L’esperienza di Andriy Shevchenko sulla panchina del Genoa si è conclusa con una vittoria, tre pareggi e sette sconfitte in 11 partite tra campionato e Coppa Italia. Il club ligure ha annunciato il sollevamento del tecnico ucraino dall'incarico, ringraziando lui e il suo staff per l'impegno profuso.
La guida tecnica della prima squadra è stata affidata temporaneamente a mister Abdoulay Konko, coadiuvato da Roberto Murgita. Konko, ex giocatore del Genoa, era tornato nel club a gennaio 2021 per allenare la squadra Under 17.
L'arrivo di Shevchenko, fortemente voluto dai nuovi proprietari americani del fondo 777 Partners, era stato concepito come un punto di svolta decisivo per il Grifone. L'ex Pallone d'Oro 2004, con un biennale da due milioni all'anno, rappresentava il tecnico numero 101 nella storia del club.
Il primo obiettivo di Shevchenko era risalire la classifica e recuperare l'appeal internazionale del Genoa. La sua nomina simboleggiava la volontà di trasformare radicalmente il club, sia a livello di squadra che di immagine globale. Nessun tecnico nella storia rossoblù vantava il suo spessore, prestigio e successi maturati in carriera, inclusa la guida della nazionale ucraina ai quarti di finale dell'ultimo Europeo.
Tuttavia, la situazione di classifica era preoccupante, e l'impressione era che con la gestione Ballardini ci fossero pochi margini di crescita. La decisione dei nuovi proprietari di guardarsi intorno era quindi comprensibile. In questo contesto, non si poteva pensare a un semplice traghettatore.

Nonostante l'infermeria spesso piena, tra la settima e la dodicesima giornata, il Genoa ha raccolto solo quattro punti contro avversari sulla carta alla portata. L'arrivo di Shevchenko doveva portare una scossa, e con lui si prevedeva un cambio di mentalità e la volontà di dare continuità a un progetto diverso.
Shevchenko è arrivato in Italia per formalizzare il suo accordo con la nuova proprietà, firmando un biennale con opzione. Questo rappresentava un segnale concreto della volontà di 777 Partners di rilanciare il Genoa in grande stile. L'accordo con Shevchenko è avvenuto poco prima del closing per il passaggio del 99,9% del pacchetto azionario dal precedente presidente Enrico Preziosi ai nuovi proprietari americani.
La sosta per le festività natalizie avrebbe potuto consentire al nuovo allenatore di ridare un'identità tattica ai rossoblù, che avevano cambiato ben nove moduli di gioco in dodici partite dall'inizio della stagione. Inoltre, si sperava nel recupero di alcuni infortunati importanti.
Oltre al lavoro sul campo, Sheva era destinato a diventare una sorta di ambasciatore del calcio rossoblù a livello internazionale, proiettando il Genoa nella dimensione ambita dalla nuova proprietà. Il Ferraris, inoltre, era considerato uno degli asset più importanti da valorizzare.

Il ritorno di Shevchenko in Italia era atteso con entusiasmo dai tifosi che lo avevano ammirato con la maglia del Milan. La sua Ucraina a Euro 2020 era stata una delle sorprese più belle, mostrando un calcio offensivo, camaleontico e consapevole della propria forza.
Shevchenko, che aveva sostituito Davide Ballardini, esonerato a novembre, era alla sua prima esperienza alla guida di una squadra di club, dopo un'importante carriera come CT della nazionale ucraina. Con l'Ucraina, ha raggiunto i quarti di finale di Euro 2020, con un bilancio di 25 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte in 52 partite.
A differenza di Ballardini, che aveva ottenuto buoni risultati con squadre aggressive e organizzate, spesso schierate con un 3-5-2, Shevchenko sembrava orientato verso una filosofia di gioco differente. Si prevedeva un gioco basato sulla qualità del palleggio e sull'apporto dei centrocampisti, con Milan Badelj come perno della mediana.
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Shevchenko si è dimostrato capace di adattarsi a vari moduli, ma il 4-3-3 è stato lo schema più utilizzato con l'Ucraina. A Euro 2020, la sua squadra ha sorpreso per la capacità di cambiare in corsa e proporre un calcio offensivo, e ci si attendeva lo stesso dal suo Genoa.
Il modulo 4-3-3 avrebbe rappresentato un cambiamento per la difesa del Genoa, anche se Ballardini lo aveva già utilizzato in diverse occasioni. La difesa a quattro, con Cambiaso e Criscito sugli esterni e Biraschi, Maksimovic o Vasquez al centro, avrebbe potuto dare solidità. La mediana sarebbe stata affidata a Badelj, con Rovella e un altro interno tra Touré, Hernani, Melegoni, Sturaro e Behrami.
In un 4-3-3, Destro e Caicedo si sarebbero contesi un posto al centro del tridente, con Kallon ed Ekuban sui lati. Fares avrebbe potuto essere un jolly, utilizzato sia come terzino sinistro, sia come interno di centrocampo o esterno offensivo. In fase di non possesso, si sarebbe passati a un 4-5-1.
L'opzione 4-3-1-2 avrebbe visto Galdames o Rovella agire da trequartista, con una coppia offensiva formata da Destro e Caicedo, o con Pandev avvantaggiato da tale impostazione.
La gestione Shevchenko è stata caratterizzata da un calendario impegnativo, con sfide contro Roma, Udinese, Milan, Juventus, Sampdoria, Lazio e Atalanta prima della pausa natalizia.
Nonostante le difficoltà, la partita contro il Milan in Coppa Italia è stata considerata la migliore stagionale del Genoa. Questo ha creato incertezza sulla posizione di Shevchenko, che si è inaspettatamente rafforzata.
La dirigenza rossoblù si è interrogata sul da farsi, temendo di replicare la "gestione Preziosi 2.0" con continui cambi di allenatore. Sheva era stato fortemente voluto e pagato profumatamente da Partners 777, considerato una figura carismatica e positiva per la nuova dirigenza.
Tuttavia, la società si era anche mossa contattando Bruno Labbadia, tecnico italo-tedesco con un buon curriculum in Bundesliga. L'accordo con Labbadia è rimasto in stand-by anche a causa di vecchie dichiarazioni del tecnico in cui ammetteva di aver tifato Sampdoria, cosa che aveva infastidito parte della tifoseria genoana.
Alla fine, il Genoa ha deciso di cambiare allenatore dopo il terzo pareggio consecutivo in campionato, ufficializzando l'esonero di Davide Ballardini e l'arrivo di Shevchenko, che ha firmato un contratto fino al 2024 con un ingaggio di due milioni di euro a stagione.

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