Nella stagione 1959-1960 il Genoa disputa il campionato di Serie A, un torneo a 18 squadre che laurea campione d'Italia la Juventus con 55 punti in classifica, al suo undicesimo titolo. Al secondo posto, come la scorsa stagione, si piazza la Fiorentina con 47 punti.
Quattro sole vittorie, dieci pareggi e ben venti sconfitte, di cui otto subite in casa, l'esiguo numero di ventun reti segnate in trentaquattro partite di campionato, sono i numeri eloquenti di una delle peggiori stagioni nella storia genoana.
Anche in Coppa Italia l'eliminazione avvenne agli Ottavi di finale, di fatto alla prima partita giocata dai rossoblù in questo trofeo essendo squadra della massima serie, contro una squadra di Serie B, l'Atalanta, con il punteggio di (2-0).
Il Genoa, «fanalino di coda» in classifica con 16 punti raccolti in ventinove giornate e sei lunghezze di distacco da Napoli e Palermo, quart’ultimi, con soli dieci punti in palio, ricevette l’Internazionale, da cui venne sconfitto nettamente per 1-3 in una partita che viene ricordata soprattutto per l’incidente occorso al portiere del Genoa e della Nazionale Italiana Lorenzo Buffon (giunto ad ottobre del 1959 dal Milan, che non lo voleva cedere direttamente all’Internazionale, così come era accaduto l’anno prima, a parti invertite, con Giorgio «Kamikaze» Ghezzi, pure lui «parcheggiato» al Genoa).
L’estremo difensore rossoblù fu colpito - senza essere lui il destinatario del lanciatore - al 20’ del 1° tempo al naso da un pezzo di cemento scagliato dalla Gradinata Nord, inviperita contro la propria squadra per lo sconcertante campionato e contro l’arbitro Pietro Bonetto di Torino, che un quarto d’ora prima aveva concesso agli ospiti un discutibile calcio di rigore per trattenuta di un braccio di Orazio Rancati fatta da Franco «la Tigre di Ronco» Rivara (la massima punizione era stata trasformata dallo svedese Bengt Lindskog).
Al 30’ Mauro «Bicicletta» Bicicli III, lanciato dall’argentino Antonio Valentin «il Signor Record» Angelillo, aveva battuto con un diagonale Giancarlo Pistorello, che era andato, dopo l’uscita di Buffon, a difendere la porta genoana.
All’inizio della ripresa - mezz’ora dopo la fine del primo tempo, con un intervallo tumultuoso, in cui alcuni facinorosi cercarono di invadere il campo ed altri tifosi chiesero il ritiro della squadra in segno di protesta contro l’arbitraggio, facendo chiedere al dott. gr. uff. Luigi Pianese, Prefetto di Genova rinforzi al contingente delle forze dell’ordine presenti allo stadio - rientrò Buffon, che venne battuto al 36’ da un bolide all’incrocio dei pali di Mario «Mariolino» Corso, che aveva elegantemente agganciato il pallone al limite dell’area di rigore.
Un minuto dopo per un atterramento da parte di Vasco Tagliavini dell’argentino Salvador Calvanese, che si era reso protagonista di un bello spunto personale, Giorgio «Roccia» Dalmonte II poté battere un calcio di rigore (il primo dei due assegnati in quel campionato al Genoa), con cui segnò (a dispetto dell’invito di molti tifosi della Gradinata Nord a sbagliarlo in segno di protesta) la «rete della bandiera» per i padroni di casa.
I disordini proseguirono con l’assedio all’arbitro, che si prese un bello spavento, quando l’automobile che lo portava alla stazione venne colpita da un sasso che mandò in frantumi un finestrino. Il Giudice Sportivo, però, non squalificò il campo del Genoa.

Nella stagione 1960-1961 il Genoa ha disputato il campionato di Serie B, un torneo a 20 squadre, che prevede tre promozioni e tre retrocessioni, con 35 punti in classifica si piazza in tredicesima posizione.
La squadra rossoblù, con il pesante fardello della penalizzazione di sette punti, retaggio della stagione scorsa e del cosiddetto Caso Cappello, si è sempre tenuta lontano dalla lotta per la promozione ed ha concluso la stagione a metà classifica, senza la penalizzazione si sarebbe piazzata al quinto posto.
Sulla panchina rossoblù vi è stato fino a metà marzo Annibale Frossi, poi sostituito da Angelo Rosso.
Miglior marcatore stagionale genoano Gastone Bean, autore di 14 reti; discreto anche il bottino di 11 reti di Mario Pantaleoni.

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