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Essere arbitri, oggi, significa entrare di diritto nella categoria meno amate dalla pancia degli italiani, assieme - secondo i sondaggi - a politici, magistrati e giornalisti.

Un sabato di veleni calcistici ci ha fatto ereditare l’arbitro La Penna condannato, la Juventus furiosa e Bastoni da Oscar come attore protagonista.

Alcune vicende non sono belle.

La gara del Napoli è stata inevitabilmente condizionata dall’espulsione di Giovanni Di Lorenzo rifilata dall’arbitro tedesco Felix Zwayer, protagonista di uno scandalo in passato.

Arbitro che espelle un giocatore

L'arbitro Felix Zwayer è risultato in passato coinvolto in uno scandalo del calcio tedesco, anno 2004, accusato di aver preso soldi per aiutare il Wuppertal.

Bruttissimo episodio durante la sfida del campionato Primavera tra Napoli e Sassuolo, conclusa con il netto 5-2 per gli azzurri.

L’episodio è avvenuto al 62′. Tomsa era stato inizialmente ammonito dal direttore di gara per un fallo ai danni del giocatore del Napoli Gorica.

La decisione non è stata accettata dal centrocampista del Sassuolo, che ha protestato con troppa veemenza e si è visto sventolare il cartellino rosso diretto per proteste.

Il comunicato del Sassuolo sulla follia di Tomsa in Napoli-Sassuolo: "Il Sassuolo Calcio condanna con fermezza il comportamento tenuto da Troy Tomsa nei confronti del direttore di gara, il Sig. Mattia Maresca, in occasione della gara della 29ª giornata del campionato Primavera 1 tra Napoli e Sassuolo.

La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente.

Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore.

Il Sassuolo Calcio ribadisce inoltre il proprio impegno nel promuovere, attraverso l’attività sportiva e i numerosi progetti formativi del club, i valori educativi che devono accompagnare la crescita degli atleti e delle atlete."

Brutto episodio nel campionato italiano Primavera, durante Napoli-Sassuolo di ieri, sabato 7 marzo.

Nel corso della partita, il centrocampista neroverde Troy Tomsa ha strattonato per la maglia l’arbitro Mattia Maresca (fratello dell’internazionale Fabio), dopo un'espulsione per proteste al 63': il diciottenne romeno ha aggredito il direttore di gara e per separarlo sono intervenuti anche alcuni giocatori avversari.

Per la cronaca, il Napoli ha vinto il confronto 5-2 (il rosso era arrivato sul 3-2).

Sul brutto episodio (che porterà a una squalifica) ha preso posizione anche il Sassuolo, che in una nota ufficiale ha preso le distanze dal comportamento del proprio giocatore: "Condanniamo con fermezza il comportamento tenuto da Tomsa nei confronti dell’arbitro Maresca.

La società ritiene che episodi di questo tipo siano inaccettabili e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza che rappresentano i principi fondamentali dello sport e che il Sassuolo Calcio promuove costantemente.

Il club ha già avviato le opportune valutazioni interne e provvederà ad adottare seri provvedimenti disciplinari nei confronti del calciatore."

Ma è proprio così?

«Eppure un calciatore ha anche la ‘facoltà’ di simulare. Appunto. Crede che la squalifica possa essere un deterrente? Magari per i ‘nazionali’ si potrebbe pensare anche a uno stop etico.

«Per le sanzioni bisogna cambiare il regolamento, magari introducendo le espulsioni a tempo.

«A me piace sempre pensare che lo spirito genuino delle competizioni sportive sia sempre la stella polare, per questo non credo che gli allenatori siano davvero complici.

«Io invece sono d’accordo con loro.

Ho la sensazione, ad esempio, che per quanto riguarda i difensori, abbiamo finito per modificare dinamiche naturali del gioco attraverso fischi talvolta cervellotici.

Dobbiamo tornare un po’ a capire il calcio.

«Ovviamente l’arbitraggio può attraversare anche periodi complessi, però questo non deve diventare un alibi.

Un arbitro, quando scende in campo, pensa a fare bene il proprio lavoro, non alla politica.

«Non sono io a doverlo dire.

A mio avviso, comunque, si può lavorare di più su tecnica e formazione.

È altrettanto vero che a fine anno il designatore è in scadenza e quindi penso che non proseguirà.

«Non dobbiamo mai perdere di vista l’obiettivo del Var: minimo impatto, massima giustizia, cioè riduzione degli errori determinanti.

«Sarebbero utili tecnicamente, ma il loro passato in campo li renderebbe oggetto di sospetti.

Si immagina un Chiellini in quella veste?

«È naturale che il tifoso sia di parte.

Ed è dunque inevitabile che abbia un desiderio non convergente rispetto agli arbitri: vincere.

Perciò occorre distinguere l’obiettivo del tifoso da quello del calcio italiano, che oggi è molto chiaro: competere ad alto livello in Europa».

L'arbitro dispiace subire la correzione del Var, deve ammettere di non aver carpito gli estremi del fallo, un errore non grave che tuttavia incide in una lunga fase di rilancio della sua carriera.

Riccardo Tozzi e il ruolo dell'osservatore arbitrale

Cartellino rosso e giallo

Giocatori che protestano con l'arbitro

tags: #arbitro #portagonista #espulsiono

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