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La vita di Antonio Costanzo, figura legata a una stirpe di possidenti e personalità di rilievo, si dipana tra la Sicilia e la terraferma, intrecciandosi con le vicende di famiglie nobiliari e le dinamiche socio-politiche del suo tempo.

Le radici della famiglia affondano in un solido patrimonio, come dimostra la menzione del "cospicuo patrimonio" e dei "beni da lei ereditati" dalla madre, che includevano "case e botteghe in Castroreale centro", "frutteti" e "giardini". Questo patrimonio paterno, costituito da "forme l'asse ereditario paterno", testimonia la prosperità e l'importanza economica della casata.

Antonio Costanzo discende da una nobile stirpe, con legami che risalgono a figure come Giovanni e Flavia Parra, di cui si conserva la "fede di battesimo in mio possesso". La famiglia Marullo-Parra è indicata come "discendenti della coppia Marullo-Parra", e si fa riferimento a "la coppia Marullo-Parra".

La genealogia si estende attraverso diverse generazioni, includendo figure come il "figlio Francesco nel 1560-61" e "il figlio Francesco giovinetto". Si menzionano anche i genitori materni, "Giacomo ed Antonella Calamoneri".

La presenza della famiglia è attestata in centri di rilievo come Castroreale, dove si legge che qualcuno "rimanendovi alcuni anni". La casata possedeva proprietà anche a Milazzo, come indicato da "abitazione in Milazzo" e dalla menzione della "cittadina" di Milazzo.

Le vicende familiari sono segnate da eventi significativi. Si parla di "inflitto ingenti perdite di denaro", e di una "infelice situazione" che portò a "prontamente soffocate nel sangue" proteste. Vi furono anche "qualche caso clamorosa di protesta collettiva" e "rivoluzionari" che furono "con ogni sorta di pene e supplizi".

Il nome Antonio ricorre più volte, come in "Antonino" e "Don Andreas quondam D. <

La famiglia Marullo vantava legami con importanti istituzioni e cariche. Si legge di "Nobile Messinese dal Senato Peloritano" e di "la carica Giuratoria". Un antenato, "Ferdinando Marullo ed Alarcon", ebbe un ruolo militare di rilievo, essendo "custode il d’Alarcon", e si occupò del "real prigioniero francese".

La discendenza e i legami familiari sono evidenziati da riferimenti a matrimoni e discendenti. Si menzionano "Antonia Longo e Del Pozzo da Castroreale", "De Gregorio", e "Francesca Coppolino figlia del U. J. D. castrense". Vi sono anche dettagli su unioni come "Antonia Lucifero e Cumbo".

Il patrimonio familiare era considerevole, comprendendo "case e botteghe in Castroreale centro", "frutteti", "giardini", e "beni da lei ereditati". Questo "cospicuo patrimonio" era un elemento centrale dell'identità familiare.

Le informazioni provengono da un archivio personale, come si evince da "nel mio archivio" e "detengo copia legale nel mio archivia". Questo suggerisce un lavoro di ricerca e raccolta di documenti storici.

La famiglia Marullo ebbe legami con diverse località siciliane, tra cui Messina, Castroreale e Milazzo. Si parla di "messinese", "Castroreale" e "milazzese". La loro influenza si estendeva anche a "le sei piazzeforti di Sicilia".

La nobiltà della famiglia è sottolineata da termini come "possidente e cospicua personalità castrense", "nobile", "illustre", "Nobile Messinese", e "la opulentissima nobiltà peloritana".

Le attività e le cariche ricoperte dai membri della famiglia spaziano in diversi ambiti. Si menzionano "d’Armi prima, e di Governatore in seguito", "Governatore ducale in Milano", "Consigliere ducale", e "Sindaco di Messina".

Le vicende militari e politiche sono presenti, con riferimenti a "l’Imperatore Carlo V", "il real prigioniero francese", e "la Spagna". Vi sono anche accenni a insurrezioni popolari e repressioni, come "contro il malgoverno non si contavano più" e "prontamente soffocate nel sangue".

La figura di Antonio Costanzo, sebbene non direttamente descritta in dettaglio, si inserisce in questo contesto familiare ricco di storia, proprietà e legami sociali. Le informazioni disponibili suggeriscono un legame con un passato di rilievo e un patrimonio significativo.

Albero genealogico della famiglia Marullo

La storia della famiglia Marullo è intrecciata con quella di altre casate nobiliari siciliane e italiane. Si fa riferimento a nomi come "Pons de Leon", "Ortigas", "Alarcon di Andrea", "Manno e Conte Barattieri di San Pietro", e "Lazzari".

Le proprietà familiari includevano non solo "case e botteghe", ma anche vasti appezzamenti terrieri, come "frutteti" e "giardini". Questo tenore di vita elevato era tipico della nobiltà dell'epoca.

La carriera militare di alcuni membri della famiglia è un altro aspetto rilevante. Si menziona un ruolo di "Tenente Colonnello" e la partecipazione a eventi militari legati alla "Spagna" e alla "Absburgica".

La presenza di documenti legali e atti notarili, come "Capit. Matr. Not. Sisa di Castroreale" e "Capit. Matr. Not.", attesta la cura con cui la famiglia gestiva i propri affari e patrimoni.

La figura di Antonio Costanzo, pur non essendo il soggetto principale di questo estratto, emerge come parte integrante di una storia familiare complessa e radicata nel territorio siciliano.

Mappa storica della Sicilia con evidenziate Castroreale e Milazzo

La nobiltà della famiglia è ulteriormente sottolineata dal possesso di titoli e onorificenze, come "Nobile Messinese dal Senato Peloritano" e l'appartenenza a "la Nobiltà Legale".

Le dinamiche di potere e le alleanze familiari sono evidenti nei riferimenti a "partigiani della fazione dei Malvizzi" e alle relazioni con le autorità governative.

La trasmissione del patrimonio e dei titoli avveniva secondo le consuetudini dell'epoca, con menzioni di "asse ereditario paterno" e di beni "da lei ereditati".

Il Medioevo 17 I Normanni in Italia

La vita di Antonio Costanzo, inserita nel contesto familiare, riflette le aspirazioni e le sfide di una famiglia di rilievo in un periodo di profondi cambiamenti sociali e politici.

La resilienza della famiglia di fronte alle "perdite di denaro" e alle "infelici situazioni" dimostra la loro capacità di adattamento e perseveranza.

L'eredità culturale e storica della famiglia è preservata attraverso documenti e archivi, come indicato dalla disponibilità di "copia legale nel mio archivia".

La menzione di "Castroreale nel 1737 la cugina Giovanna Colonna" suggerisce una rete di parentela estesa e interconnessa.

La figura di Antonio Costanzo, quindi, si presenta come un tassello di un mosaico familiare e storico di grande interesse, che merita un'analisi approfondita per comprendere appieno il suo ruolo e il suo contesto.

Stemma araldico della famiglia Marullo

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