L'Arco di Traiano rappresenta una delle più importanti testimonianze romane delle Marche e un simbolo indelebile di Benevento. Senza la memoria storica, l'uomo vivrebbe come un errante in cerca d'identità. Il genere umano è stato capace di evolversi quando ha compreso l'importanza di custodire e tramandare la memoria.
L'Arte e la Storia dell'Arco di Traiano
L'arco, collocato su un ampio podio in pietra calcarea del Conero, è costituito da grandi blocchi di marmo dell’Imetto e presenta una struttura alta e slanciata a un solo fornice, fiancheggiato da due colonne corinzie che sorreggono l’attico. Nonostante risalga al 100 o 116 d.c. e il suo rapporto con il mare, l’opera mantiene ancora oggi lo slancio e l’eleganza di un tempo. Nel 2000 è stata restaurata e resa pienamente fruibile con l’eliminazione della cancellata ottocentesca; l’arco fu illuminato in modo da esaltarne il profilo e valorizzarne la particolare posizione rispetto al nucleo storico della città e al colle Guasco ove si erge il Duomo di Ancona.
Fu realizzato da Apollodoro di Damasco in onore dell’imperatore Traiano (115 d.C). L'arco di Traiano è segno di riconoscimento del capoluogo marchigiano. Esso è uno dei monumenti architettonici romani meglio conservati d'Italia. Rispetto ad altri archi romani situati nel territorio nazionale esso è più slanciato nelle forme e vicinissimo al mare data l'ubicazione su una delle banchine del porto. L'architetto fu probabilmente Apollodoro di Damasco in onore e a ringraziamento all'imperatore Traiano che aveva ordinato di far ampliare il porto di Ancona a sue spese. Ed è proprio questo il contenuto della scritta sulla parte superiore dell'arco ancora facilmente comprensibile.
L'Arco di Traiano a Benevento, costruito tra il 114 e il 117 d.C., divenne una porta d’accesso alla città, con la denominazione di Port’Aurea. Risulta essere l’arco trionfale romano meglio conservato in assoluto, anche grazie alla cura che ne ebbero i longobardi. L'arco è bello, elegante, imponente, altero, ed è considerato il vero simbolo della cittadina capoluogo del Sannio. Il monumento trionfale venne dedicato all’imperatore Traiano e fu inaugurato quando si aprì la via Traiana. Inizialmente si chiamò Maleventum, da Maloenton, la cui etimologia sarebbe da identificarsi in Malies, o Malocis: nel periodo della romanizzazione, Benevento divenne un importante e ricco centro economico legato all’economia agricola, alla pastorizia, alle attività commerciali che videro floridezza grazie al passaggio della via Traiana, il nuovo tracciato dell’Appia che, entrando dal ponte Leproso, collegava Capua a Benevento e proseguiva poi per Brindisi. Benevento divenne municipium romano, e fu visitata dagli imperatori dell’epoca, da Augusto a Nerone.
L'arco è alto 14 metri e costruito completamente in marmo turco. Sull’architrave si innalza l’attico con l’iscrizione dedicatoria del Senato e del popolo romano in onore dell’imperatore, della moglie Plotina e della sorella Maraciana e sulla sommità dell’attico si stagliavano le loro statue, come si rileva dai cavi ancora esistenti. Molto probabilmente sulla sommità dell'arco erano poste 6 statue bronzee suddivise in 2 gruppi da 3; il primo, rivolto verso il mare, rappresentava 3 divinità legate al mondo della navigazione: al centro Nettuno, dio del mare, a sinistra Mercurio, dio dei viaggiatori e a destra Portuno, figlio di Nettuno e dio dei porti. Il secondo gruppo di statue, rivolte verso terra, raffiguravano Traiano al centro, sua moglie Plotina a sinistra e a destra Ulpia Marciana, sorella dell'imperatore. Era inoltre decorato da rostri di cui sono ancora presenti gli attacchi sulla pietra. Ai due lati, nelle chiavi di volta, potete ammirare due busti: l'Oceanus, ancora ben conservato e il Tellus, purtroppo eroso per la maggior parte. La presenza di questi busti sottolinea il significato di questo splendido monumento storico, non solo era stato eretto a celebrazione dell'imperatore Traiano, ma ha anche il significato di punto di connessione e varco tra terra e mare.
Per gentile concessione di Cesare Mucci, viene presentata la lettura delle 101 rappresentazioni iconografiche raccolte, di cui molte inedite. Successivamente alcune di esse sono state inserite nell'app Lapidarium, insieme ad un video realizzato con un drone lungo le mura antiche della città, di cui è stato curato il testo del racconto in modo che oggi i cittadini, gli studiosi, i turisti, provenienti da tutto il mondo, potranno ammirare.

Leggende e Restaurazioni
Mons. Salvatore De Lucia nelle sue Passeggiate Beneventane del 1925 scriveva: "Anche Roma, certo, invidia questo monumento. Napoleone Bonaparte, dall'antica Roma, copiò due archi di trionfo: quello di Trionfo alla fine del viale dei Campi Elisi ovvero la replica dell'arco di Tito e l'Arc du Carrousel replica dell'arco di Costantino. Non riuscì a replicare il più bello, quello di Traiano a Benevento." Di contro a realizzare il sogno di una copia, sarà opera degli americani. Nel 1896 fu operata una foggiatura di tutti i rilievi dell'Arco di Traiano, mai intrapresa prima. A realizzare quest'opera fu l'Accademia Americana di studi classici di Roma, i cui rilievi in gesso vennero offerti a Musei e collezionisti in serie complete che in singoli pezzi.
L'Arco di Traiano ha subito diversi restauri in seguito ai danni del tempo e dei terremoti: sotto Urbano VIII, poi nel 1661, nel 1688, nel 1713 e nel 1792. In particolare nel 1713, quando l'arco era utilizzato ancora come porta cittadina, si sgretolò e cadde l'architrave di marmo che serviva da battente alla porta; il consiglio cittadino allora deliberò la spesa di 212 ducati per il restauro. Nel 1850, in occasione di una visita di papa Pio IX, per suo ordine, l'arco venne isolato abbattendo le case che vi si erano addossate. Oggi si trova al termine della breve via Traiano, accessibile dalla principale strada del centro storico, corso Garibaldi.
La quadriga dell'Arco Traiano: storia o leggenda? L'attento turista e lettore del saggio al termine riceverà una conferma: l'Arco continuerà a primeggiare su tutti per l'eternità, perché onora la Pace, la Concordia e un programma politico indirizzato al bene comune, facendo dell'esempio uno strumento di governo. Chiunque avrà in dono la pubblicazione, in quanto non vendibile, sarà investito di una vera responsabilità: essere custode ed erede della memoria del Optimus princeps, che per ironia della sorte non vide mai finito il suo Arco perché il suo ultimo passaggio registrato per Benevento porta la data del novembre 113 d.c., in quanto raggiungerà la città di Cilicia dove si spegnerà nel 117. Ritornerà sotto l'Arco trionfale di Benevento, completamente realizzato, da morto.

Riconoscimento UNESCO e Fruizione Moderna
Nel 2024 l'arco è stato riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO come parte del sito seriale "Via Appia". Si tratta di un arco a un solo fornice (o volta), alto 15,60 m. e largo 8,60 m. Su ogni facciata quattro semicolonne, disposte agli angoli dei piloni, sorreggono una trabeazione, che sporge al di sopra del fornice. Oltre gli architravi, al di sopra del fornice si trova un attico, anch'esso più sporgente nella parte centrale, che presenta all'interno un vano coperto da una volta a botte. L'attico presenta al centro un'iscrizione dedicatoria. Più notevoli invece sono i rilievi all'interno del fornice, soprattutto grazie alla ricerca di una composizione adeguata per le scene molto affollate, dove si evita con sapienza la monotonia e il sovraccarico.
L'Arco di Traiano si trova all'interno del porto di Ancona e nel periodo estivo ci si può fermare per un aperitivo in uno dei bar della zona portuale, godendo del tramonto sul porto e della sua illuminazione notturna particolarmente suggestiva. Da vedere anche le Mura Romane del Porto costruite nel 113 a.C.
Benevento - Arco di Traiano (19.08.23)
Beneventum e l'arco di Traiano Via Appia. Scheda UNESCO (EN) Beneventum and the Arch of Trajan Via Appia. L’Arco di Traiano: Simbolo di Benevento. L'Arco di Traiano a Benevento, su ecampania.it. Alfredo Zazo, Curiosità storiche beneventane, ed. Arco di Traiano, su musei.beniculturali.it. A Benevento l'Arco di Traiano superstar dopo l'ingresso della Via Appia nel Patrimonio Mondiale, 1º agosto 2024. Arco di Traiano, su comune.benevento.it. L'arco di Traiano sul sito del comune di Benevento, su Comune.benevento.it. La quadriga dell'Arco Traiano, storia o leggenda? - Sannio teatri e culture, su sannioteatrieculture.it. Antico ingresso al retroscena.

Devesi l'Arco ammirare siccome appunto da tutti si ammirano le grandi ossa dei giganti, devesi rivivere con lo stupore e quasi adorare col silenzio. L'Arco di Traiano rappresenta una delle più importanti testimonianze romane delle Marche. The Arch of Trajan is, together with the Roman amphitheater, one of the most important monuments from Roman times in the city. It was built in 100-116 AD By the Senate and people of Rome in honour of that Emperor after he expanded the port of the city out of his own pocket.It was from here that Trajan departed for the ultimately successful war against the Dacians. Attributed to Apollodorus of Damascus, the trusted Syrian architect of the empire, the arch is 14 meters tall and made entirely of Turkish marble. The attic above the lintel shows a dedicatory inscription of the senate and roman people in honour of the emperor and his wife Plotina. Their bronze statues used to be on the attic: this is proved by the cables, inscription and frieze still in place. Der Trajansbogen, zusammen mit dem Amphitheater, eines der bedeutsamsten römischen Denkmäler der Stadt. Es wurde 100 - 116 n.Chr gebaut vom römischen Senat und vom Volk um den Kaiser Trajan zu ehren , der auf eigene Kosten den Hafen erweitern lies und von hieraus reiste er siegreich in den Krieg gegen die Daker. Zurückzuführen auf Apollodor von Damaskus, vertrauter sirianischer Architekt des Reiches, der Bogen ist 14 Meter hoch gebaut und vollständig aus türkischem Marmor. Auf den Balken hebt sich die Plattform der Attika ab mit eingravierter Widmung vom Senat und römischen Volk in Ehren des Kaisers und seiner Frau Plotina, auf den Gifpel ders Attika hebten sich ihre Statuen ab, wie man von den bestehenden Seilen entnehmen kann. Die Inschrift die heute noch lesbar ist, die Friesen (ein lineares, meist waagerechtes Stilelement) waren aus Bronze.
L'Arco di Traiano alle prime luci del mattino. Riflessi del Teatro. Particolari dell’Arco. Il Teatro Romano in un disegno di Paoletti. Si trova all’interno del porto di Ancona e nel periodo estivo ci si può fermare per un aperitivo in uno dei bar della zona portuale, godendo del tramonto sul porto e della sua illuminazione notturna particolarmente suggestiva. Da vedere anche le Mura Romane del Porto costruite nel 113 a.C.
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