Cristiano Ronaldo, soprannominato CR7 per via del numero di maglia che lo ha contraddistinto per gran parte della sua carriera, è universalmente riconosciuto come uno dei migliori calciatori di tutti i tempi.
È inoltre il marcatore più prolifico nella storia del calcio. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid, Juventus e Al-Nassr, vincendo a livello internazionale cinque UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA, quattro Coppe del mondo per club FIFA e una Coppa dei Campioni araba.

Con la nazionale portoghese, della quale è primatista di presenze e di reti, ha preso parte a cinque edizioni del campionato mondiale, arrivando al quarto posto nel 2006; a cinque edizioni del campionato d’Europa, vincendo quello del 2016 (primo titolo per il Portogallo) e arrivando al secondo posto nel 2004 e al terzo posto nel 2012; a un’edizione della Confederations Cup (2017), classificandosi al terzo posto; e alla fase finale di una UEFA Nations League (2018-2019), vincendo anche quest’ultima.
Al campionato europeo detiene il record di reti e di presenze ed è l’unico calciatore sceso in campo ed andato a segno per cinque edizioni (nel 2012 e nel 2020 ottenne anche il titolo di capocannoniere).
È comparso ininterrottamente nella classifica del Pallone d’oro dal 2004 al 2022, vincendolo per cinque volte, e ha ottenuto quattro Scarpe d’oro. Per cinque volte si è aggiudicato anche il premio come migliore giocatore al mondo FIFA e per quattro volte quello come miglior giocatore UEFA. È stato inoltre nominato cinque volte miglior marcatore internazionale dell’anno IFFHS. La stessa IFFHS lo ha eletto miglior marcatore del mondo della decade 2011-2020.
Vincitore di numerosi premi accessori, dal 2007 al 2020 ha fatto sempre parte della FIFA FIFPro World XI, è stato inserito 9 volte nella squadra dell’anno ESM, in 15 occasioni nella squadra dell’anno UEFA, in 11 volte in quella dell’Équipe e in 5 volte in quella dell’IFFHS. La rivista francese France Football lo ha inserito nella “squadra ideale degli anni 2010” e nel 2020 lo colloca nel Dream Team del Pallone d’oro come migliore ala sinistra della storia del calcio. Nel 2009 il Sun e Sports Illustrated lo inseriscono nella loro “squadra ideale del decennio 2000-2009” mentre l’IFFHS lo colloca nella “squadra del decennio 2011-2020”.

Che il web abbia rivoluzionato il mondo del retail è lampante, ma è vero fino a un certo punto. Prima dell’avvento di Internet i negozi dovevano comprare un anno prima con ordini minimi di 30-40mila euro, mentre in altri Paesi si trovavano dei marchi che non imponevano minimi, davano riassortimenti continui e credito.
All’estero quindi c’era una grossa volontà ed esigenza di avere prodotti italiani e di marchi italiani, ma era quasi impossibile per negozi di piccole-medie dimensioni. L’idea vincente è stata quella di aver intuito la necessità per marchi e negozi di avere un tramite che snellisse tutte le procedure, che consentisse ai retailer di testare alcuni brand senza tempi biblici per gli ordini e le consegne e senza sobbarcarsi eventuali eccedenze di magazzino.
“Ciò che differenzia Brandsdistribution.com dai suoi competitor è la garanzia di poter lavorare con un’azienda che da oltre 10 anni lavora nel settore, avendo sviluppato contatti diretti con i brand disponibili sul sito (oltre 120 brand per più di 500.000 referenze). Una scelta vincente che ha portato a una nuova strategia: “Quattro anni fa abbiamo visto che quello che facevamo era fotografare nel modo più accattivante possibile il prodotto e descriverlo per renderlo appetibile ai rivenditori. E ci siamo resi conto che anche grazie al nostro servizio logistico e distributivo, eravamo il partner perfetto per i gruppi online e quindi abbiamo sviluppato questa divisione. Oggi qualunque sito può collegarsi a noi, scaricare i prodotti e vendere sulla propria pagina e comprare sul venduto. Noi gestiamo anche la consegna al cliente finale in quasi tutta Europa e in America.
Questa è un’innovazione perché così chiunque può fare business nell’e-commerce senza rischio di magazzino, preoccupandosi solo di fare marketing sul proprio network. Sarà anche per questo che Cristiano Ronaldo ha deciso di affidare proprio a Brandsdistribution la distribuzione esclusiva di CR7, la sua linea di underwear.
La collaborazione con il marchio CR7 nasce con l’obiettivo da parte del brand di crescere in Italia e Spagna, Paesi che a livello di distribuzione classica richiedevano minimi d’ordine molto alti che i negozianti standard non potevano permettersi. Per questo motivo il marchio CR7 underwear ha siglato con noi un accordo esclusivo per la distribuzione del marchio, forti del fatto che Brandsdistribution non richiede un minimo d’ordine ai retailer.
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Brandsdistribution.com si è guadagnata anche l’accesso al programma Elite, fondato da Borsa Italiana per supportare le imprese nella realizzazione dei loro progetti di crescita. “Per noi è stato un bellissimo riconoscimento, perché a livello di trustability ci ha dato un ottimo riscontro e ci ha dato la possibilità di alzare l’asticella a livello anche di rapporti con le banche. Ci ha anche dato degli strumenti formativi che ci hanno fatto crescere molto come azienda e soprattutto è stato molto utile a livello di networking.
Ma non finisce qui, perché il business di Brandsdistribution si è continuato a estendere anche al settore delle startup. Negli ultimi tre anni sono stati raccolti 3 milioni di euro. L’obiettivo è quello di diventare “l’hub del digital e-commerce europeo”, conferma Tafuri. “Abbiamo lanciato nuovi marchi, come Fontana 2.0, la seconda linea di Fontana Couture che è gestita interamente da noi e distribuita sul nostro network. Essendo competitor di Chanel avevano esigenza di lanciare una seconda linea più commerciale e si è affidata alla nostra distribuzione per lanciarla in tutto il mondo. Forti di questa esperienza l’azienda ha anche lanciato Skinlabo, che è diventato il primo marchio cosmetico digitale. “Tutti ci dicevano che sarebbe stato impossibile vendere il beauty online, soprattutto di un marchio sconosciuto e stiamo dimostrando che non è così”. L’ultimo nato è Letsell, il cui obiettivo è rendere l’e-commerce democratico: “Chiunque con tre click può avere un suo sito di vendita popolato di tutti i prodotti. In cinque minuti si può diventare imprenditore digitale e vendere alla propria community senza fare investimenti rischiosi. Il primo mese è gratis, noi mettiamo a disposizione la nostra infrastruttura, compresa logistica e fatturazione.
Hanno un guadagno che è una percentuale sul venduto e quindi questo può essere una forma di guadagno e di lavoro nuovo nel mondo del fashion online. Abbiamo attivato già 500 siti. Non operiamo una selezione perché dopo il primo mese si paga un abbonamento e quindi a quel punto è una sorta di selezione naturale per la sopravvivenza di questi siti. Chi ci sa fare può andare avanti. Ha avuto un grosso successo nel sud Italia e ci siamo resi conto che questo può essere un modo per dare un’opportunità a persone intraprendenti e che hanno voglia di fare. Prima bisognava andare alla Camera di Commercio, aprire una partita Iva, investire una discreta somma per avere un sito e fare gli ordini.
Un business che si riflette anche sui conti: “Contiamo di chiudere il 2017, a livello di gruppo, con un fatturato intorno a 30 milioni, una crescita importante. Adesso è evidente che il nostro obiettivo è quello di essere sempre più punto di riferimento per i marchi per distribuire i loro prodotti in giro per il mondo. Come visione, per il 2018 prevediamo di crescere in America, con una struttura rafforzata.

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