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Mauro Icardi ha intentato una causa contro l'Inter, motivando la sua azione legale con la sensazione di essere stato "gravemente discriminato e vessato", leso nella sua dignità, immagine, reputazione professionale e personale. L'ex capitano ha richiesto un risarcimento di 1.501.500 euro, pari al 20% del suo stipendio lordo, oltre al reintegro a pieno titolo nella squadra. La disputa tra l'attaccante e il club nerazzurro si è spostata così dal campo al tribunale, con un lodo arbitrale che dovrà stabilire le ragioni delle parti.

La decisione della famiglia Icardi era nell'aria, con Wanda Nara che l'aveva preannunciata già all'inizio di agosto. La società di Steven Zhang è rimasta tuttavia sorpresa dalla mossa dell'attaccante, interrogandosi su come un tale atteggiamento di sfida si potesse conciliare con i ripetuti attestati d'amore verso l'Inter e il desiderio di reintegrazione nel club.

La causa intentata da Icardi non preclude, secondo quanto ammesso dal suo avvocato Giuseppe Di Carlo, un possibile trasferimento negli ultimi giorni di mercato. L'opzione di un prestito last minute rimane in piedi, sebbene le uniche strade ancora aperte per Icardi, seppur molto strette, sembrino essere l'Atletico Madrid e il Paris Saint-Germain, con il Monaco ormai defilato.

La comunicazione dell'avvocato del bomber è arrivata giovedì sera. L'Inter risponderà e, se Icardi non lascerà il club prima, ci vorranno circa tre mesi per giungere a una sentenza. Nell'istanza di procedimento, il giocatore imputa alla società la discriminazione attraverso l'esclusione da iniziative pubblicitarie, la sottrazione della maglia numero 9, la messa fuori rosa per spingerlo ad andarsene e l'esclusione dalla chat di squadra dove vengono comunicati gli orari e le modalità di allenamento. Icardi sottolinea di non aver mai avuto la possibilità di partecipare alle esercitazioni tecnico-tattiche, alle partitelle o a un'amichevole, parlando di "comportamenti vessatori" e elencando tutte le sedute in cui è stato costretto ad allenarsi con altri "esuberi".

A supporto della sua tesi, Icardi ha prodotto 41 prove, tra documenti, video e articoli, e ha chiamato a testimoniare tutti i compagni. Si rifà all'articolo 7.1 dell'Accordo Collettivo dei calciatori e cita i casi del portiere Puggioni del Chievo e del difensore Albertazzi del Verona come precedenti favorevoli ai giocatori. L'Inter, dal canto suo, è convinta di aver ragione, sostenendo che Icardi si è sempre allenato in gruppo, ad eccezione delle parti tattiche, che sono a discrezione dell'allenatore. Tuttavia, ora il giocatore potrebbe partecipare maggiormente agli allenamenti, decisione che spetterà a Conte.

Mauro Icardi in maglia Inter

La guerra giudiziaria tra Mauro Icardi e Wanda Nara ha visto un nuovo capitolo in Argentina. Il tribunale civile numero 106 ha respinto il ricorso presentato dal calciatore, confermando l'obbligo di versare un assegno di mantenimento per le due figlie della coppia. Il giudice ha rigettato la richiesta di sospensione o riduzione dell'assegno provvisorio, stabilendo che Icardi dovrà continuare a versare a Wanda Nara il 3% dei suoi redditi per il sostentamento delle figlie. L'importo complessivo contestato supererebbe i 147mila dollari. Il calciatore dovrà inoltre presentare entro cinque giorni la documentazione completa sui suoi redditi attuali.

La difesa di Icardi ha preso atto della decisione, mentre l'avvocata Elba Marcovecchio ha spiegato che la questione sarà valutata all'interno del fascicolo giudiziario, sottolineando che l'assegno sarebbe stato fissato su basi provvisorie e sulla sola dichiarazione della madre, definendo la cifra "molto alta per due ragazze".

Sul fronte personale, si avvicina un'altra data chiave: l'11 marzo, scadenza del periodo di due anni previsto dalla legge italiana dopo la separazione legale, necessario per formalizzare il divorzio. Il procedimento potrebbe concludersi il 25 marzo, anche se non esiste ancora una data definitiva. Il divorzio, tuttavia, non chiuderà automaticamente tutte le questioni, poiché il sistema giudiziario prevede un doppio percorso: lo scioglimento del matrimonio e la divisione del patrimonio coniugale.

Wanda Nara e Mauro Icardi

Un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda tra Mauro Icardi e Wanda Nara si è aperto anche a Milano. La prima udienza davanti al giudice del Tribunale di Milano ha proposto la possibilità di una transazione per tentare di chiudere la controversia in via conciliativa. Il nuovo contenzioso arriva al termine di una storia che è sempre andata oltre il campo da gioco, trasformandosi spesso in un caso mediatico, con la dinamica di coppia sempre al centro dei riflettori.

Wanda Nara, ex manager e compagna di Icardi, ha spesso avuto un ruolo chiave nella carriera del calciatore, gestendone immagine, trasferimenti e comunicazione. La questione economica, legata a contratti, proprietà immobiliari, investimenti e diritti di immagine, è da tempo uno dei nodi più delicati, acuitosi con la fine del matrimonio e la ripartizione degli asset accumulati negli anni più intensi della carriera di Icardi.

Mauro Icardi è assistito dagli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano, mentre Wanda Nara è rappresentata dall’avvocato Giuseppe Di Carlo. Il giocatore ha giocato in Italia con la Sampdoria (2011-2013) e l'Inter (2013-2019), prima di trasferirsi al PSG e poi in Turchia.

La coppia ha affrontato in passato la celebre "crisi del like" nel 2021, un terremoto sentimentale esploso sui social a seguito di presunti tradimenti, poi ricomposto dopo settimane di post e dichiarazioni pubbliche. Nei mesi successivi, nuove frizioni, separazioni annunciate e smentite, e riconciliazioni lampo hanno contribuito a un clima costante di incertezza.

LA STORIA DI MAURO ICARDI

L'avvocato Giuseppe Di Carlo ha chiarito che la richiesta di risarcimento all'Inter è una conseguenza necessaria dell'atto legale e non un'iniziativa personale del giocatore. Ha definito la formula di richiesta di risarcimento del danno pari ad almeno il 20% del compenso annuo come obbligatoria per un documento completo. Se il Collegio Arbitrale certificherà la condotta discriminatoria dell'Inter, il risarcimento sarà una conseguenza naturale.

Di Carlo ha sottolineato che "non è una questione economica" e che ciò che interessa a Icardi è "essere parte integrante del progetto Inter". Ha inoltre evidenziato l'assurdità della situazione, chiedendosi come sia possibile che in due mesi di preparazione Icardi non abbia partecipato a un'amichevole. Ora si attende la risposta dell'Inter, che ha cinque giorni di tempo per nominare il proprio arbitro. In caso di trasferimento, ogni azione legale rientrerebbe.

La diffusione integrale della domanda di arbitrato, senza omissis, ha sollevato critiche per gravi violazioni della privacy, con la circolazione di dati sensibili come indirizzi, nomi e numeri di telefono. La battaglia legale è iniziata negli ultimi giorni di calciomercato, con la notizia principale non la cessione o l'offerta di rinnovo, ma la disputa legale intrapresa dall'attaccante e dal suo agente/consorte Wanda Nara.

Le richieste sul tavolo del collegio arbitrale includono il completo reintegro nella rosa, la partecipazione alle sedute tattiche e un indennizzo di 1.5 milioni di euro come risarcimento per il trattamento subito. La strategia dietro questo gesto forte potrebbe mirare a ottenere una spallata definitiva ai nerazzurri per aprirsi la strada verso la Juventus, finora bloccata dall'Inter.

Il quaderno delle contestazioni è completo e include l'esclusione dalla chat di squadra, la perdita della maglia numero 9 e della fascia di capitano, e l'esclusione dalla prima squadra. Viene fatto riferimento anche a precedenti come i casi Puggioni e Albertazzi, che hanno ottenuto il reintegro e il diritto di partecipare a tutte le sedute. L'attaccante potrebbe brandire l'articolo 15 della FIFA, che gli permetterebbe di svincolarsi a parametro zero per giusta causa qualora non giocasse almeno il 10% delle gare ufficiali.

L'Inter dovrà depositare la propria difesa entro martedì, spostando il piano della controversia sulla burocrazia e le norme regolamentari.

Documento di arbitrato

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