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Massimiliano Allegri, figura che in Italia suscita da sempre accesi dibattiti, rappresenta per alcuni un vincente seriale, incarnazione di solidità, controllo ed efficienza nel calcio italiano. Per altri, invece, incarna un calcio superato, ancorato al passato e restio ad adattarsi alle evoluzioni del gioco moderno, a differenza di molti allenatori che propongono stili innovativi, seppur non sempre con gli stessi risultati. La sfida tra "belgicisti" e "risultatisti" continua ad animare le discussioni, e la stagione 2025/26 promette nuovi capitoli interessanti.

Il match analyst Cormac McAinsh, attraverso il canale YouTube "Football Meta", ha condotto un'approfondita analisi tattica del Milan guidato da Massimiliano Allegri. Il suo ritorno sulla panchina rossonera è avvenuto dopo una stagione deludente, segnata dal susseguirsi di Paulo Fonseca e Sergio Conceiçao, che avevano portato il Milan all'ottavo posto in classifica.

L'analisi di McAinsh parte dai risultati innegabili di Allegri: numerosi scudetti, finali di Champions League e un dominio nazionale. Tuttavia, il suo ritorno al Milan ha riacceso il dibattito sulla validità delle sue tattiche nel calcio contemporaneo. McAinsh si interroga se Allegri sia ancora lo stesso allenatore controverso o se questa squadra del Milan sia più innovativa di quanto lui voglia far credere.

La Filosofia Tattica di Allegri: Equilibrio e Controllo

Secondo McAinsh, il calcio di Allegri si basa fondamentalmente su un "equilibrio calcolato". La sua mentalità privilegia la difesa, con una particolare attenzione alla protezione del centro del campo e alla limitazione degli spazi per gli avversari. Nel corso della sua carriera, Allegri ha impiegato diverse formazioni, tra cui il 4-4-2 a rombo e il 4-3-3, ma è maggiormente noto per il suo 3-5-2 e per la compattezza delle sue squadre in fase di non possesso.

Al Milan, questa impostazione è immediatamente visibile. Ai difensori centrali avversari viene concesso il tempo di gestire il possesso palla, ma le linee di passaggio verso il centro sono bloccate dalla rotazione degli attaccanti. Una tattica distintiva è la gestione degli esterni avversari: invece di spingere i terzini in avanti, Allegri impiega i suoi centrocampisti box-to-box per raddoppiare la marcatura sull'ala, rendendo difficile la costruzione del gioco avversaria. Sebbene ciò possa concedere più spazio sulla fascia opposta, il terzino è sempre pronto a intervenire rapidamente.

Questa filosofia cauta si estende alla fase di costruzione offensiva. Gli attacchi di Allegri sono estremamente pazienti, con un frequente possesso palla nella propria metà campo e una grande ampiezza per far circolare la palla e cercare di aprire gli spazi tra i difensori avversari. Allegri non è un allenatore posizionale nel senso stretto; preferisce concentrarsi sui sovraccarichi e sulla libertà di rotazione dei giocatori, come nel caso di Christian Pulisic al Milan, che occupa diverse zone del campo per favorire la costruzione. Tuttavia, la priorità assoluta rimane la non esposizione difensiva, con giocatori che ruotano costantemente per garantire copertura.

Questo approccio, incentrato sull'evitare di subire gol e sul capitalizzare le occasioni, è ciò che ha caratterizzato il suo successo. Quando funziona, viene apprezzato; quando non funziona, viene etichettato come obsoleto.

Piccole Innovazioni nell'"Allegri Ball" al Milan

Nonostante la sua filosofia consolidata, il calcio moderno ha subito cambiamenti significativi, con squadre che pressano in modo più aggressivo e linee difensive più alte. McAinsh analizza se Allegri si sia adattato a queste evoluzioni.

Riguardo al pressing, il Milan di Allegri non adotta le strategie più aggressive. La squadra mantiene una formazione più compatta al centro, costringendo gli avversari a giocare sulle fasce, ma concedendo loro il tempo di scegliere il passaggio. Le statistiche confermano che il Milan non pressa in modo eccessivo, indicando una mancanza di cambiamenti radicali in questo aspetto.

Tuttavia, nel blocco basso, emergono sottili indizi di evoluzione. Nella vittoria per 1-0 contro il Bologna, si è notato un uso più aggressivo del terzino destro Saelemaekers, che ha contribuito a formare un 4-4-2 difensivo, impedendo al Bologna di creare sovraccarichi sulle fasce e facilitando la fase offensiva grazie alla maggiore rapidità di Saelemaekers e Rabiot. Questo dimostra la capacità di Allegri di adattarsi all'avversario e alla rosa a disposizione.

Particolarmente interessanti sono i cambiamenti in fase di possesso palla. Il Milan si schiera in modo molto ampio, con il terzino destro Saelemaekers che avanza sulla linea difensiva, creando spazio centrale per l'inserimento dei centrocampisti. L'uso di Luka Modric è brillante: invece di giocare direttamente su di lui, Allegri lo utilizza come fulcro per il terzo passaggio, permettendogli di ricevere palla sempre rivolto verso la porta avversaria e di effettuare lanci lunghi. La priorità di non esporsi difensivamente rimane, con Modric pronto a fornire copertura.

Le azioni offensive del Milan sono caratterizzate da corse verticali, rotazioni di posizione e un approccio che vede diversi giocatori attaccare con schemi variabili, una tendenza comune tra gli allenatori europei di primo piano. Nell'ultimo terzo di campo, Modric gioca leggermente più arretrato, permettendo a più giocatori di proiettarsi in avanti.

Tottenham: Un'Analisi Tattica

L'analisi tattica si sposta poi sul Tottenham. La stagione 2021-2022 ha visto l'arrivo di Nuno Espirito Santo e Fabio Paratici. L'allenatore italiano ha immediatamente implementato la sua filosofia, passando da una difesa a 4 a una difesa a 3.

Il modulo di base è il 3-4-2-1, con Dejan Kulusevski e Heung-Min Son alle spalle di Harry Kane. In fase di non possesso, gli esterni di centrocampo si abbassano sulla linea dei difensori, formando una linea a 5, mentre i trequartisti si abbassano accanto ai mediani, creando una linea a 4. La costruzione del gioco parte dall'appoggio di Hugo Lloris a uno dei difensori centrali, con uno dei mediani che si muove per offrire una linea di passaggio. La squadra cerca principalmente di servire i due trequartisti, sfruttando le corsie laterali per allargare la difesa avversaria e trovare spazi centrali. In fase di rifinitura, ci sono spesso 5 giocatori offensivi, più un eventuale ulteriore supporto. La squadra attacca la profondità con tagli e passanti.

In fase di pressing, Son, Kane e Kulusevski esercitano una prima pressione, bloccando i passaggi orizzontali. Quando la palla viene allargata, scatta il pressing dell'intera squadra. Se il pressing iniziale viene superato, tutti i giocatori si posizionano dietro la palla, con gli esterni di centrocampo che formano una linea a 5 e i trequartisti che si affiancano ai mediani. In fase di costruzione avversaria, il Tottenham cerca di indirizzare il gioco sulle fasce per poi pressare. La difesa si trasforma in una linea a 5 quando gli avversari hanno il possesso. L'obiettivo è impedire l'avanzamento avversario.

Le ripartenze del Tottenham sono veloci e verticali, spesso sviluppandosi nel corridoio centrale e concludendosi con un tiro. Le transizioni difensive sono più ragionate, mirate a far perdere tempo all'avversario. Il contropressing coinvolge al massimo due uomini, mentre gli altri si compattano difensivamente. Harry Kane è un elemento chiave, capace di smarcarsi tra difesa e centrocampo avversario e di partecipare alla manovra.

Dopo anni di bel gioco ma pochi trofei, il Tottenham ha visto l'arrivo di José Mourinho, che ha plasmato la squadra in un'ottica pragmatica e compatta, con ripartenze fulminanti e un possesso palla spesso concesso agli avversari. L'organico è di prim'ordine, con giocatori maturi e di livello continentale. La squadra è molto organizzata, con frequenti rotazioni per mantenere compattezza e imprevedibilità.

Allegri e il Tottenham a Confronto

L'analisi tattica di McAinsh mette in luce le similitudini e le differenze tra l'approccio di Allegri e quello adottato da squadre come il Tottenham.

Entrambi gli allenatori privilegiano la solidità difensiva e un gioco ragionato. Allegri, con la sua filosofia incentrata sull'equilibrio e sulla minimizzazione dei rischi, crea una squadra "blindata" che raramente concede occasioni nitide. Il suo Milan, come evidenziato, concede pochissimi tiri in porta di difficile neutralizzazione. Il Tottenham, sotto la guida di Mourinho, adotta un approccio pragmatico, concedendo il possesso palla per poi colpire in contropiede.

Le differenze emergono nella fase di costruzione e nella gestione del pressing. Mentre Allegri predilige una costruzione paziente e ampia, il Tottenham, a seconda dell'allenatore, può variare da una costruzione più diretta a una più elaborata, con un pressing che mira a recuperare palla in zone avanzate. Le tattiche di Allegri, pur evolvendosi sottilmente, mantengono un nucleo di cautela, mentre il Tottenham, specialmente con Conte, ha mostrato una maggiore propensione a una difesa a 3 e a un gioco più dinamico sulle corsie.

La capacità di Allegri di adattarsi all'avversario e alla rosa a disposizione è un punto di forza che gli ha permesso di ottenere risultati significativi. Allo stesso modo, squadre come il Tottenham hanno dimostrato nel tempo di saper variare approccio tattico in base al tecnico e ai giocatori a disposizione.

In definitiva, la discussione sulla validità delle tattiche di Allegri nel calcio moderno continua. Se da un lato il suo approccio può apparire conservativo, dall'altro i risultati ottenuti e la solidità difensiva dimostrata dalle sue squadre ne attestano l'efficacia. L'analisi tattica di McAinsh e le diverse interpretazioni del gioco di Allegri offrono spunti preziosi per comprendere la complessità del calcio contemporaneo.

Schema tattico 4-4-2 a rombo

⚽️ Analisi Tattica ⚽️ Come gioca il MILAN di ALLEGRI 2025-26 🔴⚫️

La filosofia di Allegri si basa su un credo semplice ma efficace: "Nel calcio ci si ricorda di chi vince, non di chi arriva secondo!". Questa frase racchiude la sua visione, dove il risultato è l'obiettivo primario, anche a costo di un gioco meno spettacolare. Egli stesso ha affermato: "Chi vince non potrà mai giocare male. Però anche chi gioca bene, perde e viene criticato perché non arriva il risultato."

Indipendentemente dalle opinioni, Massimiliano Allegri rimane una figura iconica e divisiva del calcio italiano, capace di lasciare un'impronta indelebile nella storia della Serie A.

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