prima la Juve pericolosa con una imbeccata di Pjanic per Dani Alves, sul cui cross in mezzo Higuain è in ritardo. Replica il Monaco con un colpo di testa di Mbappé da centro area parato da Buffon. Il numero 1 bianconero subito dopo è prodigioso quando respinge di istinto una deviazione al volo del solito Mbappé su un cross dalla destra. Il Monaco insiste e ancora Buffon tiene a galla la Juve deviando in angolo un colpo di testa di Falcao. Proprio nel momento peggiore, però, i bianconeri passano in vantaggio al 28’ a coronamento di una splendida ripartenza nata da un tocco di tacco di Dybala per Dani Alves. Higuain lancia l’esterno brasiliano in profondità, appena entrato in area Dani Alves con un altro colpo di tacco serve a rimorchio proprio il Pipita che di prima intenzione fulmina Subasic con un destro rasoterra. Il Monaco accusa il colpo e fino alla fine del primo tempo non riesce più a rendersi pericoloso.

Inizio secondo tempo da brividi per la Juve, con Buffon ancora costretto agli straordinari con una parata a terra su destro rasoterra da centro area di Falcao. Bianconeri che arretrano un pò troppo il baricentro lasciando pericolosamente campo al Monaco, ancora pericoloso con Mbappé e Bernardo Silva su cui Buffon è attento. Con le squadre sempre più lunghe si aprono spazi da una parte e dall’altra: non ne approfitta Marchisio che al 53’ tutto solo davanti a Subasic si divora letteralmente il raddoppio. Due a zero che arriva cinque minuti dopo ancora ad opera di Higuain: splendida la sua deviazione di sinistro da centro area su cross dalla destra di Dani Alves a coronamento di una micidiale ripartenza. Jardim prova a correre ai ripari inserendo Moutinho e Germain al posto di Bakayoko e Lemar. Con il passare dei minuti però l’azione del Monaco perde di intensità e va a strappi. La Juve si limita a controllare senza concedere spazi. Buffon è strepitoso al 90’ sul colpo di testa di Germain. È l’ultima emozione di un’andata tutta bianconera. Tra sei giorni il ritorno a Torino.

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