La data del 25 aprile 2019 è scolpita nella memoria dei tifosi dell'Atalanta. Quel giorno, ventimila cuori nerazzurri, in un Gewiss Stadium gremito, erano pronti a spingere la loro squadra verso una finale di Coppa Italia attesa da 23 anni. La storia recente delle due squadre in questa competizione, infatti, era segnata da un precedente ben preciso: nel 1996, fu proprio la Fiorentina di Batistuta e Rui Costa, allenata da Ranieri, a negare alla Dea la seconda Coppa Italia della sua storia, imponendosi 1-0 all'andata e 2-0 al ritorno a Bergamo.
Ma la stagione 2018-2019 presentava un contesto diverso. L'Atalanta di Gian Piero Gasperini arrivava alla semifinale di ritorno con un vantaggio non indifferente: il pareggio per 3-3 ottenuto all'andata a Firenze concedeva ai nerazzurri due risultati su tre per accedere alla finale. Un dato che testimoniava un netto divario stagionale rispetto a una Fiorentina distante 16 punti in campionato. Tuttavia, in una gara secca, ogni pronostico può essere ribaltato.

Mister Gasperini cercava di mantenere alta la concentrazione dei suoi, cercando di arginare l'ondata di elogi ricevuti dopo la strepitosa vittoria a Napoli, che aveva proiettato i nerazzurri nell'orbita Champions League. "Dobbiamo accantonare la vittoria di lunedì a Napoli, ora l'obiettivo si sposta solo sulla Coppa Italia," aveva dichiarato il tecnico in un'intervista alla vigilia. "Il successo al San Paolo ci mette nelle condizioni di correre per un posto in Champions, ma questa sarà un'altra partita: vogliamo arrivare a Roma per giocarci il trofeo il 15 maggio."
Gasperini non sottovalutava la Fiorentina, nonostante il cambio di allenatore da Pioli a Montella. "La Fiorentina farà di tutto per vincere perché la coppa è l'ultimo obiettivo rimasto, è una squadra con punti di forza che conosciamo e rispettiamo, ma l'avvicendamento tra Pioli e Montella non ne cambia le caratteristiche."
Il Percorso delle Squadre verso la Semifinale
L'Atalanta aveva già dimostrato la sua forza in questa competizione. La vittoria in finale contro il Torino per 3-1 nella stagione 1962-1963 rimane l'unico trofeo nella bacheca dei bergamaschi. Le altre due partecipazioni alla finale, nel 1995-1996 (contro la Fiorentina) e nel 1986-1987 (contro il Napoli), si erano concluse con una sconfitta.
La Fiorentina, invece, non alzava un trofeo dal 2001, un'era geologica nel calcio. Quella stagione, sotto la guida di Roberto Mancini e con Cecchi Gori presidente, aveva visto i viola conquistare la Coppa Italia. La stagione 2018-2019 si presentava come un'ultima speranza per una squadra che aveva concluso l'undicesimo posto in campionato, con un cambio di guida tecnica a stagione in corso.

La Partita: Un'Altalena di Emozioni
La semifinale di ritorno, in programma giovedì 25 aprile alle 20:45, si preannunciava come una battaglia. E così fu. Il sogno viola iniziò con un lampo: dopo appena tre minuti, Muriel, servito da Chiesa, freddò Gollini portando in vantaggio la Fiorentina. Un gelo calò sullo stadio, ma l'Atalanta, fedele al suo spirito combattivo, non si lasciò abbattere.
Pochi minuti dopo, al 13', un'ingenuità di Ceccherini su Gomez in area regalò un calcio di rigore ai nerazzurri. Josip Ilicic, ex della partita, trasformò con freddezza, ristabilendo la parità e riaccendendo le speranze bergamasche.
Il pareggio diede slancio all'Atalanta, che iniziò a prendere il controllo del gioco. La difesa nerazzurra si riorganizzò, e il centrocampo iniziò a fare la differenza. Nonostante qualche occasione da entrambe le parti, tra cui un clamoroso contropiede sprecato da Veretout per il possibile 2-0 viola, il primo tempo si concluse in parità.

Nella ripresa, la partita divenne una lotta senza esclusione di colpi. Entrambe le squadre cercavano la vittoria, ma fu l'Atalanta a trovare la rete decisiva al 69'. Un tiro di Gomez, seppur non irresistibile, beffò il giovane portiere della Fiorentina Lafont, complice anche un terreno di gioco reso viscido dalla pioggia. Il 2-1 per l'Atalanta significava la qualificazione alla finale.
Il Verdetto del Campo
Nonostante i tentativi della Fiorentina di rimontare, l'Atalanta riuscì a gestire il vantaggio e a conquistare la sua quarta finale di Coppa Italia. La gioia dei tifosi nerazzurri era incontenibile, un'invasione di campo metaforica che celebrava un traguardo atteso da troppo tempo.
La Fiorentina, dal canto suo, dovette fare i conti con l'ennesima delusione di una stagione che si chiudeva senza trofei. La mancanza di concretezza sotto porta e il crollo mentale dopo il pareggio di Ilicic furono i fattori determinanti della sconfitta.
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La partita fu anche segnata da un commovente ricordo di Mino Favini, storico responsabile del settore giovanile dell'Atalanta, scomparso pochi giorni prima. Un tributo alla memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita alla crescita dei giovani talenti nerazzurri.
La sconfitta della Fiorentina fu accompagnata anche da episodi spiacevoli, con cori razzisti rivolti all'ex Ilicic da parte di alcuni tifosi viola, un gesto deprecabile che macchiò in parte la serata.
Le Formazioni e le Decisioni Arbitrali
ATALANTA (3-4-1-2): Gollini 8; Masiello 7, Djimsiti 7, Palomino 6,5; Castagne 6,5, De Roon 7, Freuler 6 (13' st Pasalic 7), Gosens 6,5 (8' st Pessina 7); Gomez 9, Ilicic 9 (40' st Mancini sv), Zapata 7. All. Gasperini.
FIORENTINA (4-3-3): Lafont 5,5; Milenkovic 6, Pezzella 6,5, Ceccherini 6; Mirallas 6 (43' st Edimilson s), Benassi 6,5 (33' st Simeone sv), Veretout 6, Gerson 6 (20' st Dabo 6), Biraghi 6; Chiesa 6, Muriel 6,5. All. Montella.
Arbitro: Calvarese.
Reti: 3' pt Muriel (F), 14' pt Ilicic su rigore (A), 24' st Gomez (A).
L'Atalanta, con questa vittoria, si guadagnò il diritto di disputare la finale di Coppa Italia contro la Lazio il 15 maggio allo Stadio Olimpico di Roma, coronando una stagione da incorniciare.

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