La figura dell'avvocato Gennaro Terracciano emerge con forza nel contesto delle vicende legali che coinvolgono la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Insieme all'Avv. Giancarlo Viglione, Terracciano si è trovato al centro di decisioni cruciali, esprimendo perplessità riguardo a disposizioni che rischiano di compromettere la regolarità dei campionati.
“Il dispositivo ci lascia molto perplessi, soprattutto perché di difficile comprensione”. Lo ha detto all’ANSA il legale della FIGC, Gennaro Terracciano (titolare della causa insieme all’Avv. Giancarlo Viglione) in merito alla decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’indice di liquidità.
“Siamo sereni e ci attiveremo per fare ricorso, anche perché tale decisione rischia di compromettere la regolarità del campionato”, ha aggiunto.
“Dispositivo - ha aggiunto Terracciano - peraltro emesso dalle Sezioni Unite del Collegio di Garanzia e non dalla competente Sezione sulle controversie in materia di ammissione alle competizioni professionistiche, prevista dall’art. 12 quater dello Statuto del Coni.”

Il ruolo di Gennaro Terracciano nel diritto sportivo
Il Professor Gennaro Terracciano non è una figura nuova nel panorama giuridico sportivo italiano. Professore ordinario di Diritto Amministrativo e Prorettore presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, dirige anche il Centro Studi su Diritto ed Etica dello Sport. La sua vasta esperienza accademica e professionale lo ha portato a ricoprire incarichi di rilievo in diverse università italiane e presso istituzioni pubbliche.
Ha svolto attività didattica e di ricerca in ambito giuridico, con particolare riferimento al diritto amministrativo e al diritto processuale amministrativo. Già magistrato amministrativo e avvocato dello Stato, ha ricoperto ruoli di spicco in ministeri e scuole superiori, partecipando a numerosi incarichi di natura commissariale e tecnico-legislativa in ambito sportivo.
Tra il 2018 e il 2022, è stato nominato Commissario ad acta dal CONI e dalla FIGC per la revisione degli statuti della Federazione Italiana Rugby e della Lega Serie A. Dal 2021 è Presidente dell’Organismo di Vigilanza Interno di NADO Italia, l’agenzia nazionale antidoping. Dal gennaio 2020 ha operato come esperto presso il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, occupandosi di tematiche normative relative alla riforma dello sport e ai diritti audiovisivi.
A livello internazionale, ha partecipato come relatore a conferenze e convegni in materia di diritto pubblico. È co-fondatore dello studio legale AAA - Avvocati Amministrativisti Associati, con sede a Roma. Nel 2005 gli è stato conferito il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Le sfide legali della FIGC: l'indice di liquidità e le multe
La FIGC, sotto la presidenza di Gabriele Gravina, ha affrontato e sta affrontando diverse battaglie legali. Una delle più recenti riguarda la decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’indice di liquidità, che ha suscitato perplessità tra i legali della Federazione, tra cui Gennaro Terracciano e Giancarlo Viglione. La preoccupazione principale è che tale decisione possa minare la regolarità dei campionati, portando a un ricorso.
Un'altra vicenda di grande rilievo è stata la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la multa di oltre 4 milioni di euro inflitta dall'AGCM alla FIGC. Quest'ultima era accusata di aver abusato della propria posizione dominante per attrarre sotto la propria autorità l'attività degli enti di promozione sportiva, a danno di questi ultimi.
La sentenza del Consiglio di Stato ha rappresentato una sconfitta netta per la FIGC, annullando il giudizio di primo grado del TAR che aveva dato ragione alla Federazione. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha accolto i quattro motivi del ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato a difesa del provvedimento dell’AGCM.
La condotta della FIGC è stata ritenuta lesiva della libera partecipazione delle società affiliate alle competizioni organizzate dagli Enti di Promozione Sportiva (EPS). In particolare, la Federazione aveva dapprima escluso tale possibilità, poi l'aveva condizionata alla stipula di convenzioni e, infine, all'ottenimento di autorizzazioni specifiche, limitando di fatto l'operatività degli EPS e generando riflessi sugli obblighi assicurativi.
La sentenza ha evidenziato come la regolazione della FIGC non fosse imposta dal CONI come necessaria per le finalità essenziali dell'ordinamento sportivo e come, anzi, la FIGC avesse inizialmente rifiutato di sottoscrivere la convenzione secondo il modello CONI. La condotta della Federazione non è stata ritenuta sorretta da giustificazione oggettiva né limitata a dettare regole di carattere solo sportivo, avendo riverberi significativi sulle attività economiche degli EPS.

Riforma della giustizia sportiva e contrasto al razzismo
Parallelamente alle vicende legali, la FIGC, sotto la guida di Gabriele Gravina, sta lavorando a una riforma complessiva del codice di giustizia sportiva. L'obiettivo è eliminare le "zone grigie" e garantire maggiore chiarezza e certezza del diritto.
“Ci sono norme stratificate nel tempo, metteremo mano anche alla responsabilità oggettiva”, ha affermato l'avvocato Giancarlo Viglione, coordinatore della commissione di riforma. Sebbene la responsabilità oggettiva non possa essere cancellata, si potranno introdurre esimenti.
Un altro tema centrale è la lotta al razzismo negli stadi. La FIGC ha introdotto nuove norme volte a premiare il "tifo buono" e a isolare i singoli soggetti responsabili di cori discriminatori, anziché penalizzare intere tifoserie.
“Sono state la nostra vera rivoluzione - spiega Gravina giustificando le novità giuridiche introdotte - Vogliamo premiare il tifo buono, un messaggio diverso rispetto alla minaccia di maggiori sanzioni, perché bisogna mettere in moto un meccanismo di valori positivi isolando i soggetti singoli al posto di punire un'intera collettività”.
Gravina ha sottolineato come le nuove norme siano più stringenti e ha auspicato l'individuazione dei responsabili attraverso le nuove tecnologie per impedirne l'accesso agli stadi. La FIGC punta a un nuovo codice di giustizia sportiva entro febbraio, con l'approvazione di un prossimo consiglio federale.
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Il seminario "Le regole del gioco del calcio e le garanzie del loro rispetto"
Un momento di confronto importante si è svolto durante il seminario "Le regole del gioco del calcio e le garanzie del loro rispetto", tenutosi all'Università del Foro Italico di Roma. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi esperti, tra cui professori universitari, dirigenti sportivi e rappresentanti delle istituzioni.
Nella prima sessione, presieduta dal professor Gennaro Terracciano, sono intervenuti Francesco Bilancia, Francesco Cardarelli e Paolo Del Vecchio. La seconda sessione ha visto una vivace tavola rotonda sul tema "Sospensioni gare e VAR: spazi ad ambiti di applicabilità tra regole Noif e Protocollo Uefa", con la partecipazione di Gabriele Gravina, Maurizio Casasco, Angelo Piazza, Piero Sandulli, Giancarlo Viglione e Germana Panzironi.
L'intervento di Germana Panzironi, presidente di sezione del Tar del Lazio, è stato particolarmente critico nei confronti del legislatore, denunciando la confusione normativa e la proliferazione di ricorsi. Ha inoltre evidenziato la necessità di rivolgersi alla Corte Costituzionale per quanto riguarda le sanzioni disciplinari.
Il seminario ha offerto spunti di riflessione sulle sfide attuali del diritto sportivo, evidenziando la complessità delle normative e la necessità di un costante aggiornamento per garantire la correttezza e la trasparenza delle competizioni.

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