La Società Sportiva Taranto Calcio, nota più semplicemente come Taranto, è una società calcistica italiana con sede nella città di Taranto.
Nella città di Taranto, il football viene iniziato a praticare, seppure ufficiosamente, nel 1904 dal Circolo Studentesco Mario Rapisardi, che svolgeva attività podistica.
Nello stesso anno il militare ferrarese della Marina Luigi Ascanelli fonda il primo club della città espressamente calcistico, la Società Sportiva Pro Italia con colori sociali il bianco e verde.
Nel 1910 la Pro Italia disputa il primo campionato pugliese FIGC che contribuisce a organizzare, la Terza Categoria Puglia 1909-1910, classificandosi seconda.
Nel 1911 nasce l'Audace Foot-Ball Club per interessamento diretto del foot-baller Giovanni Sardella, con colore sociale il rosso; questa compagine diventa presto rivale della Pro Italia, ma impiega più tempo ad affermarsi agli alti livelli.

Una prima foto dell'AS Taranto nell'estate del 1927. La rosa era composta da ex proiitaliani e audaciani.
Nel 1926 i campionati di Prima Divisione fino ad allora organizzati dalla Lega Sud sono riclassificati come seconda serie nazionale e organizzati in gironi preliminari interregionali, quindi uniformati definitivamente ai precedenti settentrionali.
La squadra rossoblù disputa otto campionati di Prima Divisione, dal 1929 ancora riclassificata, a terzo livello nazionale con l'istituzione di Serie A e Serie B.
Nella stagione 1928-1929, dopo aver primeggiato nei due gironi preliminari del Campionato Meridionale, la formazione ha perso 3-1 in campo neutro la finalissima nazionale con il Lecce, mancando la promozione in cadetteria (la partita fu ripetuta essendosi il primo confronto concluso in parità).
La prima promozione in serie B giunge al termine della stagione 1934-1935, a seguito dei primi posti ottenuti nel girone preliminare e in quello finale; allenatore dell'A.S. Taranto è Umberto Zanolla, presidente, per il terzo anno consecutivo, Pietro Resta.
Questi muore dopo le prime gare del campionato successivo, che vede la retrocessione degli ionici sugli sviluppi dell'ultimo posto conseguito in classifica.
Fino al 1943, anno d'interruzione dei campionati in Italia a causa della seconda guerra mondiale, la squadra pugliese disputa un altro campionato cadetto nel 1937-1938 e ottiene nei restanti anni elevati piazzamenti in Serie C, la nuova terza serie.
Arsenale, si classificano nelle prime posizioni ottenendo poi la promozione in Serie B per delibera della Lega Nazionale Centro-Sud.
Riconsiderata una gestione comune ormai più vantaggiosa, nell'estate del 1946 i dirigenti di Audace e Pro Italia operano la fusione definitiva, nell'intento di soddisfare maggiormente le aspirazioni della cittadinanza sportiva.
Viene così praticamente ricostituita l'AS Taranto del periodo fascista.
Il riunificato Taranto, usando il titolo di Serie B in dote dall'Audace partecipa al campionato cadetto 1946-47, vedendosi subito retrocesso.
La concittadina Arsenale, invece, si classifica ottava mantenendo la categoria.
La nuova società continua quindi il trascorso Serie B dell'Arsenale, e proprio nella stagione 1947-1948, per la prima volta l'"Arsenaltaranto" del decano Pietro Piselli si avvicina alla promozione al massimo campionato, classificandosi 3º nel girone C della serie cadetta con tre punti di distacco dalla capolista promossa.
Retrocesso in terza serie due anni dopo, torna in B nel 1954, e mantiene la categoria per sei anni ottenendo posizioni di media o medio-bassa classifica.
Gravata da problemi societari, nel 1959-1960, dopo la vendita di diversi calciatori la squadra retrocede perdendo gli spareggi-salvezza con Simmenthal-Monza e Venezia.
Luigi Santilio lascia la presidenza dopo dieci anni di gestione.
Sono questi, anni di difficoltà economiche, tanto che più volte il Comune di Taranto interviene sovvenzionando il club.
Divenuto, all'inizio del 1964, presidente dell'AS Taranto l'imprenditore edile locale Michele Di Maggio, questi dispone la costruzione di un nuovo stadio nel quartiere tarantino Salinella, con più posti a sedere del Mazzola soprattutto per aumentare gli introiti della società.
L'impianto viene realizzato in cento giorni utilizzando 130 km di tubi Innocenti e 900 metri cubi di gradoni in legno.

Gli è stato intitolato lo stadio cittadino.
I rossoblù giocano tutti gli anni settanta in serie B.
Nel 1973-74, sotto la guida di Giovanni Invernizzi gli ionici raggiungono il 5º posto, miglior posizionamento della loro storia nella seconda serie a girone unico.
A Di Maggio succede Giovanni Fico, che investe diversi milioni per riallestire buona parte della squadra.
Il sogno della serie A sembra potersi avverare per i supporter tarantini nel campionato 1977-1978: la squadra, allenata da Tom Rosati e trascinata dai gol del centravanti molisano Erasmo Iacovone (acquistato dal Mantova nell'autunno del 1976), dopo un girone d'andata abbastanza promettente che frutta 20 punti perde il suo bomber - fino a quel momento con 8 reti all'attivo nel campionato 1977-78 -, scomparso in un tragico incidente stradale la notte del 6 febbraio 1978, chiudendo poi il campionato all'8º posto con 38 punti.
Il 1978-79 è l'ultimo anno di Fico alla presidenza del Taranto, che nel campionato successivo vede alcuni suoi tesserati coinvolti nello scandalo del calcioscommesse.
La formazione rossoblù torna a giocare in cadetteria nel 1984-1985.
Nell'aprile 1985 il tribunale di Taranto dichiara fallita l'A.S. Taranto, pesantemente indebitata, acconsentendo il passaggio di squadra e titolo sportivo al Taranto Football Club S.p.A., società distinta dalla precedente e guidata dal nuovo presidente Vito Fasano; a fine campionato è ancora C1.
Nel frattempo lo stadio Iacovone viene riammodernato in più riprese, sostituendo la struttura in tubi Innocenti con una nuova in cemento armato che ne aumenta la capienza a 27.584 posti a sedere.
Fasano, che opera alcune dolorose cessioni di calciatori, tiene gli ionici in seconda serie nel triennio 1986-89 (guadagnando nel 1986-1987 la permanenza agli spareggi con Lazio e Campobasso), e dopo essere retrocesso lascia la guida del club.
Lo sostituisce Donato Carelli, già a capo dell'AS Taranto nel 1979-80, persona poi rimasta cara ai tifosi rossoblù.
Questi porta, negli anni della sua presidenza, vari giocatori quotati.
Allenato da Roberto Clagluna, il Taranto riconquista subito la B primeggiando nel girone meridionale di serie C1 con 48 punti, record per la categoria, e nella Coppa Italia 1990-1991 batte in casa 2-1 la Juventus di Maifredi (i bianconeri passarono comunque il turno avendo vinto 2-0 all'andata).
Il 31 luglio 1993, con un debito di 11 miliardi di lire la Taranto F.C. S.p.A.
Il 13 agosto 1993 viene costituita ex novo la s.r.l.
Al secondo anno nei Dilettanti, allenati da Ivo Iaconi gli ionici ottengono la promozione in Serie C2 e trionfano nella poule scudetto vincendo il titolo nazionale 1994-1995.
Disputano due anni nella C2 professionistica per poi tornare in interregionale.
Nel giugno 2000 il club è ceduto a un'altra cordata, le cui quote azionarie sono detenute al 60% da Ermanno Pieroni, proprietario in quegli stessi anni dell'Ancona Calcio e già direttore sportivo del Taranto FC di Carelli, e al restante 40% da imprenditori tarantini; Pieroni non assumerà però mai la carica di presidente.
Nell'estate del 2009 Blasi, che ha lamentato ostacoli ambientali alla realizzazione dei suoi programmi, cede il 100% delle quote a Enzo D'Addario, imprenditore tarantino operante nella commercializzazione online di automobili.
Il club, dal 2010 Associazione Sportiva Taranto Calcio, con l'allenatore Davide Dionigi è ancora fermato ai play-off nel 2011 e nel 2012 (fra questi, molto apprezzata dai tifosi la semifinale di ritorno del giugno 2011 per l'ardore profuso dalla squadra, che sconfisse 2-3 l'Atletico Roma allo stadio Flaminio).
Nello stesso 2011-12 D'Addario, in difficoltà finanziarie, ha ritardato i pagamenti a molti atleti causando la sottrazione alla squadra di 6 punti in classifica, che sarebbero valsi la promozione diretta in serie B; i giocatori hanno quindi messo in mora la società.
Il 30 giugno 2012, non avendo trovato partner data la massa debitoria, il presidente D'Addario rinuncia a presentare domanda d'iscrizione alla Lega Pro Prima Divisione, sancendo così la radiazione dai ruoli federali e lo scioglimento della società.
Il 20 luglio 2012, è costituita principalmente per opera dell'A.P.S. Fondazione Taras 706 a.C., un supporters' trust composta da tifosi del Taranto, la Taranto Football Club 1927 s.r.l.; il 6 agosto seguente una cordata d'imprenditori locali entra nel capitale sociale.
Per la prima volta nella storia del Taranto Calcio, dei tifosi sono comproprietari del club.
La formazione è iscritta alla Serie D in virtù della tradizione sportiva rossoblù (art. 52 delle NOIF).
Negli anni a seguire, fino al 2017, la suddivisione delle quote societarie cambia quasi ogni stagione con la maggioranza che rimane comunque, ad eccezione del 2014-2015, nelle mani di soci tarantini.
In D, la squadra si piazza quasi sempre nelle prime posizioni di classifica mancando la vittoria finale dei play-off nazionali per l'eventuale ripescaggio nelle leghe professionistiche.
Nell'ottobre del 2017, la maggioranza del capitale sociale del Taranto FC 1927 e la presidenza sono acquisite da Massimo Giove, già socio e presidente nel primo biennio di gestione Pieroni.
Sotto il controllo di Giove gli ionici tornano in C nel 2020-2021, avendo ottenuto il primo posto nel girone H della serie D.
Il 7 agosto 2025 il sindaco di Taranto Piero Bitetti consegna il nuovo titolo sportivo per la partecipazione al campionato di Eccellenza Puglia al gruppo barese Finlad S.r.l. dei fratelli Ladisa (già proprietario dal 2003 al 2010 del Monopoli), quale aggiudicatario, per decisione della stessa amministrazione comunale, del bando del 30 luglio precedente.
Il club costituito, Società Sportiva Taranto 2025, è poi rinominato Società Sportiva Taranto Calcio.
L'8 novembre 2025 viene annunciato l'organigramma del club, che vede Vito Ladisa come Presidente.
Il 4 gennaio 2026, a seguito della sconfitta esterna contro la Polimnia per 1-0, Vito Ladisa annuncia le sue dimissioni dalla carica di presidente per motivi personali, ribadendo però il continuo impegno della famiglia Ladisa nella conduzione del club.
Il giorno seguente viene convocato un CdA straordinario, dove vengono accettate le sue dimissioni, affidando il timone della società al fratello Sebastiano.
IL TARANTO PIU FORTE DELLA STORIA
Fin dalla fondazione nel 1927 il Taranto ha adottato come colori sociali il rosso e blu che campeggiano anche nello stemma cittadino.
L'origine di questi colori è legata alla storia della città e al legame con il suo ambiente.
La versione attuale dello stemma è stata introdotta nell'estate del 2018 ed è stato scelto a seguito di un concorso pubblico online promosso dalla Fondazione Taras tra tifosi e appassionati rossoblù.
Lo stemma vincitore è stato presentato in diretta tv e streaming a stampa e tifosi, esso è diviso orizzontalmente in tre parti, in alto la scritta Taranto FC in blu su banda bianca, al di sotto due bande, una rossa in alto e una blu in basso con al centro un delfino avvolto a un tridente e la scritta 1927 al di sotto di esso.
A giugno 2020 la A.P.S Taras 706 a.C.
Il Taranto gioca le partite casalinghe allo Stadio Erasmo Iacovone ex Stadio Salinella dal nome del quartiere cittadino nel quale è situato, è il maggiore stadio di calcio della città ed è stato inaugurato l'8 dicembre 1965.
È dedicato al grande fuoriclasse del Taranto morto in un incidente nel 1978.
Costruito dapprima con tubi di ferro gentile e legno, venne completamente ristrutturato, con la creazione di pilastri in cemento armato, nel 1985.
Cronologia delle stagioni del Taranto Calcio:
| Stagione | Categoria | Posizione |
|---|---|---|
| 1927-1928 | Prima Divisione | 5º nel girone D |
| 1928-1929 | Campionato Meridionale | 1º nel girone C, 1º nelle semifinali interregionali |
| 1933-1934 | Prima Divisione | 3º nel girone G |
| 1934-1935 | Prima Divisione | 1º nel girone G, 1º nel girone finale A |
| 1935-1936 | Serie B | 18º |
| 1936-1937 | Serie C | 1º nel girone E |
| 1937-1938 | Serie B | 16º |
| 1939-1940 | Serie C | 1º nel girone H |
| 1943-1945 | Attività sospesa per motivi bellici | - |
| 1946-1947 | Serie B | 15º nel girone C |
| 1949-1950 | Serie B | 20º |
| 1953-1954 | Serie C | 2º |
| 1959-1960 | Serie B | 18º dopo aver perso gli spareggi |
| 1968-1969 | Serie C | 1º nel girone C |
| 1980-1981 | Serie B | 18º per illecito sportivo |
| 1983-1984 | Serie C1 | 2º nel girone B |
| 1984-1985 | Serie B | 19º |
| 1985-1986 | Serie C1 | 2ª nel girone B |
| 1988-1989 | Serie B | 19º |
| 1989-1990 | Serie C1 | 1º nel girone B |
| 1992-1993 | Serie B | 19º. Retrocesso ed economicamente fallito. |
| 1994-1995 | C.N.D. | 1º nel girone H |
| 1996-1997 | Serie C2 | 18º nel girone C |
| 1998-1999 | C.N.D. | 4º nel girone H |
| 1999-2000 | Serie D | 2º nel girone H |
| 2000-2001 | Serie C2 | 1º nel girone C |
| 2001-2002 | Serie C1 | 2º nel girone B |
| 2003-2004 | Serie C1 | 17º nel girone B |
| 2004-2005 | Serie C2 | 16º nel girone C |
| 2005-2006 | Serie C2 | 2º nel girone C |
| 2006-2007 | Serie C1 | 5º nel girone B |
| 2007-2008 | Serie C1 | 3º nel girone B. Perde la finale dei play-off. |
| 2010-2011 | Lega Pro Prima Divisione | 4º nel girone B |
| 2011-2012 | Lega Pro Prima Divisione | 2º nel girone A |
| 2013-2014 | Serie D | 2º nel girone H |
| 2014-2015 | Serie D | 2º nel girone H |
| 2015-2016 | Serie D | 2º nel girone H |
| 2016-2017 | Lega Pro | 20º nel girone C |
| 2017-2018 | Serie D | 4º nel girone H |
| 2018-2019 | Serie D | 3º nel girone H |
| 2020-2021 | Serie D | 1º nel girone H |
| 2023-2024 | Serie C | 5º nel girone C |

Il 7 agosto 2025 il sindaco di Taranto Piero Bitetti consegna il nuovo titolo sportivo per la partecipazione al campionato di Eccellenza Puglia al gruppo barese Finlad S.r.l. dei fratelli Ladisa (già proprietario dal 2003 al 2010 del Monopoli), quale aggiudicatario, per decisione della stessa amministrazione comunale, del bando del 30 luglio precedente.
Il club costituito, Società Sportiva Taranto 2025, è poi rinominato Società Sportiva Taranto Calcio.
L'8 novembre 2025 viene annunciato l'organigramma del club, che vede Vito Ladisa come Presidente.
Il 4 gennaio 2026, a seguito della sconfitta esterna contro la Polimnia per 1-0, Vito Ladisa annuncia le sue dimissioni dalla carica di presidente per motivi personali, ribadendo però il continuo impegno della famiglia Ladisa nella conduzione del club.
Il giorno seguente viene convocato un CdA straordinario, dove vengono accettate le sue dimissioni, affidando il timone della società al fratello Sebastiano.
tags: #alessandro #magri #calciatore